Una raffinata carrozzeria torpedo – di ispirazione nautica, come in voga all’epoca – sulla base della più sportiva delle 519: dopo essere appartenuta ad un “possidente” siciliano e come tale denunciata al RACI (allora è il Reale Automobile Circolo d’Italia) durante la guerra, passa nel 1954 alla Fiat e poi a Ferruccio Buratti, il procuratore di Casa Agnelli. Sarà proprio Gianni, l’”avvocato” a donarla al Museo nel 1960.