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Nell’America degli anni ’20 del Novecento, nell’età del jazz e del proibizionismo, l’automobile rappresentava uno status symbol, simbolo di benessere, lusso e di una continua ricerca di spensieratezza. La produzione automobilistica americana, che nel 1928 aveva raggiunto i cinque milioni di automobili costruite, contribuiva a creare quel mito americano in un Europa che guardava con ammirazione gli esorbitanti numeri d’oltreoceano (in Italia in quello stesso anno se ne erano prodotte poco più di 55 mila).

A incarnare lo spirito di quegli anni vi fu un uomo, il cui motto era “Be different if you cant’ be biggest”, Errett Lobban Cord, un Golden Boy dell’automobile, dotato di un talento per gli affari che gli permise in poco tempo di costruire un impero industriale.

Nel 1929 presentò al Salone di New York il fiore all’occhiello della sua produzione, una Cord modello L-29 a tradizione anteriore, originale ed elegante nel design, con le sue proporzioni perfette e una silhouette sinuosa e bassissima. Un’automobile capace di dare al mercato americano quel senso di meraviglia, di nuovo e di straordinario, tanto cercato dalla sofisticata alta società newyorkese.

Non rimasero insensibili al suo fascino quasi femmineo personaggi celebri del jet-set americano, come l’architetto Frank Llyod Wright e l’attrice Dolores Del Rio.

Per immergervi nell’atmosfera del Grande Gatsby potete visitare il Museo dell’Automobile e ammirare un esemplare di questo elegante modello che così bene incarna lo spirito di quei Folli anni ’20 e ’30.

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