Adolphe Clément

PAESE
ANNO
TIPO
PIANO
Francia
percorso
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Nato il 22 settembre 1855 a Pierrefond (Oise),  Adolphe Clément divenne uno dei massimi industriali francesi, attraverso una carriera che ha tutti gli ingredienti di una biografia “all’americana”: modeste origini, umili mestieri sbrigati coraggiosamente da giovanissimo, geniali intuizioni che gli permisero di cogliere tutti i benefici di un mondo in profonda evoluzione, grazie al ciclismo, ai pneumatici, all’automobilismo.

A ventuno anni aprì a Bordeaux un’officina di riparazione, poi costruzione, di biciclette, che presto trasferì, ingrandita, a Lione, e infine a Parigi, dove avviò anche una scuola di ciclismo. Nel 1891 la prima mossa, foriera di grande sviluppo: l’acquisto di vastissimi terreni a Levallois Perret, la futura periferia industriale di Parigi, per installarvi un velodromo (1893). Contemporaneamente aderì alla proposta di assorbimento da parte del gruppo finanziario anglo-francese che deteneva il controllo delle fabbriche di biciclette Humber e Gladiator, per la formazione di un consorzio ancora più grande.

Data di questo periodo la prima vicenda automobilistica che porti il nome di Clément. Dopo alcuni tricicli con motori monocilindrici De Dion Bouton costruiti tra il 1895 e il 1897, nel 1897 la Clément-Gladiator appronta una serie di vetturette equipaggiate con motori Aster raffreddati ad aria, le prime di una produzione avviata in contemporanea sia in Francia sia in Inghilterra con l’uno o l’altro dei due marchi. Tralasciando il fatto che in questo periodo Clément trova anche il tempo di piazzare le sue partecipazioni nella Panhard Levassor, divenendone il direttore commerciale  e acquisendo i diritti di distribuzione della Clément-Panhard (più tardi cederà la sua quota di controllo), la situazione diventa di difficile gestione quando Clément, nel 1900, decide di fondare una attività di produzione automobilistica indipendente, assumendo uno dei migliori progettisti dell’epoca, Marius Barbarou e costruendo un vasto stabilimento al posto del velodromo. I soci del consorzio anglo-francese infatti vi vedono una evidente concorrenza con i loro marchi e gli intimano dal continuare ad usare il proprio nome.

Da questo momento le vere Clément, quelle a cui Adolphe dedica le sue cure quotidiane, devono cessare di portare il suo nome e assumere il marchio Bayard (ma neanche questo sarà stabile: diventerà Bayard-Clément, e poi Clément-Bayard). Viceversa, le vetture costruite dal consorzio, sotto il marchio Clément e sotto il marchio Gladiator,  continueranno ad essere costruite, anzi: dal ceppo Clément originario trassero origine (spin-off) due filoni inglesi: la Clément-Talbot e la Clément Motor Company.

Gli ultimi anni della sua vita furono molto amari. Colpito (1907) dalla morte del figlio primogenito (tragedia che doveva ripetersi per Bugatti e per Ferrari), si ritirò nel 1914 dalla direzione della Clément-Bayard e morì nel 1928, colpito da un attacco cardiaco proprio mentre era alla guida di una vettura nel centro di Parigi.

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