Una delle più antiche case automobilistiche mondiali, fondata dall’ingegnere tedesco Karl Benz, considerato il padre dell’automobile, colui che con la sua “Patent Motorwagen” del 1886 presenta al mondo la prima automobile disponibile sul mercato. La sua azienda, fondata nel 1883 a Mannheim, dopo un periodo d’oro vissuto all’inizio del Novecento, si fonderà con la Daimler nel 1926, dando vita al colosso Mercedes-Benz.

Ritratto di Carl Benz
La Benz è una delle più antiche case automobilistiche mondiali. Karl Benz, nato nel 1844, fin da giovanissimo sogna di fare funzionare un motore a due tempi tutto suo, e riesce nell’impresa il 31 dicembre dell’anno 1879: un motore innovativo, che di fatto segna la nascita dell’automobile moderna. Il passo successivo è la fondazione nel 1883 a Mannheim, insieme a Max-Gaspar Rose e Friederich Wilhelm Esslinger, della Benz & Cie. Rheinische Gasmotorenfabrik, con l’obiettivo di produrre motori, il sogno di Karl, a cui si aggiunge presto quello di realizzare una carrozza che si muova senza cavalli. Intuendo che la principale difficoltà risiedesse nel non disporre di una potenza sufficiente a muovere le pesanti carrozze di allora, si dedica alla progettazione di un triciclo leggero e facile da muovere.

La Patent Motorwagen del 1886
Il 29 gennaio del 1886 Karl Benz brevetta il suo primo triciclo – chiamato Patent Motorwagen, o Velociped. Il primo modello monta un motore monocilindrico posteriore da 577 cmc e riesce a sviluppare una potenza pari a tre quarti di cavallo, per un peso di appena 263 kg.

Il brevetto del 1886
La “Velociped” compie i suoi primi giri di ruota nel luglio 1886. Ma la spinta mediatica più grande arriva dalla moglie di Karl e dai due figli, i quali si impadroniscono di nascosto di una Velociped dalla rimessa di Benz ed intraprendono un viaggio di 90 km tra andata e ritorno, da Mannheim a Pforzheim, dove si trovava la casa dei genitori di lei. Il fatto, subito noto, desta grande sensazione perché è la dimostrazione che la “carrozza senza cavalli” serve a qualcosa di utile, e non è solo un passatempo per scienziati folli.

Bertha Benz in una stampa dell’epoca
All’inizio del 1888, Emile Roger, rappresentante per la Francia dei motori fissi a gas di Benz, acquista per uso personale un veicolo della casa tedesca e qualche tempo dopo decide di ordinare motori e parti meccaniche per montarli e venderli sotto la denominazione di Roger-Benz. Ma anche la Benz è cambiata: Karl si è liberato dei soci iniziali e nel 1888 entra in società con Friedrich von Fischer e Julius Ganss che finalmente gli lasciano carta bianca per la progettazione di nuove auto. Ecco che infatti nasce la prima vettura “a quattro ruote” , agli inizi del 1893, con il nome di Viktoria. Il motore studiato per questa vettura è ancora un monocilindrico orizzontale a quattro tempi, ma le sue dimensioni sono maggiori di quelli precedenti. Molto somigliante ad una carrozza privata delle stanghe, la Viktoria viene posta in vendita al prezzo di 4.000 marchi(comprese le gomme piene, in caucciù); se ne vendono un buon numero, specialmente in Francia.
Nel 1894 Benz presenta una vetturetta dalle prestazioni interessanti e, fatto più importante, dal prezzo che è la metà di quello della Viktoria: 2.000 marchi. Questo nuovo modello viene chiamato Velo. Con questi due modelli la Benz comincia a rivelarsi come un prodotto vincente, soprattutto per l’affidabilità dei motori, e a rafforzare la notorietà della Casa contribuiscono in maniera determinante le vittorie nelle corse e nei raid estremi, a cui Benz decide di partecipare. Per esempio, con una Benz Viktoria il barone Theodor von Liebig (l’inventore tra l’altro del famosissimo dado) compie un raid attraverso quattro nazioni percorrendo senza difficoltà 2.500 km.

Un esemplare della Benz Viktoria
Proprio per questo inizia ad accendersi una notevole rivalità con la Daimler-Motoren-Gesellschaft, penalizzata da accesi contrasti intestini. Anche la situazione delle vendite della Benz però è in rapido peggioramento: nel 1902 la Benz aveva venduto 226 vetture, che scendono a 172 nel 1903. Come conseguenza ci rendono necessari numerosi licenziamenti. Nell’aprile del 1903 anche lo stesso Karl Benz lascia l’azienda da lui fondata. Alla fine del primo decennio del Novecento, la Benz si concentra sulla produzione di autocarri, che aveva iniziato già da una decina d’anni.

Una lussuosa limousine Benz del 1911
Con la 8/18 PS, la Casa di Mannheim, presentata nel 1910, la Benz ritorna prepotentemente sul mercato automobilistico: é una vettura di fascia medio-bassa che avrebbe conosciuto un buon successo e sarebbe stata prodotta fino al 1921. In quel periodo, la Benz comincia anche ad avvicinarsi allo studio ed alla realizzazione del suo primo motore diesel, seguendo le specifiche del suo inventore Rudolf Diesell, ma nonostante gli sforzi il motore non mostra di funzionare in maniera affidabile. Poco tempo dopo, inizia la produzione di motori aeronauticii per la prima guerra mondiale, mentre in campo automobilistico la 8PS diventa la vettura di maggior importanza commerciale.

Terminato il conflitto cominciano a circolare le prime voci riguardanti una possibile fusione con la Daimler-Motoren-Gesellschaft, anch’essa in difficoltà economiche a causa dell’alto tasso di inflazione e un eccesso di maestranze rispetto alla produzione.
Uno dei personaggi che spingono maggiormente verso la fusione tra le due aziende è Wilhelm Kissel, già presidente della Benz & Cie.: nel 1924 vengono riaperte le trattative per la fusione. Nel giugno del 1925 Kissel è nominato membro del Consiglio di Amministrazione della Benz e della Daimler. A Kissel viene delegata la responsabilità dell’iter volto alla fusione, ufficializzata il 28 giugno del 1926.

Wilhelm Kissel
La Benz & Cie. termina così la sua attività, ma il suo nome rimane ancora utilizzato per indicare il nuovo gruppo originatosi dalla fusione, ossia la Daimler-Benz, ed anche per il nuovo marchio automobilistico Mercedes-Benz.