Se con la Lambda Vincenzo Lancia aveva sdoganato la scocca autoportante, nel 1936 l’Aprilia segna un nuovo passo avanti grazie alla carrozzeria aerodinamica, alle sospensioni indipendenti, al quattro cilindri a V stretto. Saranno queste soluzioni, la linea piacevole ed aerodinamica (molti telai saranno vestiti dai carrozzieri esterni) e le prestazioni brillanti a prolungarne il successo ben oltre la seconda guerra mondiale, fino al 1950: quello esposto è infatti un esemplare costruito nel 1948 e donato al Museo dodici anni dopo da Mario Piceci, con soli 28mila Km all’attivo.