Gianni Rogliatti

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Italia
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Chi ha conosciuto Gianni Rogliatti, e ha avuto l’onore di essergli amico, lo ricorda non solo per la sua grande competenza, ma  anche per una dote di humour, di ironia ed autoironia, che lo rendeva assolutamente unico.  Nato a Torino il 6 gennaio del 1929, appena diciannovenne, insieme alla famiglia, si trasferì in Argentina, dove si laureò in ingegneria con una specializzazione in geofisica. Questa sua solida formazione tecnica fu la base della sua grande competenza: nella professione di giornalista dell’automobile, che presto abbracciò con successo, riversò una conoscenza della tecnica motoristica non comune. Compì le sue prime esperienze giornalistiche, ancora studente,  con la rivista “Velocidad”, fu dal 1951 corrispondente della Gazzetta dello Sport, dell’Associated Press di Buenos Ayres e per Time Life. Durante in viaggio in Europa nel 1960, visitando le grandi fabbriche automobilistiche europee ed italiane, decise di tornare a Torino, per dedicarsi stabilmente ad una professione che all’inizio sembrava soltanto un tramite per mantenere la propria passione per le automobili. Nel giro di pochi anni si affermò come una delle migliori firme del panorama giornalistico automobilistico, e fu collaboratore, ma anche redattore,  inviato, o direttore, di molti giornali: L’Automobile, Parabrisas, Autocar, Automobile Quarterly, Gazzetta del Popolo, La Stampa, La Manovella, Quattroruote, Motor Trend, Année Automobile.

 

Diventato  uno dei massimi esperti di storia Ferrari, ha realizzato su questa marca volumi ancora oggi di sicuro e insostituibile riferimento. A lui si rivolgevano gli esperti per certificare l’autenticità delle vetture storiche e il suo archivio privato è uno dei più ricchi e completi sul Cavallino e sull’intera storia dell’automobile. Fino all’ultimo ha diretto la rivista «Ferrari Story» da lui fondata nel 1984 (oltre a Motor Italia di cui era anche editore).

 

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Gianni Rogliatti conobbe personalmente Enzo Ferrari nel 1960 e con lui iniziò un rapporto di amicizia basato sulla profonda, e reciproca, stima professionale. Dal 1989 al 1993, e poi nuovamente nel 2006, Rogliatti è stato anche responsabile dell’annuario ufficiale del Cavallino e per la Casa di Maranello ha realizzato numerosi testi tecnici e storici fino alla monumentale storia completa pubblicata in occasione dei sessant’anni Ferrari, nel 2007. Sono 15 i titoli di libri curati da Rogliatti e dedicati alla Casa di Maranello (oltre a due storie della Ferrari collegate alle figurine Panini e due editi da Bolaffi per i francobolli «con le Rosse» nel mondo).

Per decenni ha seguito per conto dei quotidiani Stampa Sera e La Stampa avvenimenti sportivi, specialmente le corse di Formula 1, dedicandosi in seguito ai test drive e in particolare alle descrizioni tecniche delle vetture. Pioniere dell’auto elettrica, già nel 1973 progettò e realizzò personalmente una vettura per uso urbano alimentata a batterie, la Lem «vestita» da Michelotti; nel 1981 applicò la stessa tecnologia elettrizzando una Panda.

 

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Appassionato di fotografia, in particolare della mitica Leica di cui era collezionista, ha realizzato molti libri sulla sua storia e sull’evoluzione tecnologica del marchio tedesco.

 

È morto a Torino nel 2012, con ancora intatto il suo entusiasmo, le sue passioni,  e la sua capacità di trasformarle in scritti, libri o articoli, profondi, completi, dettagliati, precisi.

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