Storia della Opel

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Il capostipite della dinastia Opel, Thonges Opel, un semplice agricoltore, ha un solo pensiero: i suoi figli devono avere una vita più facile della sua. Per questo, spinge il giovane Philipp Wilhelm (nato nel 1803) a diventare fabbro. Questi segue il consiglio paterno e si trasferisce a Russelsheim, dove si sposa e ha tre figli, Adam (nato nel 1837), Georg e Wilhelm. Nel giro di quindici anni, con l’aiuto fondamentale della moglie, Philipp si ritrova a capo di una florida azienda costruttrice di macchine per cucire e si arrischia ad altre operazioni commerciali che ne fanno l’uomo di maggior successo della piccola Russelsheim.

 

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Nel 1886, quando Benz e Daimler presentano la prima automobile, il primogenito Adam Opel conta già 300 operai e produce 20.000 macchine per cucire all’anno. Non si accontenta, e decide di cimentarsi anche nella costruzione di biciclette, affiancato stavolta dai figli che diventano addirittura dei campioni di ciclismo. Nel 1895 Adam muore a soli 58 anni, lasciando l’azienda nelle mani della moglie Sophie, del cognato Georg e dei figli che continuano la produzione di biciclette e macchine per cucire.

 

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Una crisi nelle vendite causata da un eccesso di produzione mondiale spinge i figli ad esplorare nuovi campi, così come dieci anni prima aveva fatto il padre; e il nuovo campo, stavolta, non può che essere l’automobile. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, nel 1901 stringono un accordo con la Darracq per costruire su licenza le sue vetture. Si tratta di un anno importante, perché viene costruita anche la prima motocicletta Opel. Il 1901 trascorre in una attenta analisi di ogni dettaglio dei telai e dei motori Darracq, in modo da annotarne i difetti e studiarne le qualità. E’ del 1902 la prima vera Opel: una autovettura bassa, con motore a due cilindri, potenza 10/12 HP, costo di 6.000 marchi, una cifra enorme. Con diverse motorizzazzioni, una Opel e l’altra Darracq, viene commercializzata con i due marchi distinti fino al 1906.

 

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Intanto alla attività automobilistica si affianca quella motociclistica e aumenta la gamma dei modelli in ciascun listino. Nel 1907 la consacrazione della Opel come costruttore: il pilota Carl Jorns si aggiudica il Kaiser Preis, e l’imperatore in persona sceglie vetture Opel per i suoi spostamenti. E nel 1909 vede la luce una delle più famose vetture del marchio: la 4/8 HP 2 posti detta « Doktorwagen », l’auto del dottore, considerata pioniera delle utilitarie. L’automobile del dottore incontra un enorme successo e consente alla Opel di diventare il primo costruttore tedesco, con 3.335 unità all’anno.

 

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Con lo scoppio della Grande Guerra la situazione cambia radicalmente. Il governo sceglie la Opel per una nutrita serie di commesse di veicoli militari, prevalentemente camion, affidabili e di facile riparazione, e il modello di punta della produzione civile, la « Puppchen » (bambolina) è convertita in veicolo leggero da ricognizione.

 

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Nel 1919 riprende la produzione di motociclette e di alcuni modelli di autovetture d’anteguerra, tra cui la Puppchen. Ma è soprattutto l’adozione di moderni sistemi di produzione, sulla scia della catena di montaggio sperimentata da Ford negli Stati Uniti, che caratterizza l’attività della Opel nel primo dopoguerra. Nasce la prima Opel dei tempi moderni, la « Laubfrosch » (rana), cosiddetta per i grandi fari sporgenti e il colore verde (era venduta solamente in questo colore, così come la Ford T era venduta solo in nero). Grazie ai nuovi sistemi produttivi, il prezzo della Laubfrosch scende costantemente, da 4.500 marchi iniziali a 2.000, e il suo successo, rafforzato da decine di vittorie sui campi di gara, è davvero notevole.

 

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Nel 1928 la Opel, di gran lunga la più grande fabbrica di auto tedesca, occupa il 37,5 % del mercato interno. Si profilano all’orizzonte accordi con la General Motors: l’anno successivo, il 1929, questi accordi si tramutano nell’acquisto, da parte della GM, dell’80% della Opel (che, per favorire l’accordo, era diventata società per azioni). Sarà proprio questo sostegno americano a consentire alla casa tedesca di superare, sia pure con grandi sacrifici economici ed occupazionali, la crisi che colpisce tutta l’industria europea all’inizio degli anni Trenta.

Nel 1931, dopo essere passata interamente alla General Motors, la Opel lancia una vettura popolare dotata di un motore da 1,2 litri che dal 1931 al 1935 supera le 100.000 unità prodotte: record assoluto per una vettura tedesca.

 

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Nel 1935 è presentata la Olympia, prima vettura di massa prodotta in Germania dotata di telaio e carrozzeria di acciaio stampato.

 

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L’anno dopo fa la sua apparizione un’auto dal nome destinato a giungere fino ai giorni nostri: la Kadett, una piccola vettura popolare con carrozzeria e telaio integrati. E’ il modello che permette alla casa di diventare la più grande fabbrica europea  e la più forte esportatrice.

 

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Si susseguono i modelli di successo  (la seconda generazione di Olympia, la Admiral, la Kapitan) cui si aggiunge la fabbricazione dei famosi frigoriferi americani Frigidair della GM.

 

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Opel Admiral

 

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Opel Kapitan

 

La seconda guerra mondiale costringe nuovamente alla conversione militare della produzione. Nel corso del conflitto i danni saranno pesantissimi (sarà distrutta dai bombardamenti delle truppe alleate più di metà della fabbrica di Russelsheim e interamente quella di Brandeburgo); ma pesanti anche quelli della pace (l’intera catena produttiva della Kadett viene smontata e inviata in Russia come parziale riparazione dei danni bellici causati dai tedeschi). Nel 1946 però riesce a ripartire la produzione, prima con i frigoriferi, e poi con una nuova versione della Olympia.

Negli anni successivi si ravvisa sempre più nel design l’impronta dello stile statunitense tanto da far somigliare le Opel a delle vetture americane in miniatura: per esempio nei parabrezza e lunotti fortemente curvati, nel costante rinnovo della gamma con i model-year. Si infittiscono le vittorie sportive (per esempio nei Campionati Europei Rally) e i modelli di grande diffusione (Kadett, Rekord, Senator).

 

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Gli anni Ottanta arrivano con una maggiore attenzione a problemi causati dall’inquinamento: nel 1985 la Opel  è il primo produttore europeo ad avere almeno un modello con convertitore catalitico. Ottimi i risultati anche nel campo dell’aerodinamica: al suo debutto alla fine del 1986 la nuova berlina Omega stupisce con un Cx di 0,28, il migliore della sua categoria.

 

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La Corsa, la Vectra, l’Astra, la Frontera, la Calibra, la Tigra, la Zafira, la Meriva, sono i modelli con cui la Opel si presenta negli anni Novanta e nei decenni successivi, portando la Opel a competere, anche a livello di immagine, con i marchi più prestigiosi.

Dal punto di vista societario, dall’inizio del 2011 la Opel è tornata ad essere una società per azioni dopo essere stata una società a responsabilità limitata da dicembre 2005 a tutto il 2010. Il 2011 ha anche visto l’arrivo di un modello assolutamente d’avanguardia nella lotta alle emissioni inquinanti: la Ampera, primo modello ibrido della Opel, realizzato anch’esso sotto la supervisione del Gruppo GM. Infine, dopo l’arrivo della nuova Corsa nel 2015,  è stata presentata in anteprima a Ginevra la Opel Karl, a sostituzione della Agila. A Ginevra 2016 invece è presentato il restyling della Mokka (crossover SUV del 2012), la Mokka X.

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