Storia della Renault

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Una grande casa francese, legata all’iniziativa e alla genialità di un uomo, come lo sono state la Ford negli Stati Uniti, la Fiat in Italia, la Benz in Germania. In questo caso il personaggio chiave è Louis Renault, che insieme ai fratelli fonda nel 1899 la Renault Frères a Billancourt.


louis

 

Da subito, due importanti primati: nel 1898 la trasmissione cardanica; nel 1899, la prima vettura chiusa. E poi i taxi della Marna, la 4 CV, l’utilitaria per tutti, la collaborazione sportiva con l’Alpine e la Gordini, l’avventura in F1, l’auto elettrica e altri innumerevole successi, che l’hanno portata di slancio a superare i centodieci anni di storia.

 

La Società Renault Frères nasce nel febbraio del 1899 grazie all’iniziativa e al capitale dei due fratelli  Marcel e Fernand Renault, e al genio meccanico del terzo fratello Louis, che a quel momento aveva già brevettato la presa diretta.

 

1899

 

I tre capiscono subito che sono le corse a dare pubblicità al prodotto, e non esitano a parteciparvi personalmente. Il 27 agosto dell’anno dopo Louis e Marcel terminano ai primi due posti la Parigi-Trouville, nel 1901 Marcel partecipa alla Parigi-Vienna, con una vettura Renault che per la prima volta monta un motore Renault. Ma nel 1903, alla Parigi-Madrid, Marcel muore in uno dei tanti incidenti che costellano la gara, e da quel momento Louis rinuncia alle gare e decide di dedicarsi completamente all’azienda, insieme all’altro fratello Fernand, che però si ritira dall’attività nel 1909.

 

madrid

 

Sarà Louis dunque a rimanere da solo alla guida della Renault, introducendo la produzione in serie (1905), dedicandosi anche all’aeronautica (1907), e soprattutto guidando la società nella convulsa conversione industriale imposta dalla prima guerra mondiale, a cui la Renault partecipa con produzioni varie e soprattutto con i  famosi 1200 taxi della Marna, con i quali 6500 soldati vengono trasportati al fronte.

 

marna

 

Lo sforzo bellico fa crescere tumultuosamente l’azienda e nel 1919 Louis Renault è il primo industriale di Francia.

 

Ritornata la pace, e riconvertita la produzione, a Billancourt, sede storica, arriva la linea di montaggio (1922).

 

renault 1921

 

Nel 1929 viene presentata la Reinastella, prima Renault dotata di un radiatore anteriore e di un motore a otto cilindri. Nello stesso anno si inaugura lo stabilimento sull’isola di Seguin (di fronte a Billancourt). All’epoca la Renault ha filiali, concessionari e siti industriali in 49 paesi del mondo, sparsi tra Europa, Americhe, Africa, Asia. Negli anni trenta fa furore sul mercato la Juvaquatre (di impostazione simile alla Opel Kadett), e la coupé Viva Grand Sport, dalle linee chiaramente ispirate al design delle auto americane, soprattutto Ford.

 

juvaquatre

 

Arriva però la seconda guerra mondiale, e stavolta oltre che conseguenze industriali ve ne sono anche di pesantemente politiche. La Francia viene occupata, e le sue industrie maggiori, tra cui Renault, lavorano per Berlino. Alla liberazione, Louis viene arrestato per collaborazionismo, ma muore in carcere prima di arrivare al processo. L’azienda viene confiscata e nazionalizzata nel 1945 dal governo provvisorio guidato da Charles de Gaulle. Nasce la Régie Nationale des Usines Renault.

 

La prima vettura di questa nuova fase è la 4 CV, progettata durante l’occupazione. Costruita dal 1947 al 1961, sarà un gran successo. Nel 1949 è prodotta in 300 esemplari al giorno, cosa ancora mai successa alla Renault, diventati presto 500 e poi 1000, di cui la metà destinati all’esportazione.

 

4cv

 

La produzione viene comunque diversificata, costituendo nel 1955 con la Saviem (S.A. des Véhicules industriels et d’équipements mécaniques), un settore dedicato ai veicoli industriali. Il 1955 è un anno di svolta nella storia della Renault. Al vertice arriva Pierre Dreyfus (sostituisce Lefaucheux, morto in un incidente stradale su una Renault Frégate), che rimarrà alla guida dell’azienda per venti anni. E la produzione tocca un milione di veicoli, permettendo alla Renault di tornare ad essere il primo costruttore di Francia. I bilanci sono tali che viene introdotta per la prima volta la terza settimana di congedo pagata per tutti i dipendenti. L’anno dopo è presentata la Dauphine: é più spaziosa e più potente della 4 CV, e conoscerà un grande successo negli Stati Uniti.

 

dauphine

 

Ci sarà un momento (1959) in cui negli USA si venderanno più Dauphine che Maggiolini della Volkswagen. Ma è del 1961 il più grande successo della Renault, la R4. La campagna di presentazione è all’insegna dello slogan “prendete il volante”, e sessantamila parigini si mettono in coda per provare le duecento vetture messe a disposizione. E’ più comoda della rivale Citroen 2 CV, ha una linea squadrata e funzionale e verrà prodotta fino al 1993, in oltre 9 milioni di esemplari.

 

R4

 

La Renault cerca anche di mettere in piedi una politica di alleanze industriali, ma gli anni non sono propizi. Nel 1961 prova ad unirsi alla AMC americana (American Motors Corporation), ma l’accordo non si concretizza: bisognerà aspettare fino al 1979 perché si realizzi davvero (e sarà un fallimento). Ci sono tentativi d’intesa anche con Volkswagen e con Alfa Romeo (1958), ma nessuno va in porto. Ciò non influisce comunque sull’andamento dell’azienda, che nei primi anni Sessanta é la vetrina nazionale del progresso tecnico e vetrina sociale del paese (è la prima azienda ad adottare la quarta settimana di congedo e ad introdurre le 40 ore lavorative).

 

billancourt

Veduta aerea degli stabilimenti di Billancourt

 

Nel 1965 nasce la Renault 16, un’auto chiave nella storia del marchio, innovativa per la sua filosofia, per il design che la rende ad un tempo berlina e familiare, pratica ed elegante, con un abitacolo che anticipa il concetto di monovolume. A disegnarla è Gaston Juchet. Nel 1969 la Renault festeggia i venticinque anni della Régie, e si concede un regalo: l’acquisto della Gordini, che già dal 1958 lavora per lei. Fondata da Amédée Gordini, genio della meccanica e fanatico dello sport automobilistico, la Gordini diventa il settore corse del marchio. Tra il 1964 e il 1970 la Renault 8 Gordini fa incetta di titoli nei rally.

 

gordini

 

Inizia anche l’avventura in F1: dal 1977 al 1985 con una squadra completa che introduce l’innovazione del turbocompressore; poi come fornitrice di motori ed infine dal 2002 nuovamente con una propria squadra, dopo aver rilevato il team Benetton, che nel 2005 e nel 2006 vince il titolo mondiale grazie alla guida di Fernando Alonso.

 

F1

 

Sul versante produzione, intanto, nasce nel gennaio 1972 la R5, piccola di gran successo prodotta fino al 1984 e poi fino al 1996 come Super 5, la seconda generazione. E’ spaziosa, con un design curato ed accattivante, di consumi in linea con le nuove esigenze scaturite dalla prima crisi petrolifera (1973).

 

R5

 

A fine produzione della prima generazione arriva la Espace, scaturita da un’intesa costruttiva (finalmente fruttuosa) con la Matra. Ha telaio in acciaio e pannelli in vetroresina, e soprattutto è il primo grande monovolume europeo. Segna uno spartiacque nella storia dell’automobile, ispirata com’è ancora una volta al claim del marchio “voiture à vivre”. La Clio (1990) è la prima Renault ad abbandonare la numerazione; è una piccola due volumi che ottiene un buon successo. Ma è la Twingo (1992), altra monovolume, piccola fuori ed enorme dentro, a rilanciare l’immagine del marchio. Ha un’aria simpatica e tondeggiante, sembra uscita da un cartone animato. Anche la Scénic (1996) è un monovolume compatto. Con Twingo, Scénic ed Espace il costruttore francese è il primo ad affiancare alle berline una monovolume nei tre segmenti principali: scelta audace che fa capo a Patrick Le Quément, designer di caratura mondiale, alla direzione del Centro Stile del marchio per ventidue anni, fino al 2009.

 

Sono anni importanti anche dal punto di vista societario: l’azienda viene privatizzata (1996), con una quota residua dello Stato francese del 15%. Nel 1999 la Renault acquisisce la Nissan per il 36,8%, quota che diventa del 44% nel 2002 e quindi del 100%, nel 2000 la rumena Dacia, il sudcoreano Samsung, la Infiniti (brand di lusso della Nissan). In questi ultimi anni il marchio francese si è particolarmente impegnato nella corsa all’auto elettrica. E’ del 2009 la nascita di un intero sito www.renault-ze.com/it, per sensibilizzare l’opinione pubblica e presentare il suo progetto per una mobilità a zero emissioni. Negli intenti, la commercializzazione di un’intera gamma di vetture elettriche.

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