L’avventura dell’Aquila Italiana è effimera, dura dal 1905 al 1917, ma i successi non mancano, anche grazie alla brillante progettazione di Giulio Cesare Cappa (valvole di aspirazione in testa, ammortizzatori idraulici): in questo caso aveva addirittura ricevuto un cospicuo premio per aver consegnato “in tempo” i progetti. Al Museo viene donata nel 1935 da Spagnoletti Zeuli, che l’aveva guidata alla Targa Florio ed alla Parma-Poggio di Berceto 1914, in questo caso accanto a Giovanni Marsaglia e Meo Costantini.