Modello in legno in scala naturale realizzato dalla ItalDesign nel 1986, riproducente la Voiture Maximum disegnata da Le Corbusier nel 1928.
Le Corbusier, pseudonimo di Charles-Édouard Jeanneret (1887-1965), fu pittore, scultore, designer, urbanista e architetto: trasgressivo e profetico, importò i concetti fondanti della produzione industriale di massa nei suoi visionari progetti urbanistici e rivoluzionò il concetto stesso di progettazione. Considerava l’automobile il prodotto per eccellenza del Ventesimo secolo, intorno al quale l’intero assetto urbanistico delle città future avrebbe dovuto organizzarsi e razionalizzarsi. Pose mano una volta sola ad un progetto di vettura, ed è quello a cui la Italdesign ha dato forma. Nel 1935 il progetto fu ripreso e sviluppato per partecipare ad un concorso indetto dalla Société des Ingénieurs de l’Automobile per la progettazione di un’automobile economica a due posti, velocità massima 80 km/h, costo inferiore a 8000 franchi. Delle 103 proposte partecipanti al concorso, quella di Corbusier risultò la più innovativa e al tempo stesso più realista. Poneva infatti al primo posto il comfort della guida, con un procedimento di progettazione dall’interno all’esterno (la forma segue la funzione). Ne conseguì che tutte le possibilità della scocca monoblocco vennero utilizzate per ampliare lo spazio interno, e da questo derivò l’integrazione delle ruote nel volume; l’adozione del motore posteriore; lo svuotamento della parte anteriore, con un migliore penetrazione aerodinamica e maggiore spazio nell’abitacolo; un’ottima visibilità. Si tratta di caratteristiche talmente all’avanguardia da aver trovato attuazione nella produzione automobilistica solo trent’anni dopo, e forse più.