Fra i molti ruoli nel car design, il Museo vuole rendere omaggio ai designers, ai creativi, a tutti coloro che – spesso nell’ombra – hanno lavorato, creato, innovato. Partendo dal foglio bianco ed arrivando a plasmare il metallo, interpretando le tendenze del momento o lanciandone di nuove. Qualcuno di loro ha poi saputo divenire famoso, magari dare vita ad una propria azienda. Molti altri hanno contribuito alla nascita ed allo sviluppo dei “grandi nomi”. Ma ognuno ha scritto, di proprio pugno, una pagina di storia: a volte una goccia, a volte un fiume nelle grande onda del car design
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1900-1920 FORMA INDUSTRIALE
L’automobile non è più legata alla carrozza a cavalli e i costruttori individuano il suo layout. La carrozzeria segue a ruota, abbracciando le esigenze produttive e scrivendo le tendenze dell’epoca. |
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Bertone Giovanni |
Inizia con le carrozze a cavalli dopo un’esperienza alla Diatto. Dopo la Prima guerra mondiale, le automobili. |
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Castagna Carlo |
Fonda nel 1849 la Carrozzeria Castagna. Quando inizia l’epoca delle automobili, diviene uno dei nomi più stimati. |
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Castagna Ercole |
Guida la Carrozzeria verso i grandi successi degli anni Venti e Trenta, divenendo il braccio destro dell’Alfa Romeo, fra le altre. |
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Earl Harley |
È il padre del car design: per la GM (creando l’Art and Color Section) inventa il mestiere, il metodo e le tecniche. Dopo, nulla sarà più come prima. |
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Farina Battista |
Dopo gli Stabilimenti Farina, dal 1930 sarà uno dei creatori dell’”Italian Style”. Non si contano i capolavori della Pininfarina. |
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Zagato Ugo |
Dopo l’apprendistato in officina, si mette in proprio costruendo leggere carrozzerie metalliche. Il successo arriva con le Alfa Romeo. |
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1920-1935 L’AUTOMOBILE CLASSICA
La forma dell’automobile è definitiva: la carrozzeria “torpedo” ne è la più classica interpretazione. Mentre gli USA guardano al mercato di massa, la carrozzeria europea ed italiana raggiunge un altissimo livello qualitativo. Apprezzato in tutto il mondo. |
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Bertoni Flaminio |
Fra i più grandi di sempre: sfida le regole del car design con un approccio da scultore: Citroen Traction Avant e l’immortale DS. |
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Bianchi Anderloni Felice |
Fonda la Touring e rileva il brevetto Weymann, ma la vera rivoluzione sarà il metodo Superleggera: le auto cambieranno forma. |
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Boano Mario Felice |
Professionalmente cresce al fianco di Battista Farina, poi risolleva la Ghia. Sarà uno dei creatori del Centro Stile Fiat. |
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Buehrig Gordon |
Prima di arrivare alla Ford nel 1949, disegna molte vetture d’oltreoceano, tra cui Duesenberg, Cord, Auburn e Studebaker. |
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Bugatti Jean |
L’artefice delle forme senza tempo della Casa francese: insieme alla raffinata meccanica del padre, nascerà la leggenda. |
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Exner Virgil |
Debutta con Harley Earl, lavora con Raymond Loewy ed alla Studebaker. Il grande passo è la Chrysler: è il creatore del Forward Look. |
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Frua Pietro |
A soli 22 anni dirige lo stile degli Stabilimenti Farina. Nel 1937 si mette in proprio. |
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Geiger Friedrich |
Una lunghissima carriera alla Mercedes, scolpendone le linee dalla 500K alla Gullwing. Fino alla Pagoda. |
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Giacosa Dante |
Ingegnere più che designer. Ma dell’auto traccerà anche le linee. A partire dalla 500, che gli varrà il Compasso d’Oro. |
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Hershey Frank |
Pupillo di Harley Earl alla GM, si occuperà soprattutto dei marchi oltreconfine: Opel e Holden. Passerà a Packard e Ford. |
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Issigonis Alec |
In un’epoca in cui, almeno per le utilitarie, forma e funzione si fondono, ha tracciato le linee di un capolavoro: la Mini. |
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Loewy Raymond |
Designer di prodotto di fama mondiale, si dedica ai treni, poi alle auto, soprattutto Studebaker. |
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Martinengo Franco |
Già direttore degli Stabilimenti Farina, nel 1952 segue Battista alla Pinin Farina, dove rimane fino al 1976. |
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Mitchell Bill |
Scoperto da Harley Earl, ne diventerà poi il successore, guidando il cambio di rotta verso linee più semplici e pulite. |
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Rapi Luigi Fabio |
Progettista, si occuperà di carrozzerie disegnando figurini all’Isotta Fraschini. Poi alla Fiat di Giacosa, Simca e Autobianchi. |
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Revelli di Beaumont Mario |
Non solo designer, ma anche studioso, teorico ed insegnante di quest’arte. In Fiat nel 1929, poi Pininfarina, GM, e Simca. |
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Tjaarda John |
Joop „Jan“ Tjaarda van Sterkenburg giunge negli USA nel 1923: crea avveniristici concept che porteranno alla Lincoln Zephyr. |
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Turenne Gregoire Eugene |
Si avvicina al design in un cantiere navale quindi entra in GM. Poco dopo segue Edsel Ford, con cui firmerà molti successi. |
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1935-1945 ISPIRAZIONE AERODINAMICA
L’aerodinamica è un’esigenza ogni giorno più pressante. Diventa ora anche ispirazione, motivazione e ragione dell’arte carrozziera. Linee affusolate, superfici raccordate e dettagli curati: è l’inizio di una nuova epoca. |
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Bertone Nuccio |
Nel secondo dopoguerra subentra al padre, lanciando il marchio fra i grandi della carrozzeria. Scoprirà Scaglione, Giugiaro e Gandini. |
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Bianchi Anderloni Carlo Felice |
Subentra al padre nel 1948. Ma il mondo è cambiato e la Touring non riuscirà a trasformarsi in un’industria. |
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Charbonneaux Philippe |
GM, Citroen e Delage. Ma il suo nome sarà legato soprattutto a Renault. E a molti altri oggetti, oggi nei più grandi musei. |
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Goertz Albrecht Graf |
Debutta nel car design conoscendo per caso Raymond Loewy. Poi l’incontro con Max Hoffman e la BMW |
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Michelotti Giovanni |
Cresciuto agli Stabilimenti Farina, nel 1946 è fra i primi a mettersi in proprio: saranno oltre 1200 le vetture disegnate; fra i “clienti”, BMW e Triumph. |
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Oros Joe |
Allievo di Earl alla GM, segue George Walker alla Ford, di cui sarà designer per 21 anni. |
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Savonuzzi Giovanni |
È un tecnico, ma lascerà la sua impronta su alcune fra le più importanti carrozzerie, da Cisitalia a Ghia, da Chrysler a Fiat. |
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Teague Richard |
Nel suo curriculum, GM, Packard e Chrysler. Ma il suo nome è soprattutto legato alla AMC: sue le linee delle prime Jeep Cherokee. |
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Thatcher Elizabeth Anna |
Moglie di Joe Oros, viene assunta alla Hudson nel 1939, passando alla storia come la prima donna car designer negli USA. |
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1945-1950 SCULTURA IN MOVIMENTO
L’alta carrozzeria europea si scontra con le esigenze della produzione industriale. Ora le forme sono plastiche: la carrozzeria non è più un vestito ma una scultura in movimento. Negli USA impera il forward look, con le sue pinne e le sue cromature |
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Brovarone Aldo |
Grande figurinista, inizia con la Cisitalia di Dusio, poi diverrà una colonna della Pininfarina, firmando anche la Dino 246. |
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Engel Elwood |
Allievo di Earl, dopo la guerra segue Walker alla Ford. Dal 1961 al 1973 sarà il vertice dello stile Chrysler. |
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Pininfarina Sergio |
Dal 1950 nell’azienda di famiglia. Sarà il volto prestigioso ed internazionale della Pininfarina, che presiede dal 1966. |
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Segre Luigi |
Entra in Ghia nel 1950 e nel 1953 la controlla, facendola crescere e stabilendo la collaborazione con Chrysler. |
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Sessano Aldo |
In Fiat nel 1950 (pubblicità) passa al Centro Stile nel 1956. Fonda Open Design, collaborando con molti marchi internazionali. |
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Vignale Alfredo |
Una formazione “sul campo” da battilastra, tra De Gregori e Farina. Poi dal 1946 la carrozzeria che porta il suo nome. |
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1950-1955 LAMIERA STAMPATA
Le catene di montaggio richiedono superfici curve ed essenziali mentre il fascino delle cromature d’oltreoceano è più forte che mai: la berlina a tre volumi è uno status symbol, con le sue linee tondeggianti le piccole superfici vetrate ed il frontale che racchiude il DNA del marchio |
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Ash David L. |
Una carriera alla Ford Motor Company, di cui diverrà Chief Stylist, ed un ruolo di primo piano nel disegno della Mustang. |
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Boano Gianpaolo |
Cresce professionalmente a fianco del padre, e nel 1959 affianca Dante Giacosa a capo del Centro Stile Fiat. |
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Bonetto Rodolfo |
Designer, non solo di automobili, dal 1951 lavora con Pininfarina, poi Vignale, Boneschi, Viotti. Ma anche il Centro Stile Fiat, dal 1977. |
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Bracq Paul |
Inizia alla Citroen di Charbonneaux, poi Mercedes, BMW e Peugeot. Ma traccerà anche le linee del TGV. |
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Jordan Charles |
Inizia negli anni Cinquanta una carriera nella galassia GM, che arriverà ai massimi livelli. |
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Luthe Claus |
Per la Fiat tedesca collabora al frontale della Nuova 500, poi sarà l’NSU con la Ro 80, quindi l’Audi e la BMW. |
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Sacco Bruno |
Una collaborazione con Ghia, poi sarà il padre di tutte le Mercedes e del loro inconfondibile design, dal 1975 al 1999. |
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Scaglione Franco |
L’aerodinamica al primo posto: Pinin Farina e Michelotti poi i capolavori con Bertone e da freelance. |
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Tjaarda Tom |
Viene notato da Luigi Segre, che lo porta in Ghia. Poi i capolavori con Pininfarina, OSI, ancora Ghia, il Centro Stile Fiat ed in proprio. |
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1955-1965 IL RITORNO DEGLI SPIGOLI
Linee tese e ampie superfici vetrate: le tecniche di produzione migliorano e permettono ai car designer di esprimere la propria creatività. Guardando con maggiore attenzione ad abitabilità e funzionalità. |
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Bahnsen Uwe |
Tedesco, sarà per anni il cuore della Ford Europe, seguendo la genealogia delle Taunus, Capri ed Escort. |
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Cherry Wayne |
Lavora alla in una GM sulla Camaro, poi in Europa: Opel e Vauxhall. Nel 1991 torna a Detroit, tra Pontiac, Cadillac e Hummer. |
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Fioravanti Leonardo |
Per Pininfarina disegna alcune tra le più grandi Ferrari di sempre, poi passa a Maranello. Nel 1987 si mette in proprio. |
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Gandini Marcello |
Firma grandi capolavori e profonde rivoluzioni per Bertone, poi da freelance: è fra i più grandi di sempre.
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Giugiaro Giorgetto |
Il “maestro” del car design debutta alla Fiat di Giacosa a soli 17 anni, poi i capolavori in Bertone e la Ghia. Nel 1968 fonda l’Italdesign. Nel 1999 è eletto Car Designer del Secolo. |
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Juchet Gaston |
Non è mai stato sotto i riflettori ,a è il padre di tutte le Renault fra il 1965 ed il 1990. E di molte rivoluzioni. |
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Manzù (Manzoni) Pio |
Designer di industria e teorico della relazione fra forma e funzione, si occupa di auto con la NSU e soprattutto Fiat. |
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Martin Paolo |
Inizia con Michelotti, ma a 24 anni è già direttore del Centro Stile Pininfarina. Poi Ghia e dal 1976 è freelance. |
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Opron Robert |
Allievo di Flaminio Bertoni, ha uno stile inconfondibile. Lascia l’azienda dopo la fusione con Peugeot, passando alla Renault. |
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Pfeiffer Peter |
Inizia in Ford ma poco dopo entra in Mercedes. Dove resterà fino alla pensione, succedendo a Bruno Sacco nel 1999. |
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Porsche, Ferdinand Alexander |
Figlio di “Ferry”, ha disegnato, fra le altre, la 901, ovvero la prima 911. Oltre alle auto, sarà il padre di Porsche Design. |
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Sapino Filippo |
A parte una breve ma prestigiosa parentesi in Pininfarina, dedica la carriera alla Ghia anche dopo l’acquisizione Ford. |
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Sartorelli Sergio |
Inizia alla Ghia nel periodo d’oro, po la OSI ed il gli “Studi Futuri” nel Centro Stile Fiat, studiando le nuove forme dell’auto fino al 1984. |
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Shinoda Larry |
Debutta alla Ford, poi è allievo di Bill Mitchell alla GM. Tra i suoi capolavori, le Corvette “Sting Ray” e “Mako Shark”. |
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Spada Ercole |
In Zagato nel 1960 ed in Ghia nel 1970. Poi lavora per la BMW, IDEA Institute e con il figlio fonda la Spadaconcept. |
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1965-1970 LINEA A CUNEO
La rivoluzione inizia con il motore centrale: il cofano si accorcia, il frontale si abbassa e la muscolatura scompare. L’auto non è più un corpo sinuoso ed ammiccante ma una lama affilata. |
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Cressoni Ermanno |
Padre delle affilate Alfa Romeo degli anni Settanta e Ottanta, nel 1986 segue il destino dell’azienda e dirige il Centro Stile Fiat. |
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Lagaay Harm |
Simca, Porsche, Ford e BMW. Poi il ritorno in Porsche, dove re-inventa l’intera gamma. |
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Le Quement Patrick |
Lavora per molti dei marchi europei, ma il grande passo è in Renault, dove ha il coraggio di innovare, stupire e rivoluzionare. |
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Zagato Elio |
Eredita la carrozzeria del padre, già fiorente industria e ne continua la tradizione. |
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1970-1980 UN RESPIRO INTERNAZIONALE
Si diffonde l’hatchback e le compatte diventano universali e trasversali. Nuove forme e un nuovo approccio rendono l’auto funzionate ed essenziale, popolare ed iconica. Gli elementi grafici tradizionali si rafforzano: chi non li ha, li crea. |
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Callum Ian |
Ford, TWR. Poi Aston Martin e Jaguar: con le sue linee ha rilanciato i grandi marchi inglesi. |
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Fukuichi, Tokuo |
Lavora nell’ombra per anni, poi nel 2013 giunge al vertice del design Toyota. |
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Fumia Enrico |
Enfant prodige del car design, entra in Pininfarina nel 1976. Nel 1991 è direttore dello stile Lancia prima di fondare la MasterDesign. |
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Gale Tom |
In Chrysler è pioniere del “cab forward”, ma anche padre di Prowler e Viper. |
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Giolito Roberto |
Una carriera nel design Fiat, fino al vertice. Passando per la Multipla esposta al MoMa ed al grande successo della 500. |
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Matano Tom |
Varie esperienze e una lunga carriera in Mazda, partendo dagli USA e arrivando in Giappone. Poi, carriera accademica. |
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Mays J |
Salvo una parentesi in BMW, si fa notare fra Audi e VW. Poi Ford, che all’epoca comprende Jaguar, Aston Martin, Volvo e Land Rover. |
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McGovern, Gerry |
Fa la spola tra Gran Bretagna e Stati Uniti; ora Design Director per Land Rover e Range Rover. |
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Robinson Mike |
Americano affascinato dallo stile italiano, lavora in Ghia ma soprattutto in Fiat. Nel 2009 è a capo dello stile Bertone. |
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Schreyer Peter |
All’Audi disegna la prima TT, e non solo. In Kia darà una nuova identità al marchio, che gli varrà la guida di tutto il gruppo. |
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Smith Martin |
Incoraggiato da Issigonis, studia al Royal College of Art, inizia nel 1973 in Porsche, poi in Audi, quindi in Opel. Dal 2004, Ford Europe. |
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Welburn Ed |
Come Harley Earl e Bill Mitchell ha raggiunto la testa del design General Motors: |
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1980-1985 NEL NOME DELL’EFFICIENZA
Consumi ed emissioni sono i temi “caldi” e l’automobile si adegua: le prestazioni passano in secondo piano e la progettazione si piega alle logiche dell’efficienza: il design si deve confrontare con l’aerodinamica e deve rispecchiare le nuove tendenze. |
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Bangle Chris |
Nato in USA ed italiano per scelta, debutta in Opel, matura in Fiat e sarà il carismatico e rivoluzionario artefice dello stile BMW. |
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Callum Moray |
Inizia la carriera fra Chrysler, PSA e Ghia, Ford. È direttore del design Mazda e nel 2006 ritorna in Ford per i marchi nordamericani. |
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Coco Donato |
Pugliese, studia e lavora oltralpe, dando un nuovo volto a Citroen. Torna in Italia a capo del Centro Stile Ferrari poi, nel 2010, la Lotus. |
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De Silva Walter |
Fiat e Idea Institute, poi il rilancio dell’Alfa Romeo, partendo proprio dal design. Nel 1999 passa in VW e dal 2007 è a capo dello stile di tutto il gruppo. |
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Pininfarina Andrea |
Entrato in Pininfarina nel 1983, ne diviene presidente: manager stimato e di successo, muore nel 2008 per un incidente stradale. |
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Pininfarina Paolo |
Dopo esperienze in USA e Giappone, entra in azienda nel 1982 e ne diviene presidente nel 2008. |
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Ploué Jean-Pierre |
Inizia in Renault firmando la Twingo e dopo diverse esperienze rilancia il marchio Citroen. |
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Stevens Peter |
Tra i più noti designers britannici, ha collaborato con Jaguar, BMW, Lotus, Subaru, MG. Famoso per aver disegnato Lotus Esprit e Elan |
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Stola Alfredo |
Erede di un’attività di famiglia nata nel 1919, collabora ad oltre 250 modelli di stile e nel 2005 fonda Studiotorino. |
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1985-1990 CRISI D’IDENTITÀ
La ricerca dell’efficienza e del “politically correct” ha dimenticato le emozioni: i marchi si riconoscono solo per le scritte e l’automobile si riduce ad uno strumento. Per le supercar, è esattamente l’opposto: soluzioni e linee estreme dominano i saloni. |
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Bischoff, Klaus |
Carriera in VW iniziata con uno stage, fino a divenire Executive Director del design del Marchio. |
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Donckerwolke Luc |
Dopo l’esordio in Peugeot, il gruppo VW: Skoda, Audi e Lamborghini. Poi Seat, Bentley e la stessa Volkswagen. |
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Egger Wolfgang |
Tedesco, studia in Italia e nel 1989 entra in Alfa Romeo che guiderà anni dopo. Dal 2007 è a capo del design Audi. |
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Filippini Fabio |
Crescita professionale in Renault, con una parentesi in VW, poi il vertice del design Pininfarina. |
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Fisker Henrik |
Inizia in BMW e prosegue in Ford, dove dirige l’Aston Martin del rilancio. Nel 2004 fonda un proprio marchio, poi collabora con Tesla. |
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Giugiaro Fabrizio |
Entrato nell’azienda di famiglia, è designer e manager, occupandosi di automobili e non solo. |
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Norihiko Harada |
Giapponese, è chief designer di Zagato, grande nome della carrozzeria italiana che ancora oggi si dedica al “su misura”. |
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Okuyama Ken |
Si dedica al progetto della NSX, poi giungono GM, Porsche e la guida di Pininfarina. Prima di mettersi in proprio. |
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Stephenson Frank |
Laureato a Pasadena, ha lavorato pre BMW, Ferrari e Maserati. Attualmente responsabile del Centro Stile McLaren |
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Tencone Marco |
Dalla Pininfarina di Fumia passa alla Lancia. Poi la responsabilità di Maserati e di altre auto del gruppo Fiat. |
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Van den Acker Laurens |
In Audi diviene il pupillo di J Mays, che segue in Ford. Poi a capo dello stile Mazda e, nel 2009, Renault. |
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Zagato Andrea |
Fa dello storico Marchio un atelier per fuoriserie in tiratura limitata, coadiuvato da Marella Rivolta, anch’ella figlia d’arte. |
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Zapatinas Andreas |
Greco, studia negli USA e lavora in Pininfarina, alla Fiat e all’Alfa Romeo orfana di De’ Silva, poi BMW e Subaru fino al 2006. |
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1990-1995 L’ALBA DI UNA NUOVA EPOCA
Il futuro ha radici profonde: i centri stile si fermano per guardarsi indietro e cambiare rotta. Il design deve trasmettere emozione e rispettare i valori del Marchio. |
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Acampora Gioacchino |
Dal 1994 proprietario del marchio Castagna, storica carrozzeria milanese. |
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Albaisa Alfonso |
25 anni alla Nissan, ed ora Design Director di Infiniti, suo brand di lusso. |
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Biasio Giuliano |
Una carriera fino al vertice di Bertone, poi cofondatore di Torino Design. |
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Camardella Pietro |
Dal 1984 ha progettato Ferrari, Lancia, Fiat; ora all’Advanced Design del Centro Ricerche Fiat. |
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Hildebrand, Gert |
Dalla Opel alla BMW; dal 2011 responsabile del design della cinese Qoros. |
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Hooydonk Adrian |
Cresciuto professionalmente in BMW, eredita lo stile di tutto il gruppo nel 2009, dopo la rivoluzione di Chris Bangle. |
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Hope James |
Dagli USA all’Europa alla Cina, da Ford a GM a Chery (2008) dove è Corporate Director of Design. |
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Horbury, Peter |
Dopo una lunga carriera fra Chrysler e Ford, la Volvo. |
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Ingenlath Thomas |
Un’esperienza ventennale nella galassia VW, poi la testa del design Volvo |
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