Storia della Rolls Royce

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Sorta a Manchester nel 1906 dall’accordo tra Charles Rolls e Henry Royce, raggiunse rapidamente il primato nel settore delle vetture di lusso. È stata reclamizzata come la “migliore automobile del mondo”; sul suo conto circolano innumerevoli aneddoti, tutti tendenti a dimostrarne la perfezione, la silenziosità, la sicurezza anche dopo decenni d’uso. La base della sua fama fu gettata dalla Silver Ghost, Fantasma d’Argento, presentata già nel 1906 e costruita fino al 1925, a cui seguì la Phantom (Fantasma) nelle sue varie serie e numerosi altri modelli, sempre dai nomi suggestivi (Silver Wraith, Silver Cloud, Silver Shadow). Oggi fa parte del Gruppo tedesco BMW.

 

La chiamano “auto dei re”, per la raffinatezza, la sofisticata tecnica e l’altissima qualità. Ed anche per il prezzo non indifferente, tanto da far coniare la celebre battuta “Se chiedi il prezzo di una Rolls, è perché non te la puoi permettere”. Stiamo parlando della Rolls-Royce, la rinomata azienda nata in Gran Bretagna dall’incontro tra due uomini molto diversi tra loro, l’aristocratico Charles Stewart Rolls, e il self-made-man Henry Royce che nel marzo 1906 si recano dal notaio ad ufficializzare il loro sodalizio che dura ormai da quasi due anni. Ciascuno a suo modo, si sentono precursori di un mondo nuovo, entrambi fermamente convinti che la loro iniziativa industriale avrà un grande futuro. La neonata Rolls Royce limited avrebbe coniugato creatività ed innovazione, miscelando sapientemente il perfezionismo del migliore artigianato con un tecnica costruttiva di avanguardia. Questo ineguagliabile intreccio tra tradizione e sperimentazione farà della Rolls Royce l’automobile ideale per re e Capi di Stato, stars di Hollywood e celebrità: di tutti coloro che chiedono lusso e assoluta inaffidabilità, tanto che ad oggi il 60% delle Rolls prodotte dal primo giorno di attività circola ancora, un record che nessuna altra azienda automobilistica è riuscita neanche a sfiorare.

 

Rolls e Royce si erano incrociati nel maggio del 1904. Rolls, giovane pilota sfegatato e concessionario a Londra delle lussuose auto francesi Panhard, guida una vettura costruita da uno sconosciuto ingegnere quarantenne, Royce. Ne discende entusiasta, proponendo a Royce di vendere nella sua concessionaria tutte le auto che vorrà produrre. L’accordo viene fatto, nasce il marchio Rolls Royce, un rettangolo al cui centro campeggiano due R intrecciate di colore rosso (diventerà nero nel 1910, in segno di lutto per la prematura scomparsa di Rolls). Il primo veicolo, a due cilindri, è assemblato poche settimane dopo, e nel giro di poco la gamma si arricchisce di altri modelli, a tre, quattro e sei cilindri. L’obiettivo è partecipare al Salone di Parigi del 1904. Ci riusciranno, e sarà un trionfo. Sette anni dopo nasce anche la celeberrima mascotte del radiatore, la “Spirit of Ecstasy”, quella statuetta d’argento sul tappo del radiatore disegnata dallo scultore Charles Sykes nel 1911. E’ una “flying lady”, una dea alata che dischiude le braccia lasciandosi accarezzare dal vento, sopra la calandra le cui linee verticali richiamano il Partenone. Il modello che consacra l’eccellenza del marchio e la sua supremazia su qualunque altra icona del lusso è la Silver Ghost, in produzione dal 1907 al 1926, motore a sei cilindri, oltre sette litri di cilindrata. Costruita in meno di ottomila esemplari, compare in numerosi indimenticabili film che hanno fatto la storia del cinema come Rebecca, la prima moglie, Luci della città, Il gigante, Quarto potere, Lawrence d’Arabia. Ma la Silver Ghost non è solo un’auto da palcoscenico e da jet-set. Nel 1916 un corrispondente del Times raccontò di aver attraversato in lungo e in largo il deserto in una Rolls corazzata che non diede mai segni di surriscaldamento. “Un trionfo – come ebbe a dire – dell’ingegneria britannica”. Oggi questo non è più affermabile perché la Rolls, come tutte le altre grandi industrie automobilistiche britanniche, di britannico non ha più molto, essendo diventata di proprietà BMW da quasi dieci anni. La prima cabriolet Rolls dell’era BMW è stata la Phantom Drophead coupé, presentata a Francoforte nel 2007 E’ lunga 5 metri e 60, e offre 3 metri e 32 cm di estensione interna ai passeggeri. La carrozzeria è costruita a Goodwood in Inghilterra, per ogni esemplare 350 ore di lavoro. Il motore, un V12 di 6 litri e mezzo, é invece costruito nella fabbrica BMW di Dingolfing, in Germania. Un altro segno della globalizzazione che sta cambiando il mondo, anzi, l’ha già cambiato.

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