È soprannominata “Ceiranina” ed è il più grande successo commerciale di questo Marchio, uno dei tanti scaturiti dall’intraprendenza dei fratelli Ceirano, fra i più prolifici pionieri dell’automobile torinese. Sempre con il quattro cilindri di un litro e mezzo, a partire dal 1924 verrà prodotta in cinque serie, sopravvivendo all’acquisizione della Fiat nel 1929. La SCAT viene liquidata nel 1932, confluendo nella SPA, ma questa Ceiranina attirerà l’attenzione del barone Giorgio Franchetti, fra i massimi pionieri del collezionismo d’auto, che ne farà dono al Museo nel 1968.