È figlia di Luigi Storero, uno dei tre assi del volante che la Fiat schiera nei primi anni di corse, insieme a Felice Nazzaro e Vincenzo Lancia, oltre che amico di Giovanni Agnelli. Nel 1912 decide di costruire vetture con il proprio nome, ma i legami con la Fiat non si allentano tanto che la vettura esposta era di proprietà del conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, uno dei fondatori della Casa torinese: nata landaulet, nel 1932 viene trasformata in berlina e depotenziata da 34 a 23 CV; al Museo viene donata dalla sorella, la contessa Sofia.