Una delle più antiche industrie mondiali dell’automobile, fondata a Torino nel 1899.

Sotto la guida di Giovanni Agnelli miete successi commerciali e sportivi a livello internazionale. Negli anni Venti del Novecento diventa la prima fabbrica d’automobili d’Europa. Le sue produzioni comprendono via via vetture di successo, ma anche motori marini, costruzioni aeronautiche, mezzi di trasporto pubblico, trattori ed elettrodomestici: il motto della Fiat diventa “Terra Mare Cielo”. Sotto la sua bandiera si ritrovano tutti i grandi marchi italiani: dalla Lancia alla Ferrari, dall’Autobianchi all’Alfa Romeo, dalla Innocenti all’Abarth alla Maserati.
Oggi, dopo la fusione con Chrsyler e la nascita del nuovo Gruppo FCA – Fiat Chrysler Automobiles – la più grande industria italiana è una nuova protagonista del mercato automobilistico globale.

La F.I.A.T. – Fabbrica Italiana Automobili Torino, fu fondata nel capoluogo piemontese l’11 luglio 1899, con un capitale iniziale di 800.000 lire dell’epoca, da parte di un piccolo gruppo di imprenditori, banchieri ed appassionati del nascente motorismo.

tra i quali spiccò, fin dall’inizio, la figura di Giovanni Agnelli. Egli fu l’artefice dell’immediato sviluppo industriale dell’azienda e, come Amministratore Delegato prima e come Presidente poi, guidò le sorti della Società fino alla sua morte, avvenuta nel 1945.

A differenza di quanto era avvenuto fino ad allora in Italia con un sistema costruttivo artigianale, la Fiat avviò subito una produzione di serie con il modello 4 HP (ne furono costruiti 26 esemplari) e si dedicò fin dal 1902 alle corse automobilistiche, con modelli progettati e costruiti espressamente per questo impiego. I successi sportivi furono numerosi, in Italia come in tutta Europa ed in America dove, dal 1908, Fiat fu la sola industria automobilistica europea ad aprire una propria fabbrica presso New York.

Con il crescere dell’azienda si allarga l’interesse della Fiat verso altri settori produttivi: materiale ferro-tranviario, motori marini, motori d’aviazione, autocarri ed autobus. Tutto concorre ad ampliare le competenze tecnologiche Fiat ed a creare un sistema integrato che trova il suo culmine con le produzioni di tipo militare negli anni segnati dalla Guerra Italo-Turca (Libia) del 1911 e poi dalla prima Guerra Mondiale dal 1914 al 1918.

Intanto nel 1912 viene presentata al pubblico la Fiat “Zero”, prima vettura economica anticipatrice di soluzioni utilitaristiche. Nel 1919, ripresa l’attività di normale produzione post-bellica nel nuovo grande ed avveniristico stabilimento torinese del Lingotto, esce un modello popolare e di immediato successo anche internazionale: la “501”. In quel momento il capitale sociale della Fiat arriva a 150 milioni di lire, a sottolineare l’incessante e rapida ascesa della Società che con gli anni ’20 diventa la prima fabbrica d’automobili d’Europa.

Paga dei successi sportivi ottenuti e tutta tesa nelle produzioni di tipo civile, e particolarmente automobilistiche, nel 1927 la Fiat si ritira ufficialmente dalle corse, aumenta il capitale sociale a 400 milioni di lire, arriva a costruire oltre 40.000 automobili all’anno. Il modello più prestigioso di quegli anni è la “Superfiat”, una lussuosa 12 cilindri, mentre in campo popolare si afferma il modello “509” del 1925. Intanto, il 12 luglio 1924 un poderoso bolide da corsa denominato “Fiat-Mefistofele”, con motore d’aviazione da 320 cavalli, stabiliva il record mondiale assoluto di velocità su terra, a 235 chilometri orari. Anche l’idrovolante MC72 con motore Fiat AS6 conquistava il record mondiale assoluto di velocità con 710 chilometri all’ora.

In quegli anni Trenta si registrano due grandi successi automobilistici nel settore delle “utilitarie”: la Fiat “508 Balilla” del 1932 e la Fiat “500” detta Topolino nel 1936. Nel 1939 si inaugura lo stabilimento di Mirafiori su un’area di 1 milione di metri quadrati ed i dipendenti raggiungono le 60.000 unità. Il motto della Fiat diventa “Terra Mare Cielo”, a riassumere efficacemente l’impegno dell’azienda in ogni campo dell’attività industriale.


Gli anni della seconda Guerra Mondiale mettono a dura prova la capacità di sopravvivenza della Fiat, i cui stabilimenti sono pesantemente bombardati e talvolta distrutti.
Grazie ai prestiti americani del Piano Marshall la Fiat riprende la produzione di serie post-bellica con modelli come la “1100”, la “500 C” e la “1400”. Con la morte di Agnelli, alla Presidenza viene chiamato Vittorio Valletta, mentre il giovane nipote del fondatore, l’Avv. Gianni Agnelli, gli si affianca come Vice Presidente. La Fiat punta sempre più alla diversificazione ed assume in pieno il ruolo di propulsore dell’economia nazionale. Arriva il “miracolo economico” italiano.

Lo stabilimento di Mirafiori viene raddoppiato, il valore delle esportazioni aziendali supera i 100 miliardi; nel 1954 viene presentata l’avveniristica vettura a turbina che raggiunge una velocità massima di circa 250 chilometri orari. L’anno successivo debutta la prima Fiat a motore e trazione posteriore, la “600” che rimarrà in produzione fino al 1969 con quasi tre milioni di esemplari.

E’ poi la volta della “Nuova 500” nel 1957, in produzione per quasi un ventennio con quasi 4 milioni di unità.

Nel 1966 Giovanni (Gianni) Agnelli diventa Presidente della Società. Il decennio 1961-1970 vede i successi di vetture come la “124”, berlina media a 5 posti che si aggiudica il premio internazionale “Vettura dell’anno” (il primo di una lunga serie di questi premi assegnati ai modelli Fiat negli anni successivi). La berlina “128” (prodotta in 3 milioni di esemplari) è erede della gloriosa 1100.
Con l’Unione Sovietica viene raggiunto un accordo storico per la realizzazione del complesso automobilistico Vaz sul Volga.
Malgrado la crisi petrolifera degli anni Settanta, la Fiat resta una grande impresa di livello mondiale. Negli stabilimenti vengono introdotti i primi robot, mentre verso il 1980 la produzione di automobili arriva a sfiorare i 2 milioni e mezzo di unità. Giungono sui mercati le Fiat “127”, “131”, “Ritmo” e “Panda”, in un crescendo di successi e di prestigiosi riconoscimenti internazionali.
Nel 1983, la Fiat “Uno”, fortemente caratterizzata dalla linea “a cuneo”, viene a sostituire la 127.

Tre anni dopo la Fiat Auto acquisisce l’Alfa Romeo e nel 1988 il premio “Vettura dell’anno” è vinto per l’ennesima volta da una Fiat: il modello “Tipo”, berlina di classe media a due volumi costruita nello stabilimenti di Cassino.
Agli inizi degli anni ’90 il Gruppo Fiat incrementa la sua presenza all’estero: più del 60 per cento del fatturato è originato fuori dall’Italia. Nel 1993 l’Azienda investe quasi 6 mila miliardi di lire per creare la “Punto”, vettura destinata a grande successo e di incredibile longevità grazie alle edizioni sempre rinnovate e migliorate. Nel 1999 la Fiat compie 100 anni. In un secolo ha costruito circa 50 milioni di automobili, il suo fatturato è passato da poco meno di 2 milioni di lire nel 1900 a 90 mila miliardi nel 1998; i dipendenti che erano 150 nel 1900 sono saliti a 225.000 a fine secolo.

Pur in una situazione mondiale, e particolarmente europea, di contrazione della domanda, di rallentamento di crescita dell’occupazione e di un’impennata della disoccupazione, verificatasi sul finire del secolo, la Fiat metteva in atto una strategia mirante alla “globalizzazione” divenuta inderogabile di fronte alla concentrazione in atto nell’industria automobilistica internazionale.
Nel 2000 realizzava la joint-venture con la General Motors, primo costruttore automobilistico mondiale, che si concludeva nel 2004 con un cospicuo guadagno di Fiat.
Il rilancio della Casa torinese veniva avviato subito dopo con il polo tecnologico “Powertrain Technologies”, il polo sportivo “Alfa-Maserati”, l’accordo con la Peugeot per una joint-venture in Turchia. Lusinghieri risultati venivano conseguiti anche in Polonia e in Brasile, permettendo alla Fiat di risalire nella graduatoria dei costruttori d’auto dall’undicesimo a quel quinto posto che già deteneva dagli anni Novanta.
Nel 2004, dopo la morte di Gianni ed Umberto Agnelli (2004), alla guida dell’azienda arriva Sergio Marchionne, tuttora Amministratore Delegato, sotto la Presidenza di John Elkann, nipote di Gianni.

Già nel 2005, grazie ad una severa politica di contenimento dei costi, i bilanci Fiat tornano all’utile. Nel 2009 si apre l’era Chrysler: è firmato un accordo preliminare con il quale il gruppo italiano acquisisce il 20% del Gruppo Americano. L’operazione è stata definitivamente conclusa a dicembre del 2013 con l’acquisizione, da parte Fiat, della totalità di Chrysler e la nascita del nuovo gruppo FCA, Fiat-Chrysler Automobiles che diventa uno dei primi gruppi mondiali del settore.

