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Il MAUTO
IL MUSEO
Una collezione unica al mondo. Un viaggio nella storia che racconta come l’automobile abbia influenzato le mode, il costume, i linguaggi dell’arte, la ricerca scientifica e le conquiste tecnologiche in un costante slancio innovativo. Un luogo di dibattito e sperimentazione che, a partire dalla valorizzazione del patrimonio conservato, produce contenuti inediti capaci di parlare i linguaggi della contemporaneità. Il Museo Nazionale dell’Automobile è un punto di riferimento per la cultura dell’automobile, che viene raccontata attraverso le contaminazioni creative con tutte le discipline del sapere.



- LA STORIA
Il Museo Nazionale dell’Automobile è tra i più antichi del suo genere: nasce nel 1933, con una prima esposizione di vetture storiche ideata da due pionieri del motorismo nazionale, Cesare Goria Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia. È Carlo Biscaretti di Ruffia (aristocratico torinese nato nel 1879 e figlio di Roberto) a concepirlo, idearlo, radunarne la collezione iniziale, battersi per farlo nascere e adoperarsi tutta la vita per dargli una sede adeguata.
Aperto al pubblico nell’autunno del 1960 nella sede progettata dall’architetto Amedeo Albertini, nel 2011 è completamente rinnovato e ampliato in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia su progetto dell’architetto Cino Zucchi. Nel 2011 il MAUTO riapre con il percorso allestito dallo scenografo franco-svizzero François Confino, due anni dopo il Times lo annovera tra i 50 musei più belli al mondo.
- TIMELINE
Il Museo Nazionale dell’Automobile nasce nel 1933, con la prima esposizione di vetture storiche selezionate da Carlo Biscaretti di Ruffia
1933
Nascita del Museo
Il 19 luglio 1933 una delibera della Città di Torino sancisce l’istituzione del Museo dell’Automobile, al quale il capo del governo Mussolini attribuisce il titolo di Nazionale. A Carlo Biscaretti di Ruffia viene affidato l’incarico di ordinatore, avendo già curato la retrospettiva dedicata ai veicoli d’epoca realizzata nello stesso anno per il Salone dell’Automobile di Milano.
Il Museo è allestito nella sede provvisoria dello Stadio Comunale, nelle sale sotto gli spalti, e apre al pubblico nel 1939: la visita costa una lira, come l’ingresso allo stadio. La collezione conta 181 pezzi, datati tra il 1854 e il 1939 — di cui solo 73 esposti, per mancanza di spazio — tra 55 vetture, 62 motori e 30 telai.
Eppure Biscaretti non è soddisfatto: il Museo è aperto al pubblico, ma solo per cinque mesi all’anno, a causa del freddo, e gli spazi non sono adeguati. Poi arriva la guerra: la questione di come preservare la collezione rimane sulle spalle di Biscaretti, mentre quella di una sede definitiva viene rimandata a tempi migliori.
1960
La nuova sede
Finalmente, nel 1955, il sindaco Amedeo Peyron e il Consiglio comunale individuano il terreno su cui sorgerà il Museo, lungo l’attuale corso Unità d’Italia, sulla sponda sinistra del Po, che la Città concede in comodato.
La costruzione è sostenuta principalmente dai finanziamenti delle case automobilistiche Alfa Romeo, Autobianchi, Fiat, Lancia, OM e SPA.
I lavori prendono il via e il progetto è affidato all’architetto Amedeo Albertini. Il cantiere si conclude nell’autunno del 1960, ma all’inaugurazione non sarà presente Carlo Biscaretti di Ruffia, scomparso l’anno precedente.
Al momento dell’apertura al pubblico, il Museo ospita la collezione riunita in venticinque anni dal suo fondatore: 106 vetture di 50 marche diverse, 26 telai, 20 motori, oltre a motociclette e velocipedi. Grazie ai rapporti che Biscaretti aveva intessuto con le case automobilistiche e con i protagonisti dell’automobilismo sportivo, prende corpo anche una collezione documentaria unica, composta da libri, riviste, fotografie, disegni tecnici, illustrazioni e opere grafiche.
2011
Cambio di passo
Negli anni Duemila la necessità di un rinnovamento investe il Museo, come l’intera città di Torino. Il progetto del nuovo edificio è affidato all’architetto Cino Zucchi e risponde ai criteri museali contemporanei, raccordando l’architettura esistente con i nuovi spazi attraverso “un lungo nastro di vetro”, che avvolge con la sua pelle serigrafata la struttura e ne valorizza le diverse fisionomie.
Il nuovo percorso espositivo, ideato da François Confino, si distingue per una scenografia immersiva, ricca di riferimenti letterari, storici e cinematografici.
Confino completa così la nuova concezione del Museo, restituendo agli oggetti della collezione la loro dinamicità e la loro “anima automobile”.
Nel 2011 il Museo riapre, dopo quattro anni di chiusura, in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.
2025
Un nuovo Museo
- LA COLLEZIONE
Oltre 200 vetture originali di 80 marche diverse.
Scopri la collezione del MAUTO.
Il Museo Nazionale dell’Automobile conserva una collezione di oltre 200 vetture originali di 80 diverse marche che raccontano l’evoluzione storica dell’invenzione che ha cambiato il mondo: dalle carrozze a vapore di fine Ottocento ai capolavori di design degli Anni Cinquanta, dalle protagoniste di corse epiche e viaggi memorabili ai prototipi che guidano gli orientamenti futuri della ricerca.
Il nucleo più antico della collezione è legato alla storia del fondatore del Museo, Carlo Biscaretti di Ruffia che, con entusiasmo e determinazione, iniziò a raccogliere vetture, telai e motori nel 1933. La collezione si è arricchita negli anni fino a diventare unica nel suo genere per il valore e la varietà degli esemplari conservati.




- PERCORSO ESPOSITIVO
Il percorso espositivo si articola su tre piani di visita:
IL MUSEO
- PIANO 2
Storia in movimento
L’evoluzione storica dell’automobile e il suo sviluppo in relazione ai principali eventi politici, economici, artistici e sociali del XX secolo.
Collezione permanente
Spazio Futuro
- PIANO 1
Noi e l’automobile
L’automobile in relazione alle persone che l’hanno pensata, costruita, pilotata o semplicemente amata.
Collezione permanente
Spazio Design
Project Room 1
- PIANO TERRA
Mostre temporanee
Project Room 0
MAUTO Café
MAUTO Store
- PIANO -1
Open Garage
Un caveau – visitabile su prenotazione – nel quale sono custodite circa settanta meravigliose vetture sottoposte a interventi di conservazione e restauro.
- RICERCA
Ricerca
Il Centro di Documentazione conserva l’eredità culturale del MAUTO, tra monografie, pubblicazioni e foto d’epoca: porta avanti attività di archiviazione e ricerca insieme al Centro di Conservazione e Restauro, che conduce quotidianamente attività di conservazione e ripristino dei veicoli storici.
Centro di Documentazione
La Biblioteca custodisce volumi che spaziano dalla storia della locomozione a quella delle fabbriche e delle corse, dai volumi biografici e autobiografici agli annuari, dalle opere di tecnica ai cataloghi illustrati. Parte della Biblioteca è anche un piccolo ma prezioso fondo di libri antichi, che custodisce vere rarità sulla storia della meccanica, della fisica e delle scienze tra il Cinquecento e l’Ottocento.
L’Emeroteca conserva 800 testate di argomento automobilistico. Oltre 30.000 unità archivistiche – tra documenti e fotografie – contenenti informazioni sulle fabbriche automobilistiche nel mondo, su eventi sportivi, su protagonisti della storia dell’automobile, su carrozzerie italiane e straniere, sulla produzione contemporanea, sui Saloni dell’Automobile, sui record di velocità, su progettazioni particolari.
Centro di Conservazione e Restauro
Il Centro di Conservazione e Restauro associa alle tradizionali tecniche per il ripristino delle automobili d’epoca, le più avanzate metodologie applicate alle opere d’arte, svolge e supervisiona le operazioni di prevenzione e conservazione sulle vetture della collezione, attenendosi ai criteri di restauro conservativo, per preservare l’autenticità dei veicoli.
- CONTATTACI
Contattaci per informazioni sulla tua visita
Informazioni e prenotazioni
+39 011 677666
info@museoauto.it
prenotazioni@museoauto.it
Dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18
- ORGANIGRAMMA
Il team del MAUTO
Benedetto Camerana
Presidente
Lorenza Bravetta
Direttore
Elena Gallo
Assistente alla Presidenza e alla Direzione
Georghe Petre
Responsabile Operativo
Francesco Ardò
Direttore
Giuseppe Margara
Assistente Operativo
Tiziano Mizzon
Assistente Operativo
Gabriele Rosmino
Facility Manager
Paola Masetta
Responsabile Produzione Culturale
Chiara Marras
Registrar
Davide Lorenzone
Conservatore
Chiara Armigliato
Restauratrice
Darko Viel
Tecnico Restauratore
Beatrice Zucchelli
Tecnico Restauratore
Ilaria Pani
Responsabile Centro Documentazione
Maurizio Torchio
Coordinatore Operativo Centro Storico Fiat
Pierpaolo Righero
Archivio e Servizi al pubblico Centro Storico Fiat
Paolo Guidotti
Archivio e Servizi al pubblico Centro Storico Fiat
Marzia Tholozan
Responsabile Amministrazione e Centro Congressi
Elisabeth Loup
Referente Amministrativo
Giuseppina D'ambrosio
Referente Amministrativo, Bandi e Gare
Lorenza Macciò
Responsabile Comunicazione
Arianna Verdecchia
Digital Communication Manager
Eleonora Bergamasco
Graphic Designer
Francesca Pulvirenti
Referente Marketing ed Eventi
Francesca Meinero
Responsabile Servizi al Pubblico e Attività Educative
Fabrizio Iuliano
Referente Prenotazioni e Biglietteria