Storia della NSU

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Marchio tedesco importante per la storia della motorizzazione tedesca per la sua produzione sia nel settore motociclistico sia in quello automobilistico. Nasce nel 1873 come officina meccanica, passa alle biciclette, per poi entrare nel mondo delle moto e infine approdare agli inizi del Ventesimo secolo all’automobile. Nel 1928 rinuncia però alla produzione automobilistica per tornarvi soltanto alla fine degli anni Cinquanta, con modelli di fascia medio-bassa di grande diffusione, come la Prinz. E alle auto si dedica esclusivamente, sull’onda di un successo che la spingerà a puntare, forse troppo, sull’innovazione. E’ del 1967 la presentazione della Ro80, azionata da motore rotativo, un prodotto affascinante ma ancora bisognoso di sviluppo. Due anni più tardi la cessione al gruppo Volkswagen.


La NSU affonda le sue origini nel 1873 quando Heinrich Stoll e Christian Schmidt, due giovani tecnici tedeschi, aprono a Riedlingen, una cittadina sul Danubio,  una piccola officina meccanica per la produzione di macchine per maglieria. Presto devono traferirsi in una sede più grande, a Neckarsulm, da cui NSU (Neckarsulmer Strichmachinen Union). I due fondatori si rendono rapidamente conto delle opportunità di mercato offerte dal nuovo strumento di locomozione, la bicicletta, che proprio alla fine dell’Ottocento vive la sua fondamentale evoluzione dai primi bicicli a ruota alta alle biciclette moderne con la trasmissione a catena, con le due ruote uguali e dotate di cuscinetti a sfere. Ma i due non si fermano alla bicicletta, la cui produzione era iniziata nel 1886: nel 1901 la NSU presenta la prima motocicletta con motore ottenuto in licenza dalla svizzera Zedel. Già due anni dopo la NSU decide la costruzione in proprio dei motori, e nel 1904 la sua presenza sul mercato motociclistico conta ben sei differenti modelli. Neanche questo però appaga del tutto i due imprenditori, che nel 1905 presentano la loro prima automobile vera e propria, frutto di un accordo con l’azienda belga Pipe per la produzione di un loro mdello su licenza.

 

Una produzione tanto diversificata (biciclette, motociclette, automobili) permette alla NSU di superare indenne il difficile periodo della prima guerra mondiale e di affrontare gli anni Venti persino con  modelli sportivi, con cui ottiene importanti successi sul circuito dell’Avus e al Gran Premio di Germania. Con motori 4 clindri a valvole laterali montati su telai leggerissimi, le vetture da corsa NSU non sono particolarmente veloci, ma straordinariamente resistenti.

 

Lo sforzo produttivo arriva alla costruzione nel 1925 di un nuovo stabilimento a Heilsbronn (sul Neckar) e alla fusione con una società di Berlino specializzata in produzione di autovetture e carrozzerie per conto terzi (la Schebera), ma i tempi sono tempestosi e nel 1928 l’azienda, in gravi difficoltà, mette fine alla produzione di automobili e vende lo stabilimento di Neckarsulm. Rimane vivace la produzione di motociclette, a Neckarsulm, e di bici, avendo rilevato la Wanderer nel 1929 e la Deutsche Werke nel 1932, tanto che la ragione sociale muta in NSU Vereinigte Fahrzeuge A.G.

 

Fino al 1958 il marchio rimane confinato esclusivamente al settore moto ma nella seconda metà degli anni Cinquanta il dilagare della motorizzazione di massa spinge di nuovo l’azienda verso il settore automobilistico. La prima Prinz del 1958 compendia il meglio delle caratteristiche produttive del marchio: è compatta, leggerissima, adotta un due cilindri ispirato chiaramente al mondo motociclistico. Il modello Prinz verrà prodotto in quattro serie fino al 1963. Negli anni Sessanta la produzione, invertendo il trend fino a quel momento seguito, diventa esclusivamente automobilistica, e gode di un certo successo. Solo della Prinz 4 si produssero quasi 500.000 esemplari, esportati in notevoli quantitativi, specialmente in Italia.

 

Ma a rivelarsi fatale per le sorti dell’azienda è l’eccessivo entusiasmo vero il motore rotativo Wankel, una novità rivoluzionaria, di cui già nel 1963 al Salone di Francoforte la NSU presentò una spider biposto sportiva.  Nel 1967 viene quindi presentata la Ro80, davvero innovativa e punta di diamante della produzione del marchio. Per superare però le inziali difficoltà di tenuta, la NSU dovette sostenere uno sforzo economico non indifferente, dal quale non riuscirà a riprendersi. Viene ancora sviluppato un modello di tipo convenzionale, la K70, ma é troppo tardi: nel 1969 la NSU viene ceduta al gruppo Volkswagen-Audi.

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