Vespa. Icona italiana

11 giugno – 30 agosto 2026

A ottant’anni dal deposito del suo brevetto, una mostra racconta un simbolo della cultura italiana nel mondo. Il progetto espositivo esplora la trasformazione della Vespa da mezzo di trasporto a icona culturale e oggetto di collezionismo. Modelli imprescindibili, gadget, riviste, locandine cinematografiche e manifesti costruiscono un atlante visivo in cui si intrecciano immagini, memoria personale e cultura popolare. Dall’archivio personale di Marco Fumagalli emerge il ritratto di una Vespa infinita: riprodotta, reinterpretata e celebrata da artisti, fotografi e pubblicitari.

un percorso che indaga l’automobile come spazio, forma e immaginario, ripercorrendone l’evoluzione dal 1802 a oggi. La mostra riunisce diversi nuclei di lavoro: quarantaquattro opere che combinano testi e immagini e costruiscono una storia dell’automobile attraverso modelli spesso poco noti; due proiezioni video che presentano, da un lato, l’insieme dei disegni tecnici e, dall’altro, una sequenza di disegni naturalistici delle automobili; appunti e schizzi originali realizzati dall’artista durante lo studio; e dieci modelli di automobili in scala 1:10 provenienti dalla Fondation Cartier pour l’art contemporain

Ritorno al Futuro

Il Museo Nazionale dell’Automobile presenta – da giovedì 11 giugno a domenica 30 agosto – un omaggio agli ottant’anni di storia della Vespa, simbolo della cultura e icona di stile e innovazione del design italiano, attraverso i materiali d’archivio del collezionista Marco Fumagalli, la cui passione ha dato vita a uno straordinario archivio delle infinite forme con cui la Vespa è stata raccontata, riprodotta e reinterpretata.

La Vespa è una delle presenze più ricorrenti nella cultura visiva italiana. Nel corso del Novecento attraversa pubblicità, cinema, fotografia e grafica, sedimentandosi progressivamente nell’immaginario collettivo. A partire dall’articolata collezione di Marco Fumagalli, la mostra ne racconta la trasformazione da oggetto funzionale a icona capace di attivare pratiche di accumulo compulsivo e catalogazione.

L’origine della storia coincide con il suo desiderio di possedere una Vespa 50 Special Revival, vista su un inserto del Corriere della Sera nell’estate del1991. L’iniziale fascinazione per la meccanica dà avvio a una sistematica raccolta che si concentra dapprima sui veicoli, fino a comprendere tutti i modelli prodotti per il mercato italiano e le relative varianti destinate all’estero, per poi estendersi nel tempo a modellini, gadget, memorabilia, manifesti, riviste, pubblicità e locandine cinematografiche.

L’allestimento restituisce un archivio personale attraverso una fitta stratificazione di immagini a parete, in cui la Vespa continua a riapparire e moltiplicarsi tra linguaggi e contesti differenti.  La mostra assume così la forma di un atlante visivo in cui la continua riproduzione dell’immagine Vespa rivela il desiderio di conservarne le tracce e organizzarle in un sistema privo di gerarchie, dove ogni elemento partecipa e contribuisce alla costruzione di una collezione.

I Modelli esposti

 Filo conduttore di questo racconto sono quattordici modelli di Vespa, distribuiti in sei aree tematicheGLI ESORDI, IL SUCCESSO, LA RIVOLUZIONE, ANNI OTTANTA, IL NUOVO CORSO, IL VESPA CLUB D’ITALIA – che accompagnano il visitatore attraverso l’evoluzione del celebre scooter e il contesto storico e culturale che ne ha accompagnato il successo.

Vespa 98 MP6L, Vespa V15T, Vespa 125 Sport, Vespa 125 V31T (Vacanze Romane), Vespa 125 VN2T, Vespa 150 GS (VS3), Vespa 90 SS, Vespa 180 Rally, Vespa PX (prima serie), Vespa T5, Vespa 50 Revival, Vespa Elettrica, Vespa GTS 310 80th, Vespa 946.

Mimmo Rotella

Un focus particolare è dedicato ai lavori di Mimmo Rotella, maestro del décollage e protagonista dell’arte italiana del secondo dopoguerra, presente in mostra con opere che reinterpretano l’universo iconografico legato alla Vespa attraverso il linguaggio della stratificazione e della memoria visiva. Le opere di Rotella dialogano con fotografie, manifesti e materiali pubblicitari, contribuendo a raccontare come l’immagine della Vespa sia entrata a far parte dell’immaginario culturale e artistico internazionale.   

A distanza di cinquant’anni, Automobili si rivela un’opera sorprendentemente attuale. In un presente segnato dalla transizione ecologica, dalla ridefinizione dei modelli di mobilità e da un ripensamento radicale del rapporto tra uomo, tecnologia e ambiente, il “futuro incompleto” evocato dal disco appare come una chiave di lettura potente per interpretare il nostro tempo. La mostra nasce dunque come un dispositivo interpretativo: non una celebrazione nostalgica, ma un campo di tensione tra passato e presente. Le canzoni diventano matrici narrative che attivano una pluralità di linguaggi – automobili, materiali d’archivio, immagini, suoni, illustrazioni – per costruire un racconto stratificato, capace di attraversare storia, cultura pop, industria, immaginario e critica sociale.

In esposizione

In esposizione materiali originali provenienti dall’archivio di Antonio Bagnoli – nipote di Roberto Roversi – e dedicati all’universo di Automobili e alla collaborazione tra Lucio Dalla e il poeta: programmi di sala e locandine dello spettacolo teatrale Il futuro dell’automobile (1976), taccuini manoscritti di Roberto Roversi con testi e scalette preparatorie, lettere autografe tra Dalla e Roversi, documenti legati alla richiesta dello pseudonimo “Norisso” presso la SIAE, articoli e interviste pubblicate sulla stampa dell’epoca, oltre a testi originali delle canzoni e materiali audiovisivi tratti dal programma televisivo Automobili andato in onda nel 1977. Un corpus eterogeneo che restituisce il clima culturale, artistico e politico in cui nacque uno dei progetti più radicali e visionari della canzone italiana degli anni Settanta.

Ma anche una macchina del tempo: le sue forme spigolose si scontrano con i segni della più recente attualità disseminati nel paesaggio, innescando una sorta di paradosso temporale. Fiat Panda = DeLorean DMC-12. Hot Panda è un elogio alla lentezza, al lavoro, alla semplicità (la Panda è un’icona di tutto questo) in un momento di fondamentale cambiamento per gli attori principali di questo progetto. Si stanno trasformando le automobili, seguendo le nuove sfide della mobilità, le urgenze ecologiche, i nuovi modelli urbanistici, l’evoluzione tecnologica, la disponibilità di materiali e componenti, la geopolitica. Ma allo stesso tempo si sta modificando radicalmente anche la fotografia, sempre meno attraversata da quel surplus di oggettività che ne aveva decretato il successo prima dell’avvento del digitale e dell’IA. Hot Panda è un nuovo viaggio in Italia. Nell’originale, d’altra parte, Goethe aveva scritto: “Lo scopo di questo mio magnifico viaggio non è quello d’illudermi, bensì di conoscere me stesso nel rapporto con gli oggetti”. (Francesco Zanot)

Le vetture

Accanto ai documenti, due vetture – la Alfa Romeo tipo B P3 del 1932 e la Autobianchi Bianchina 4 posti del 1967 – che, accostate, restituiscono la parabola culturale dell’automobile italiana: da simbolo eroico e visionario a presenza diffusa e contraddittoria della modernità contemporanea. La prima rimanda direttamente alla dimensione epica evocata nel brano Nuvolari e, più in generale, al racconto della velocità come mito moderno.

È l’automobile delle corse, dell’eroismo individuale, delle Mille Miglia e dei grandi piloti celebrati nel disco: una macchina estrema, simbolo di un’Italia che costruisce il proprio immaginario tecnologico e sportivo attraverso figure leggendarie e imprese collettive. La Bianchina rappresenta invece l’altra faccia del racconto: l’automobile popolare, accessibile, entrata nella vita quotidiana degli italiani durante il boom economico. È la vettura delle famiglie, delle periferie, delle vacanze e della motorizzazione di massa che Dalla e Roversi osservano criticamente in Automobili, tra alienazione urbana, ingorghi, consumi e trasformazioni del paesaggio sociale.

Ricostruzione sonora del motore Monaco - Trossi

L’installazione restituisce il suono del motore della leggendaria Monaco–Trossi, mai più ascoltato dal 1935, attraverso una sofisticata ricostruzione audio basata su tecniche avanzate di sintesi neurale. Il processo algoritmico di sonificazione, ideato e sviluppato da MuseeX, si fonda su un approccio scientifico e creativo che integra fonti storiche, dati ingegneristici e modelli generativi. Il risultato è un modello sonoro immersivo e realistico, capace di evocare la voce autentica di un’auto perduta nel tempo. Far rivivere il passato attraverso il suono è al centro della ricerca di MuseeX: ogni progetto riporta in superficie ciò che è stato dimenticato, nascosto o disperso, restituendolo come paesaggio sonoro che dà voce alla memoria.

Ringraziamenti

CARLO FELICE TROSSI. Eroe incompiuto

A cura di  Giordano Bruno Guerri
Con Francesco Foppiano, Davide Lorenzone, Ilaria Pani
Direttore artistico Maurizio Cilli

Il Museo Nazionale dell’Automobile ringrazia tutti i prestatori: Andrea Ghisalberti, Collezione Lopresto, Alex von Mòzer, STELLANTIS Europe SPA | HERITAGE (Museo Alfa Romeo), Mercedes-Benz Classic, Collezione Maserati Umberto Panini APS, Museo Scooter&Lambretta, GAVS – Gruppo Amici Velivoli Storici – Sezione di Torino, R.E. San Giorgi, Yacht Club Italiano

Crediti fotografici: Fondazione Sella, Fotografia dall’Archivio, Zagari © The Spitzley Archive, Varagine.it Archivio Storico Fotografico sulla Città di Varazze

Contenuti video: Archivio Luce Cinecittà

Si ringrazia Maurizio Fracassi per il prezioso supporto e la generosa donazione, grazie alla quale l’archivio Carlo Felice Trossi è entrato a far parte della collezione del Centro di Documentazione del MAUTO.

Un ringraziamento speciale a Gianluigi Ricuperati.

Project partner: Banca Generali Private, MuseeX

Carlo Felice Trossi. Eroe Incompiuto (Skira editore)

 

La monografia dedicata a Carlo Felice Trossi costituisce un viaggio tra mito e materia attraverso la figura di un pilota, progettista, aviatore e spirito libero del suo tempo. Moderno e visionario, raffinato e anticonvenzionale, Trossi emerge tra tracce intime, progetti audaci e dettagli di stile. Giordano Bruno Guerri ne ricostruisce la complessità, intrecciando vita pubblica e tensioni private, restituendo il ritratto di un eroe fuori dal tempo, sospeso tra coraggio, tecnica e bellezza.

A cura di 
Giordano Bruno Guerri

Con
Francesco Foppiano
Davide Lorenzone
Ilaria Pani

Direttore artistico
Maurizio Cilli

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Public Program

A completare l’offerta formativa, un palinsesto di incontri divulgativi con focus tematici, aperti al pubblico e ai professionisti del settore, per promuovere il confronto tra competenze, esperienze e visioni. Ricerca, imprese e istituzioni si confrontano su temi di grande attualità, come la città a neutralità carbonica, la sicurezza stradale e il ruolo dell’intelligenza artificiale nella mobilità. Gli appuntamenti sono pensati per stimolare il dibattito su questioni concrete dando spazio a diversi punti di vista.

Design

TALK/ RIVOLUZIONE TORINESE

mercoledì 10 giugno h18.30

Giorgetto Giugiaro, Paolo Martin e Gian Beppe Panicco si incontrano per un dialogo dedicato al car design tra progetto, comunicazione e industria, moderato da Paolo Tumminelli. A partire dalle vetture esposte in 12 Automobili, il talk ripercorre visioni, intuizioni e processi che hanno delineato la rivoluzione – tutta torinese – nel design dell’automobile a cavallo degli anni Settanta. Un confronto tra figure che, da prospettive differenti ma complementari, hanno contribuito a scrivere una parte fondamentale della cultura automobilistica mondiale.

 

Evento gratuito, prenotazione obbligatoria.

Mostre

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA/ I NEMICI DEL DRAKE

da giovedì 18 a lunedì 22 giugno, Cinema Massimo

LE PROIEZIONI AL CINEMA MASSIMO

Una rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema racconta il mondo delle competizioni sportive attraverso cinque indimenticabili pellicole: Linea rossa 7000 (1965) di Howard Hawks, Grand Prix (1966) di John Frankenheimer, Le 24 ore di Le Mans (1971) di Lee H. Katzin, Rush (2013) di Ron Howard e Le Mans ’66 – La grande sfida (2019) di James Mangold.

PROGRAMMA DELLE PROIEZIONI AL CINEMA MASSIMO

John Frankenheimer
Grand Prix
(Usa 1966, 175’, Hd, col., v.o. sott. it.)
Dopo una spettacolare collisione tra il pilota americano Pete Aron e l’inglese Scott Stoddard, al Gran Premio di Formula Uno di Montecarlo, la lotta per il titolo mondiale si consuma tra Pete, l’italiano Barlini e il francese Sarti. Frankenheimer utilizzò tecniche di assoluto rilievo per l’epoca, come lo split screen e con le macchine da presa posizionate a bordo delle vetture per intensificare il pathos.
Gio 18, h. 20.00/ Introduzione a cura di Carlo Cavicchi e Mario Donnini
Sab 20, h. 17.45

 

James Mangold
Le Mans ’66 – La grande sfida
(Usa 2019, 152’, Hd, col., v.o. sott. it.)
Carroll Shelby (Matt Damon) è il pilota che nel ’59 ha vinto la 24 ore di Le Mans, la più ardua delle gare automobilistiche. Quando scopre di non poter più correre per una grave patologia cardiaca si dedica a progettare e vendere automobili. Con lui c’è il suo fedele amico e collaudatore Ken Miles (Christian Bale), dotato di uno spiccato talento per la guida, ma anche di un carattere complicato.
Ven 19, h. 15.30/ Dom 21, h. 15.30

 

Lee H. Katzin
Le 24 ore di Le Mans (Le Mans)
(Usa 1971, 106’, Hd, col., v.o. sott. it.)
Michael Delaney (Steve McQueen) giunge a Le Mans per partecipare alla “24 ore”, una delle più massacranti e insidiose corse automobilistiche del mondo. La sua ansia interiore è accresciuta dalla presenza tra gli spettatori della vedova di Belgetti, un pilota morto l’anno precedente su quello stesso circuito in un incidente nel quale rimase coinvolto. Girato sul circuito di Le Mans, fra incidenti automobilistici mozzafiato e momenti da batticuore.
Ven 19, h. 18.30/Dom 21, h. 20.45

 

Howard Hawks
Linea rossa 7000
(Usa 1965, 110’, Hd, col., v.o. sott.it.)
Presso il circuito automobilistico di Daytona, la vita del pilota James Marsh (James Caan) procede tra incidenti, coraggio, innamoramenti e paura della morte. Terz’ultimo film di Howard Hawks, sorta di auto-remake de L’urlo della folla (1932), è un gelido e realistico apologo sul mondo delle corse automobilistiche, dove il rischio di morire in un incidente fatale è una possibilità accettata.
Sab 20, h. 15.30/Lun 22, h. 18.00

 

Ron Howard
Rush
(Usa 2013, 123’, Hd, col., v.o. sott. it.)
Nel 1976 due tra i migliori piloti di Formula 1, Hunt (Chris Hemsworth) e il più schivo e professionale Lauda (Daniel Brühl), si trovano più volte l’uno di fronte all’altro durante il campionato mondiale. Lauda in Germania rimane vittima di un terribile incidente ma questo non basta per fermarlo. La sfida per la vittoria, dunque, combacerà con l’ultimo Gran Premio, in Giappone.
Dom 21, h. 18.15/Lun 22, h. 15.30

 

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