MAUTO Menu

All’inizio degli anni Cinquanta, sulla spinta dei rivoluzionari progressi che le turbine a gas avevano introdotte in aviazione, prese corpo da parte delle maggiori aziende costruttrici l’idea di applicare un’analoga soluzione all’automobile. Tra queste vi fu la Fiat, che avviò verso la fine degli anni Quaranta un progetto di ricerca con a capo l’ing. Dante Giacosa, direttore degli Uffici tecnici, e l’ing. Oscar Montadone, a capo del Dipartimento ricerche.

Il risultato è una vettura dalla meccanica avveniristica che unisce il telaio della 8V ad una turbina a gas da circa 300 CV. Il propulsore è costituito da un compressore centrifugo a due stadi, accoppiato a una turbina pure a doppio stadio e ad una turbina motrice collegata a un gruppo riduttore a ingranaggi per la trasmissione del moto alle ruote. Il motore è collocato posteriormente sull’autotelaio a 4 ruote indipendenti.

Particolare attenzione fu data allo studio dell’aerodinamica, effettuato su modelli in scala alla galleria del vento del Politecnico di Torino, per il quale fu raggiunto un coefficiente di forma eccellente, circa 0,14, rimasto record per trent’anni. La parte telaistica derivava dalla Fiat 8V, con carrozzeria berlinetta a due posti di ottima profilatura aerodinamica, fari a scomparsa e pinne sui due parafanghi posteriori.

Nelle prove su pista, effettuate dal pilota e collaudatore Carlo Salamano sulla pista del Lingotto e all’aeroporto di Caselle, la vettura toccò la velocità massima di 260 Km/h.

 

IL MAUTO

MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE

 

Il Museo Nazionale dell’Automobile – MAUTO – è tra i più antichi del suo genere: fu Carlo Biscaretti di Ruffia, aristocratico torinese nato nel 1879, a concepirlo, idearlo, radunarne la collezione iniziale nel 1933, a battersi per farlo nascere e adoperarsi tutta la vita per dargli una sede dignitosa.

Aperto al pubblico nell’autunno del 1960 nella sede progettata dall’architetto Amedeo Albertini, fu completamente rinnovato e ampliato in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia su progetto dell’architetto Cino Zucchi. Nel 2011 il MAUTO riapre, dopo quattro anni di chiusura, con il nuovo percorso allestito dallo scenografo franco-svizzero François Confino, che valorizza in modo efficace la straordinaria collezione di automobili: due anni dopo il Times lo annovera tra i 50 musei più belli al mondo.

Nel percorso viene raccontata la storia dell’automobile, la trasformazione da mezzo di trasporto a oggetto di culto, dalle origini fino all’evoluzione contemporanea del pensiero creativo: attraverso l’evoluzione dell’auto sono analizzati i passaggi epocali della società.

IL MAUTO oggi è un percorso espositivo permanente che ospita un’imponente collezione: si trovano in mostra circa 150 vetture, cui si aggiungono le vetture in prestito temporaneo. Le rimanenti 60 vetture della collezione sono conservate in uno spazio interrato, denominato “Open Garage”, accessibile solo su prenotazione. A completare il percorso museale, l’area mostre, in cui si ospitano esposizioni temporanee di approfondimento.

La superficie museale di circa venti mila metri quadrati accoglie ogni anno oltre 200 mila visitatori. Oltre al percorso permanente, comprende altre importanti attività: prima fra tutte, il Centro di Documentazione, che raccoglie documenti originali relativi a vetture, personaggi, eventi che hanno fatto la storia dell’automobile: in particolare, la Biblioteca annovera 9.000 monografie, di cui circa il 50% posseduto in esclusiva; l’Emeroteca costituisce un piccolo tesoro in cui sono conservate 800 testate di argomento automobilistico, in tutte le lingue del mondo, di cui 195 possedute soltanto dal MAUTO. Inoltre, fa parte della Biblioteca anche un piccolo ma prezioso fondo di libri antichi, che custodisce al suo interno delle vere rarità sulla storia della meccanica, della fisica e delle scienze tra il Cinquecento e l’Ottocento

Sono inoltre presenti il Centro Educational, che propone attività per scuole di ogni ordine e grado e che ha riconfigurato la sua offerta con un focus sui percorsi per le scuole secondarie di secondo grado, per le università scientifiche (Politecnico) e per le scuole di design; e il Centro Congressi, che ospita eventi, conferenze e convegni.

Il Museo ha di recente avviato anche il proprio Centro di Restauro, che svolge attività di manutenzione ordinaria e straordinaria per le vetture della collezione, attenendosi alla metodologia scientifica in fase diagnostica e ai criteri di restauro conservativo negli interventi funzionali. Il Centro di Restauro supervisiona e coordina una rete di officine e specialisti del settore, che operano in collaborazione con il Museo applicando la metodologia sopra descritta e con il supporto del Centro di Documentazione. Collabora con il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale e svolge attività di formazione specifica.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi