Storia dell’Autobianchi

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L’Autobianchi nasce nel 1955 per iniziativa del direttore generale della Bianchi, ingegner Ferruccio Quintavalle, il quale, al fine di risollevare dalle difficoltà del dopoguerra la Fabbrica Automobili e Velocipedi Edoardo Bianchi, si fa promotore presso FIAT e Pirelli della fondazione di una nuova società per la costruzione di vetture utilitarie. Nasce dunque l’Autobianchi, con capitale sociale di 3 milioni di lire diviso in parti uguali tra i tre soci. Lo stabilimento sarà quella di Desio, di proprietà della Bianchi. Dopo la produzione di modelli di grande successo come la Bianchina e la Primula, nel 1968 Fiat Auto spa incorpora l’Autobianchi; ma escono ancora automobili di grande successo come la A111 e soprattutto la A112, prodotta fino al 1986. L’ultimo modello prodotto è la Y10, commercializzato dal 1995 con il marchio Lancia.


L’Autobianchi nasce l’11 gennaio 1955 per iniziativa del direttore generale della Bianchi, ingegnere Ferruccio Quintavalle, il quale, al fine di risollevare dalle difficoltà del dopoguerra la Fabbrica Automobili e Velocipedi Edoardo Bianchi (fondata a Milano nel 1897), coinvolge FIAT e Pirelli nella costituzione di un’azienda, a capitale suddiviso in parti uguali fra i tre soci, per la produzione di vetture utilitarie. La Pirelli avrebbe in tal modo ampliato il proprio mercato mentre la FIAT avrebbe avuto a disposizione un marchio più esclusivo con cui commercializzare i propri prodotti, nonché la possibilità di sperimentare nuove soluzioni tecniche senza ripercussioni dirette sulla propria immagine. La fabbrica sarà quella di Desio, di proprietà della Bianchi, della superficie di 140.000 m², opportunamente ristrutturata e rimodernata.

 

Grazie alla presenza di macchinari molto moderni per l’epoca, soprattutto nel campo della verniciatura, lo stabilimento riesce a a produrre 200 vetture al giorno, oltre che continuare fino al 1959 a costruire anche un autocarro, il Visconteo.

 

La prima automobile nata da questo connubio Bianchi-Fiat-Pirelli deriva dall’assemblaggio di una carrozzeria originale (sotto la supervisione dell’ingegner Luigi Rapi, responsabile del reparto carrozzerie speciali della FIAT) e di una base meccanica di un altro modello prodotto dalla casa torinese, ossia la FIAT 500, il cui gruppo motore-cambio-differenziale era stato progettato da Dante Giacosa. Il motore, posto dietro l’abitacolo, era costituito da due cilindri in linea, di 15 CV. Questa   nuova vettura, contraddistinta con la sigla 110 B, è battezzata Bianchina, in ricordo della prima auto progettata da Edoardo Bianchi. La Bianchina è ufficialmente presentata il 16 settembre 1957 al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. In quell’occasione, insieme a Gianni Agnelli, fanno da padrini Vittorio Valletta, Alberto Pirelli e Giuseppe Bianchi.

 

Nel 1960 la sede della società viene trasferita nel nuovo Grattacielo Pirelli appena inaugurato.

 

La vocazione sperimentale dell’Autobianchi trova una particolare espressione nel giugno 1963 con l’entrata in produzione dello Spider Stellina, già presentato in anteprima al Salone di Torino di quell’anno. Ideata dall’ingegner Rapi, la Stellina era la prima vettura italiana di serie con la carrozzeria in resina poliestere e tessuto di vetro, un insieme che offriva caratteristiche meccaniche e fisiche di notevole interesse tecnico e commerciale per l’industria automobilistica. Le peculiarità essenziali di questa nuova combinazione sono in particolare l’elevata resistenza a trazione, compressione, flessione e soprattutto all’urto, l’estrema leggerezza, la capacità di smorzare le vibrazioni e la conseguente silenziosità, la resistenza agli agenti chimici ed ai processi di corrosione, i bassi livelli di conducibilità termica ed elettrica.

 

L’anno dopo, nel 1964, l’Autobianchi esordisce anche nella fascia superiore di mercato con la Primula, una berlina a quattro porte su meccanica Fiat 1100, con motore trasversale, cambio in linea e, per la prima volta in un’auto italiana di questa categoria, trazione anteriore.

 

Nel 1968 la Autobianchi viene completamente assorbita da FIAT S.p.A. ma non viene meno la ricchezza progettuale dell’azienda, che culmina con la presentazione della A111 (estate 1969) e, qualche mese dopo, della A112 che adotta per prima il motore 850 sport in posizione trasversale anteriore e soprattutto sfoggia una linea compatta  e un ottimo rapporto tra abitabilità e ingombro esterno. La A112 riscuote un grande successo sia di critica sia di vendite, ed è costruita fino al 1986, apprezzatissima come “seconda vettura”, per l’accuratezza degli allestimenti e la brillantezza delle prestazioni.

 

Nel 1985 è presentata sul mercato l’ultima automobile prodotta da Autobianchi, la Y10. Ma il conto alla rovescia è già iniziato. Desio chiuderà definitivamente nel 1992, la produzione della Y10 spostata negli stabilimenti Lancia (fino al 1995) e dell’intera area verrà decisa la demolizione che si conclude nel luglio 2003 con l’abbattimento della torre piezometrica, ultimo simbolo dell’ex-capitale dell’auto lombarda.

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