Storia della Pope

PAESE
ANNO
TIPO
PIANO
Stati Uniti
percorso
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Del gruppo statunitense PopeManufacturing fondato dal Colonnello Albert Augustus Pope hanno fatto parte cinque aziende automobilistiche: la Pope-Hartford, con sede in Connecticut, la Pope-Toledo (Ohio),  la Pope-Tribune (Middlewest), oltre che la Pope-Robinson (Massachussetts) e la Pope-Waverley (Indiana). Di tutte, la casa più prolifica fu la Pope-Hartford, anche perché svolse la sua attività per un periodo più lungo delle sue consorelle. Infatti la Pope-Robinson costruì le ultime macchine nel 1904, la Pope-Waverley uscì dal gruppo nel 1908, la Pope-Toledo chiuse i battenti nel 1909 e la Pope-Tribune nel 1907, mentre la Pope-Hartford giunse fino al 1914. Per tutte le aziende l’inizio della produzione si era registrato quasi contemporaneamente, intorno al 1903, anche se in precedenza erano stati costruiti numerosi prototipi con motore elettrico e a vapore.

 

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Caratteristica comune delle vetture Pope era la qualità. Si trattava di auto ottimamente costruite e grazie alla loro efficienza si conquistarono buona fama sul mercato statunitense nel primo decennio del secolo. L’organizzazione produttiva del gruppo aveva anche provveduto ad una precisa differenziazione tra i modelli delle case: le Pope-Toledo erano le vetture più grosse e più lussuose; le Pope-Tribune le più economiche, mentre le Pope-Hartford costituivano un indovinato compromesso tra lusso e economia.

I primi modelli di quest’ultima azienda avevano motori bicilindrici, ma già dal 1906 tutte le Pope-Hartford furono equipaggiate con robusti quattro cilindri a valvole bilaterali. Di concezione classica e convenzionale, adottarono la trasmissione ad albero solo nel 1908; fino a quell’anno avevano infatti mantenuto il sistema a doppia catena.

Quando nel 1909 la Pope-Toledo chiuse i battenti, i grossi e lussuosi modelli del gruppo continuarono ad essere costruiti dalla Pope-Hartford.

 

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Agli inizi degli anni Dieci la gamma della casa comprendevano oltre quindici modelli, tra cui una potente sei cilindri da 60 CV di quasi otto litri.

Nonostante la buona qualità che continuò a caratterizzare queste vetture, esse trovarono un numero sempre minore di acquirenti, a causa, probabilmente, della loro concezione superata e di una certa disorganizzazione che si venne a creare nel settore commerciale della casa. Il notevole ampliamento che la gamma aveva subito, dopo la chiusura della Pope-Tribune e della Pope-Toledo, aveva infatti creato non poche difficoltà nell’economia aziendale.

Nel 1914 anche la Pope-Hartford fu quindi costretta ad abbandonare completamente la produzione.

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