Giovanni Savonuzzi, dagli aerei alle automobili

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Nasce a Ferrara il 28 febbraio 1911. Dopo la Laurea in Ingegneria Industriale Meccanica, comincia la sua attività professionale alla Fiat, al Servizio Esperienze Motori Aviazione. Viene infatti assunto nel 1940, con uno stipendio di 1.750 lire al mese, in Fiat, dove conosce Dante Giacosa che avrà un ruolo determinante per il suo futuro.

 

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Infatti, nel 1944 Piero Dusio fonda la Cisitalia e, grazie ai suoi buoni rapporti con la Famiglia Agnelli, chiede ed ottiene la collaborazione di Giacosa che, nel tempo lasciatogli libero dall’azienda, inizia a progettare una monoposto, la futura D46. Quando però Dusio gli chiede un impegno continuativo e definitivo, per progettare anche una vettura a due posti, Giacosa non se la sente di lasciare la Fiat e gli consiglia di prendere al suo posto Giovanni Savonuzzi, che ritiene in grado di poter dare alla Cisitalia la necessaria organizzazione tecnica per la realizzazione dei nuovi progetti. Dl 1945 al 1948 Savonuzzi diventa dunque Direttore tecnico della Cisitalia, e disegna le prime vetture a 2 posti: il cosiddetto “Cassone”, lo spider MM “Nuvolari” e l’”Aerodinamica Savonuzzi”, una coupé leggerissima e aerodinamica (Cx 0,19) in grado di raggiungere con il piccolo motore 1100 di soli 60CV la velocità di oltre 200 km/h. Anche le linee della Cisitalia 202 sono di Savonuzzi: uno dei capolavori del design automobilistico.

 

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Nel 1948 Savonuzzi lascia la Cisitalia e crea la SVA con l’idea di realizzare una monoposto dotata di motore 4 cilindri di 813 cc, che con il compressore è in grado di erogare oltre 150CV. L’iniziativa però non va in porto. In questi anni (1949-1955) collabora con Panhard, Lesco ed altre aziende come consulente. Realizza per esempio il motore marino Lesco (Massimo Leto di Priolo) che consegue il record del mondo di velocità.  È anche assistente alla cattedra di Motori Termici al Politecnico di Torino.

 

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Nel 1954 Savonuzzi approda alla carrozzeria Ghia come direttore tecnico. Conoscendo i metodi di lavoro delle grandi aziende, egli trasforma la Ghia sotto l’aspetto organizzativo, ma soprattutto porta in dote le sue idee di stile. Esordisce con la linea Supersonic, una coupé elegante e aerodinamica che viene costruita in piccola serie per il telaio Fiat 8V e, a livello di prototipo, sui telai Jaguar XK120 e Aston Martin Mark II. La Supersonic determina anche l’inizio della collaborazione fra Ghia e Chrysler, che tocca l’apice al Salone di Torino del 1955 con la presentazione del prototipo Gilda, una dream car dalla quale sia Chrysler sia lo stesso Savonuzzi trarranno in seguito spunti per la realizzazione di altre vetture. Nel 1957 Savonuzzi si trasferisce negli Stati Uniti per passare proprio alla Chrysler come  Chief Engineer  Automotive Research and Gas Turbine. Dapprima si occupa del settore dei motori a turbina, poi diventa responsabile di tutto il settore ricerche auto.

 

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L’esperienza statunitense ha molti lati positivi ma anche negativi e nel 1969 ritorna a Torino, insieme alla famiglia, chiamato alla Direzione Ricerca Tecnologica Fiat e quindi, come consulente esterno, al Centro Ricerche Fiat (1976) per lo sviluppo del programma Turbine a gas.Successivamente, sempre come consulente (1977), passa alla Direzione Aviazione.

Docente universitario, membro del CNR, Savonuzzi muore a Torino il 18 febbraio 1987, lasciando la moglie Rina e le figlie Giovanna e Alberta.

 

Nel corso del 2015 la Famiglia Savonuzzi ha generosamente donato al Centro di Documentazione del MAUTO una parte importante dell’archivio del progettista, permettendo la costituzione, all’interno del Centro, di un Fondo Savonuzzi, costituito da preziose testimonianze sulla sua attività professionale e accessibile alla consultazione anche da remoto da parte di appassionati e storici dell’auto.

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