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L’Italia che vince le corse è il titolo della mostra che Auto e Moto d’epoca – Fiera di Padova 2021 ha organizzato in collaborazione con il MAUTO per celebrare i grandi marchi italiani che hanno fatto la storia delle competizioni. Dalla collezione del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, arrivano le grandi italiane da pista: Ferrari, Lancia, Alfa Romeo, Fiat e Maserati. Di ciascuna racconteremo aneddoti e curiosità grazie ai preziosi materiali del nostro Centro di Documentazione.

La Ferrari 500 F2 del 1952

Ferrari 500 F2 Disegno di Carlo Biscaretti

NELLA FOTO DI COPERTINA: GP Inghilterra 1952_Ascari su Ferrari

Era nata da un’intuizione di Enzo Ferrari che, ben prima di sapere del declino della F1, aveva deciso di impegnarsi nella F2, meno costosa e di più facile gestione, deciso ad assicurarsi nel giro di poco tempo un bel numero di vittorie. Il ritiro dalla Formula maggiore dell’Alfa Romeo per la stagione 1952 e l’immediata adesione degli organizzatori alla F2 che, liberi di scegliere fra la F1 e la F2 per le gare del Campionato del mondo vi aderirono in massa, permisero alla Ferrari di affrontare le gare con una vettura nuova ma già collaudata, innovativa ma già affidabile, opera del geniale ingegnere Aurelio Lampredi. Forse nessun’altra Ferrari fu tanto vittoriosa, e certamente nessun’altra di meccanica così semplice: telaio simile a quello del tipo “375” (due longheroni e traverse tubolari, ruote anteriori indipendenti, ponte De Dion posteriore, cambio a 4 marce in blocco col differenziale) su cui era applicato un motore con doppia accensione ed alimentazione con due carburatori doppio corpo.

Il motore

Al suo debutto al Gran Premio di Modena del 1951 fece subito vedere le sue potenzialità e con Ascari al volante arrivò prima alla media di oltre 116 km/h. Ma la stagione vincente di questo modello era destinata a continuare e con questa vettura Alberto Ascari vinse due Mondiali di Formula 1, nel 1952 e 1953, con 31 vittorie su 35 gare: un palmarès strepitoso che proietta nel mito il marchio del Cavallino.

Alberto Ascari con l’amico giornalista Giovanni Canestrini

All’amico Carlo Biscaretti Enzo Ferrari scrive in una lettera del 1957 che «il dono “meccanico” giungerà tra brevi giorni al di Lei giustamente voluto Museo dell’Automobile». E così facendo Ferrari regalò ad una sua creatura l’immortalità.

La conversazione epistolare tra Enzo ferrari e Carlo Biscaretti di Ruffia

I documenti della Gallery provengono dagli archivi del Centro di Documentazione del MAUTO. Se siete curiosi di conoscere di più sull’affascinante mondo dell’automobilismo storico visitate i nostri archivi online consultabili da questo link

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