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Vaporino Ida 1905

Collezione | Collection Matteri

Il vaporino “Ida” venne costruito nel 1905 dai cantieri Taroni su commissione del console banchiere britannico Mjlius e la moglie, entrambi innamorati del lago di Como e proprietari di una Villa a Menaggio.

Per la sua realizzazione venne utilizzato il pregiato cedro del Libano e dotata di sedili ricoperti di velluto. Misurava 10,5 metri di lunghezza e 1,6 di larghezza ed era originariamente alimentata da un motore Volpi da 20 CV, 4 cilindri, 1500 giri/min.

Nel 1912 il Console fece sostituire il motore con un altro Volpi, una versione più appropriata da 50 Hp, attualmente ancora funzionante dopo un lungo processo di restauro.

Molti personaggi famosi, amici del dignitario inglese, si sedettero in barca e fecero un giro del lago: si ricorda Churchill, e Adenauer, che acquistò una villa a Griante, anche Galeazzo Ciano, e persino il ministro del Terzo Reich, Von Ribbentrop. Nel 1946 il Console di Sua Maestà Britannica lasciò Como e vendette la sua villa a una famiglia chiamata Da Silva. Ida fi nì a casa di un pescatore di nome Giacomo Galli, soprannominato “Tecia”, che iniziò ad utilizzare l’imbarcazione come taxi. Quando il lago era calmo, il Tecia spingeva il motore di Ida a corse folli, Como a Varenna in soli 45 minuti. Si dice che ciò accadde una volta ad un anziano ammiraglio della Royal Navy britannica, molto preoccupato, il quale, giunto a destinazione, giurò che non sarebbe mai più salito a bordo di un battello sul Lago di Como. Si creò addirittura una sorta di competizione tra Ida, Elvetia e le altre imbarcazioni per trasportare i passeggeri più illustri. Divennero famosi anche gli stessi barcaioli: così Galli era conosciuto come “Tecia”, Gilardoni come “Dama Bianca”, Caprani come “Caveron”, e Timossi come “Tino”. Si precipitarono intorno al lago carichi, facendo la spola tra Villa Carlotta, il Grand Hotel Tremezzo, Cadenabbra, Menaggio, Varenna e Bellagio, dove erano di stanza i soldati ei diplomatici delle potenze alleate. Le varie nazionalità furono addirittura suddivise in diversi bacini di utenza: i sudafricani alloggiarono all’Hotel Bazzoni di Tremezzo, i polacchi del generale Anderson, vincitore a Montecassino, alloggiarono al Bellevue, e gli americani al Grand Bretagne di Bellagio. Poi arrivarono anche gli agenti segreti britannici, alla ricerca dei documenti di Mussolini, e Ida divenne un fondamentale mezzo di trasporto “007” per i Servizi di Intelligence. Gli anni dal 1944 al 1950 furono un periodo glorioso per Ida sul Lago di Como, e il suo periodo di gloria continuò dal 1950 in poi, spostata sul Lago Maggiore. Alfredo Minotti, sedicente traghettatore, acquistò la barca e sostituì il motore Volpi con un Grey Marine. Utilizzò Ida per il trasporto di passeggeri tra Pallanza e le Isole Borromee. Tuttavia, questa avventura durò solo pochi anni, fino al momento del declino inglorioso di Ida.

Anche se sporca e vestita di stracci, una nobildonna mostra ancora la sua classe, e questo è stato riconosciuto da Erio Matteri, quando nel 1986 ha riscoperto Ida in stato di abbandono. Erio si rese subito conto di come riportare Ida al suo antico splendore e così iniziarono le trattative per portare a casa questo piccolo pezzo di storia del Lago di Como. Dopo tanti problemi e tanti ripensamenti il tiro alla fune si concluse finalmente nel 1992, quando il restauratore lezzenese vinse la sua battaglia e riuscì a riportare Ida in cantiere. Così Ida tornò al suo lago natale e fu accolta a casa al cantiere Matteri. Il figlio del titolare, Amos, all’epoca studente all’accademia di Mendrisio e oggi Architetto a Melburne, si impegnò a numerare e catalogare tutte le singole parti più accuratamente di un archeologo con un’antica nave romana.

Il restauro di Ida è stato completato e oggi si può considerare un’imbarcazione molto speciale: è l’unica nave da lavoro esistente che abbia avuto un ruolo nella storia della navigazione sul lago di Como.

G.Alberto Zanoletti

The steamboat “Ida” was built in 1905 by Taroni boatyard on commission from British banker Consul Mjlius and his wife, both of whom were in love with Lake Como and owned a Villa in Menaggio.

Valuable cedar of Lebanon was used for its construction and velvet-upholstered seats were assembled. It was 10.5 meters long and 1.6 meters wide and was originally powered by a 20-hp, 4-cylinder, 1500-rpm Volpi engine.

In 1912 the Consul had the original engine replaced with another Volpi, a more appropriate 50 Hp version, which is currently running after a lengthy restoration process.

A lot of famous people, friends of the British dignitary, sat in the boat and took a tour of the lake: they include Churchill, Adenauer, who bought a villa in Griante, also Galeazzo Ciano, and even Von Ribbentrop, the Third Reich minister. In 1946, His Majesty’s Consul left Como and sold his villa to a family called Da Silva. Ida ended up in the house of Giacomo Galli, a fisherman nicknamed “Tecia,” who began using the boat as a cab. When the lake was calm, the Tecia would race Ida’s engine recklessly: Como to Varenna in just 45 minutes. Rumors has it that this once happened to a worried senior admiral of the British Royal Navy, who, upon reaching his destination, swore that he would never board a boat on Lake Como again. A kind of competition was even started among Ida, Elvetia and the other boats to carry the most distinguished passengers. The boatmen themselves also became famous: so, Galli was known as “Tecia,” Gilardoni as “Dama Bianca,” Caprani as “Caveron,” and Timossi as “Tino.” They rushed around the lake, shuttling passengers to and from Villa Carlotta, the Grand Hotel Tremezzo, Cadenabbra, Menaggio, Varenna, and Bellagio, where soldiers and diplomats from the Allied powers were stationed. The various nationalities were even divided into different catchment areas: the South Africans stayed at the Hotel Bazzoni in Tremezzo, the Poles of victorious General Anderson at Montecassino stayed at the Bellevue, and the Americans at the Grand Bretagne in Bellagio. Then, British secret agents also arrived, searching for Mussolini’s papers, and Ida became a key “007” transport means for the Intelligence Services. The years from 1944 to 1950 were a glorious time for Ida on Lake Como, and its heyday continued from 1950 onward, when it was moved to Lake Maggiore. Alfredo Minotti, a self-styled ferryman, bought the boat and replaced the Volpi engine with a Grey Marine. He used Ida to ferry passengers between Pallanza and the Borromean Islands. However, this adventure lasted a few years only, until Ida’s obscure decline.

Although dirty and dressed in rags, a noblewoman still shows her class, and this was recognized by Erio Matteri when he rediscovered Ida in a state of neglect in 1986. Erio immediately realized that he could restore Ida to her former glory, and so negotiations began to bring home this little piece of Lake Como history. After many problems and many second thoughts, the tug-of-war finally ended in 1992, when the restorer from Lezzeno won his battle and succeeded in bringing Ida back to the boatyard. So, Ida returned to its native lake and was welcomed home at the Matteri boatyard. The owner’s son, Amos, back then a student at the Mendrisio Academy and now an architect in Melbourne, undertook to number and catalog all the individual parts more accurately than an archaeologist with an ancient Roman ship.

Ida’s restoration has been completed and today it can be considered a very special vessel: it is the only existing working boat that played a role in the history of navigation on Lake Como.

G.Alberto Zanoletti