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In occasione del centenario del GP d’Italia, in esposizione straordinaria al MAUTO da venerdì 10 settembre fino al 1° novembre la Replica Ferrari 156 “Sharknose” e la Lotus 21, protagoniste del GP d’Italia del 1961.

ATTENZIONE! La Replica Ferrari 156 “Sharknose” sarà esposta a AUTO E MOTO D’EPOCA – FIERA DI PADOVA 2021 dal 20 al 24 ottobre e dunque assente dal percorso espositivo del MAUTO dal 19 al 26 ottobre.

Il 10 settembre è una data significativa poiché fu proprio in quella data di sessant’anni fa che si disputò il GP d’Italia 1961. Vinse Phil Hill alla guida della Ferrari 156 “Sharknose”, ma la gara fu segnata dal drammatico incidente in cui perse la vita il suo compagno di squadra Wolfgang Von Trips, la cui vettura entrò in collisione con la Lotus 21 di Jim Clark.

Dopo il Gran Premio di Nürburgring il 6 agosto, la lotta per il titolo mondiale era ormai ristretta ai due ferraristi Wolfgang Von Trips (leader della classifica con 33 punti) e Phil Hill, distanziato di quattro lunghezze dal tedesco. Nelle qualifiche di Monza fu Von Trips a conquistare la pole position, ma al via fu Phil Hill a prendere il comando della corsa. Al secondo giro Wolfgang von Trips, nel percorrere il rettilineo verso la Curva Parabolica, entrò in collisione con la Lotus 21 di Jim Clark: la Ferrari del tedesco decollò roteando su se stessa, andando a sbattere contro la rete di protezione, dietro la quale erano assiepate decine di spettatori. I soccorritori intervennero abbastanza rapidamente, ma Von Trips era morto sul colpo, insieme a 14 spettatori. La corsa non venne tuttavia interrotta e fu vinta da Phil Hill, che si laureò così matematicamente campione del mondo. La Ferrari non partecipò per lutto all’ultimo Gran Premio.

La Ferrari 156 F1 è la prima monoposto Ferrari a motore posteriore. Progettata da Carlo Chiti, era equipaggiata sia con un Dino V6 che con un 6 cilindri a V di 120°: fu una grande novità per la Scuderia, poiché fino a quel momento Enzo Ferrari si era opposto al motore posteriore. La vettura, nota come “sharknose” per le caratteristiche prese d’aria anteriori, ha fatto il suo debutto pubblico al GP di Monaco del 1960. In quell’occasione fu guidata da Ginther che si classificò sesto, seppur a molti giri di distanza dal vincitore Moss. Con Phil Hill ha vinto il Campionato Piloti e Costruttori nel 1961. Su decisione di Enzo Ferrari, dopo la deludente stagione 1962, le “Sharknose” vennero distrutte, conservando i principali componenti. La vettura esposta è una riproduzione realizzata sulla base di disegni originali, con motore 120°, cambio e meccanica originale, di proprietà di Jason Stuart Wright.

La Lotus 21, progettata da Colin Chapman, è ispirata ai criteri di leggerezza, tenuta di strada e penetrazione aerodinamica: aveva ereditato dalla monoposto precedente, la Lotus 18, il motore posteriore-centrale e il telaio in tubi; la carrozzeria però è realizzata con pannelli di fibra di vetro, invece che in alluminio, per consentire ulteriore riduzione di peso. Chapman disegna un posto di guida più basso, che obbliga il pilota ad una posizione di guida semi-sdraiato, ma ottiene un coefficiente aerodinamico più favorevole, aumentando la velocità massima. Il motore era il Coventry Climax FPF a quattro cilindri, mentre i freni erano a disco. Debutta al GP di Monaco de 1961 con lo scozzese Jim Clark e il britannico Innes Ireland. La monoposto in esposizione al Mauto è quella che, alla guida di Jim Clark, fu coinvolta nell’incidente con Von Trips al GP di Monza 1961. Il muso, danneggiato nell’incidente, è stato ricostruito successivamente.

Replica Ferrari 156 “Sharknose”

Lotus 21

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