Secondo i fratelli Maserati è “la prima macchina costruita nelle nostre officine” ed è anche una delle prime vetture promesse a Carlo Biscaretti di Ruffia, nel 1933 “ordinatore provvisorio” del costituendo Museo. Per trovarla e restaurarla ci vorranno tre anni, ma il curriculum è di tutto rispetto: nata ancora con numerazione Diatto, ha corso, vinto, subito modifiche e passata di mano in mano, fino a ritornare, nei primi anni trenta, alle Officine Maserati. Ma è lei la capostipite di una lunga e nobile stirpe.