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1921, 4 settembre – I Gran Premio d’Italia

Una data importante per l’automobilismo sportivo italiana è quella del 4 settembre 1921, nella quale venne disputata la I edizione del Gran Premio d’Italia.

In Italia non esisteva all’epoca un circuito chiuso per le sole gare automobilistiche e venne quindi scelto un terreno situato presso Brescia, nella campagna di Montichiari, per un tracciato di 12 chilometri e 300 metri, con un lungo rettilineo di oltre quattro chilometri. Brescia sembrava il luogo ideale per ospitare un simile evento, così legata al mondo dell’automobilismo sportivo (fu tra le prime città ad organizzare incontri e convegni e vi si svolse la prima gara in circuito chiuso, la Brescia-Cremona-Mantova-Brescia).

L’evento sportivo raccolse sugli spalti duecentomila spettatori, il Re Vittorio Emanuele III e il Presidente del Consiglio Bonomi; schierati sulla linea di partenza, in un vero e proprio duello, due sole importanti marche, Fiat e Ballot, ognuna con tre vetture sportive. Le rosse Fiat con Wagner e il meccanico Campiano, con il n. 2, Bordino e il meccanico Bruno con il n. 6 e la terza Fiat con Sivocci e il meccanico Morganti con il n. 10: tutta la squadra indossava berretti e maglie di colore scarlatto. Per le blu Ballot, con divisa bianca e scritta blu Ballot-Pirelli, correvano Di Palma con il meccanico Di Paolo, con il n. 4; Chassagne con Lally, con il n. 8 e la terza con Goux e il meccanico Leboucq con il n. 11.

Tribune e recinti erano gremiti, le immense praterie intorno uno sterminato garage, il più grande parco automobilistico mai visto: era il trionfo dell’automobile.

Ma non fu il trionfo delle vetture italiane: il tabellone sancì la vittoria di Jules Goux su Ballot, in tre ore e trentacinque minuti, alla media di 144 km/h, e per le rosse Fiat Bordino si aggiudicò, dopo un combattuto duello, il record mondiale del giro, a 150 Km/h.

      Bordino al volante della Fiat 801

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