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Il raid Pechino Parigi

Fino al centro del mondo. 1907 – Il raid da Pechino a Parigi in sessanta giorni

C’è qualcuno che accetti di andare nell’estate prossima da Pechino a Parigi in automobile?” Questo era il curioso annuncio pubblicato nel gennaio del 1907 sul quotidiano francese “Le Matin”, rivolto ai temerari dell’automobile: chi poteva nel 1907 avere il coraggio di intraprendere una simile avventura?

All’inizio del Novecento l’automobile destava ancora un misto di interesse e scetticismo, un mezzo solo per pochi e facoltosi privilegiati, destinato a diventare di lì a pochi anni un simbolo di modernità, complici un gruppo di intellettuali fondatori del celebre movimento artistico denominato Futurismo.

L’industria automobilistica francese era agli inizi del Novecento tra le prime in Europa e, sicura di avere un primato rispetto alle altre nazioni, aveva lanciato la sfida: “Noi abbiamo pensato che la migliore industria francese aveva il diritto di volere, per fare le sue prove in faccia al mondo, un campo più largo”. E l’itinerario scelto non poteva essere più avventuroso visto che si trattava di partire dall’Asia attraversando Cina, Mongolia e Siberia, prima di raggiungere migliori condizioni di viaggio sulle strade europee.

Itala Pechino Parigi – Partenza

Alla linea di partenza a Pechino, il 10 giugno, si presentarono il principe Scipione Borghese, alla guida di una Itala 35/45 Hp, affiancato dall’insostituibile meccanico di fiducia Ettore Guizzardi e dal giornalista Luigi Barzini, inviato del Corriere della Sera; Charles Godard, a bordo della vettura olandese Spyker; un triciclo Contal guidato da Auguste Pons e due vetture leggere De Dion Bouton, pilotate da Colignon e Cormier, accompagnati dai giornalisti Jean Du Taillis e Edgardo Longoni.

Scipione Borghese e Luigi Barzini

 Ettore Guizzardi al lavoro

Le insidie del percorso furono innumerevoli fin dalla partenza, tanto che Pons con il suo triciclo Contal rischiò quasi la vita, disperso nel deserto Gobi senza benzina né viveri, e si ritirò quindi dalla gara. Il principe Borghese, sicuro della potenza della sua vettura e delle sue capacità organizzative, si rivelò fin da subito il favorito. Ecco la descrizione che ne diede Barzini, suo ammirato compagno di viaggio: “Egli ha una mente prodigiosa. Su di essa rimane come fotografato tutto ciò che gli occhi hanno visto. E tutto ciò che le orecchie hanno udito. Nomi, date, frasi di lingue orientali, le cose più difficili a rammentarsi, rimangono scolpite in quella memoria di ferro. […] La sua organizzazione della corsa Pechino-Parigi è tutta una dimostrazione di questa sua capacità di calcolo. Al calcolo bisogna aggiungere la volontà. Una volontà che il Principe Borghese esercita su sé stesso prima che sugli altri”.

 Attraversando un villaggio cinese

I paesaggi che si susseguivano erano impervi, spesso inospitali, le strade inesistenti e fangose, i ponti instabili e pericolosi ma fu un viaggio emozionante e Barzini ne testimoniò gli avvenimenti più importanti, come quando descrisse tutta la sua meraviglia davanti alla Muraglia Cinese: “Vista da lontano fusa e confusa alle montagne come una prodigiosa sagomatura delle loro stesse vette e dei loro fianchi, non dà l’impressione di un’opera umana: è troppo vasta, e quel che se ne vede non è di essa che la millesima parte. Si direbbe piuttosto una fantastica bizzarria della terra emersa per il lavoro di immense e ignote forze naturali: il prodotto di un cataclisma creatore”.

Sulla ferrovia della Transbaikalia

Il viaggio si svolge per la Itala in sessanta giorni: l’arrivo trionfale a Parigi, il 10 agosto, con ben venti giorni di anticipo rispetto agli altri concorrenti, decretò la vittoria di Scipione Borghese.

 

L’arrivo a Parigi – sul ponte di Joinville

La Itala Pechino-Parigi, illustrazione di Carlo Biscaretti

Questa impresa alla Jules Verne affascinò l’opinione pubblica che si lasciò trascinare dai resoconti di viaggio dei giornalisti coinvolti nel raid, primo tra tutti Barzini, a bordo della vincitrice Itala 35/45 HP. I suoi articoli divennero un bestseller, “La metà del mondo vista da un’automobile. Da Pechino a Parigi in sessanta giorni”, straordinaria testimonianza di un viaggio senza limiti né confini. E la sua indiscutibile protagonista, la Itala ribattezzata Pechino-Parigi, si può ammirare ancora oggi visitando il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.

Itala nell’allestimento_Fino al centro del mondo

Itala nell’allestimento_Fino al centro del mondo

I documenti della Gallery provengono dagli archivi del Centro di Documentazione del MAUTO. Se siete curiosi di conoscere di più sull’affascinante mondo dell’automobilismo storico visitate i nostri archivi online consultabili da questo link https://www.museoauto.com/il-museo/centro-documentazione/

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