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L’Italia che vince le corse è il titolo della mostra che Auto e Moto d’epoca – Fiera di Padova 2021 ha organizzato in collaborazione con il MAUTO per celebrare i grandi marchi italiani che hanno fatto la storia delle competizioni. Dalla collezione del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, arrivano le grandi italiane da pista: Ferrari, Lancia, Alfa Romeo, Fiat e Maserati. Di ciascuna racconteremo aneddoti e curiosità grazie ai preziosi materiali del nostro Centro di Documentazione.

La Lancia D50 del 1955

Ascari al volante della Lancia D50 a Caselle, febbraio 1954

NELLA FOTO DI COPERTINA: GP Valentino 1955_n 22 Eugenio Castellotti su Lancia

Monoposto di Formula 1 progettata da Vittorio Jano e presentata verso la fine della stagione agonistica 1954. Meccanicamente è una sfida alla tecnica automobilistica: motore a 8 cilindri a V di 90°, in posizione angolata rispetto all’asse longitudinale della vettura, canne cilindri riportate, quattro carburatori a doppio corpo, accensione con due candele per cilindro, telaio a traliccio tubolare irrigidito anteriormente dal blocco motore che aveva anche funzione portante. Per la trasmissione si adottò l’architettura di base dell’“Aurelia”, con frizione, cambio e differenziale in blocco al retrotreno (con cambio disposto però trasversalmente). Fra le sue peculiarità due serbatoi di carburante sistemati esternamente alla carrozzeria, montati separatamente dal corpo della vettura, con i quali Jano intendeva ottenere una buona profilatura aerodinamica. Con i suoi 620 kg a peso vuoto era anche una delle monoposto più leggere del momento, considerando che la debuttante Mercedes W 196 ne pesava 690. L’esordio in gara fu al Gran Prix di Spagna del 1954, con al volante Alberto Ascari, fresco di un contratto che lo legava alla Lancia per un anno, ma fu un inizio funestato dalla cattiva sorte. La prima vittoria giunse con Ascari al Gran Premio di Torino del 1955 e poi a quello di Napoli nello stesso anno. Ma la sorte della Scuderia era già segnata: il 31 marzo era giunto come consulente Antonio Fessia, per il quale la carriera sportiva era un lusso che la Lancia non si poteva più permettere. A segnare la fine dell’attività sportiva fu però l’incidente avvenuto il 26 maggio 1955 sul circuito di Monza nel quale perse la vita Ascari mentre provava la Ferrari sport di Eugenio Castellotti. Un colpo durissimo per Gianni Lancia che decise di cedere le sei “D50” della scuderia alla Ferrari.

L’anno successivo la Lancia-Ferrari conquistò con Juan Manuel Fangio il titolo mondiale.

La copertina del fumetto Tin Tin

GP Valentino 1955_Ascari su Lancia D50

I documenti della Gallery provengono dagli archivi del Centro di Documentazione del MAUTO. Se siete curiosi di conoscere di più sull’affascinante mondo dell’automobilismo storico visitate i nostri archivi online consultabili da questo link

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