All’americana Cord Corporation, fondata nel 1929 da Errett L. Cord per coordinare i suoi molteplici interessi in ambito automobilistico, facevano capo la Auburn Automobiles, la Lycoming Motors (fabbrica di motori), la Limousine Body (fabbrica di carrozzerie), la fabbrica di aerei Stinson e la Duesenberg.

Le vetture Cord furono pensate come una linea collaterale alla gamma Auburn ma destinate ad una fascia di mercato superiore. Progettate perciò per la fascia di mercato esistente tra i veicoli di grande diffusione Auburn e i modelli di grande complessità e di alto costo Duesenberg. Le Cord dovevano disporre di attrattive tali da avere un’immagine e una identità proprie ed essere vendibili con profitto ad un prezzo più vicino ai 1000/1500 dollari delle Auburn che ai 10.000/13.000 dollari delle Duesenberg. A questo scopo furono adottati componenti già prodotti in grande serie, come il motore Lycoming tipo MD, un 8 cilindri in linea a valvole laterali di quasi cinque litri, trasformato con pochi adattamenti nella serie FD (Front Drive).

La soluzione della trazione anteriore fu scelta da Cord proprio per conferire un “argomento” alla sua nuova linea di vetture, che in questo modo venivano a distinguersi nettamente dal resto della produzione automobilistica americana. Non fu però solo questa scelta tecnica e, in un qual modo, “tattica” a decretare il successo della vettura. Molto è attribuibile alle proporzioni della carrozzeria. Il telaio basso e diritto, lo slancio del cofano che dovendo ospitare un otto cilindri in linea con il gruppo della trasmissione era lungo quasi quanto metà dell’intero veicolo, avevano conferito alla vettura linee aggressive e prestigiose con le quali dovettero subito misurarsi tutti gli stilisti delle altre Case automobilistiche.

Questo iniziale consenso di critica e di pubblico non si tradusse in un corrispondente successo di vendite. Presentata nel settembre 1929 al prezzo di 3.095 dollari per la berlina (3.295 per la cabriolet e il phaeton), alla prova del mercato la prima Cord ebbe un successo controverso. Ne furono costruiti poco più di 5.300 esemplari: molti per una vettura rivoluzionaria, pochi per un’automobile statunitense in quella gamma di prezzo. Nel 1933 la vettura uscì dalla scena automobilistica e il marchio Cord entrò in una lunga eclissi, legata probabilmente anche alle difficoltà personali dell’imprenditore.
Nello stesso anno Cord decise di porre allo studio una piccola Duesenberg, sempre a trazione anteriore. Quando vide la maquette, nel giugno 1935, se ne entusiasmò al punto da volerle dare nuovamente il proprio nome, rinunciando all’idea di introdurre una mini-Duesenberg. E la vettura fu presentata, con un lavoro di allestimento massacrante, al Salone dell’Automobile di New York del gennaio 1936, come modello 810.

Ancora una volta, però, Cord era caduto nell’errore di proporre una vettura troppo radicale a un pubblico sostanzialmente conservatore: non bastasse la caratteristica insolita della trazione anteriore, questa volta le connotazioni stilistiche erano quelle di un design colto (volumi pieni, assoluta assenza di modanature e fari a scomparsa) che l’uomo medio ammirava ma che non lo sollecitavano all’acquisto. Non mancarono inoltre difficoltà di raffreddamento e altre imperfezioni meccaniche , particolarmente alle sospensioni e al sistema di guida. A tutto ciò si aggiunse un ritardo nelle consegne che fu abilmente sfruttato dai detrattori per sostenere che la vettura “non si sarebbe potuta produrre”.

La 810 ebbe il suo canto del cigno nella 812, presentata nell’autunno 1936. Non servì, per rialzare le vendite: ne furono complessivamente vendute non più di 2.500, addirittura la metà della L29.
Nel 1937 la Cord cessò l’attività.