Storia della Ferrari

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Fondata da Enzo Ferrari nel 1946, dopo aver gestito la Scuderia negli anni prima della guerra divenendo il reparto corse dell’Alfa Romeo, è un’azienda italiana icona del made in Italy, nota ed amata in tutto il mondo, simbolo di bellezza, velocità, lusso e potenza. Non c’è casa automobilistica che abbia vinto in Formula 1 quanto la Ferrari: 16 titoli mondiali Costruttori e 20 titoli mondiali Piloti. Importanti sono le partecipazioni anche nelle altre categorie e la produzione di granturismo stradali ad elevate prestazioni. Negli anni Sessanta verrà assorbita dal Gruppo Fiat.

 

 

incipit

 

La storia di quella che forse è la Casa automobilistica più famosa del mondo, inizia ben prima della sua fondazione, avvenuta a Maranello nel 1947, ed è indissolubilmente intrecciata con la vita del suo fondatore: Enzo Ferrari.

 

 

enzo

 

Ferrari nasce a Modena nel 1898. Profondo appassionato di auto fin dalla giovinezza, deve presto trovarsi un mestiere per la prematura morte del padre e, dopo aver inutilmente tentato di farsi assumere dalla Fiat, inizia a lavorare a Milano presso la CMN. Il mondo delle corse lo attira irresistibilmente ed esordisce come pilota proprio su una CMN nel 1919.

 

 

alfa

Enzo Ferrari su Alfa Romeo RL Super Sport vincitore del circuito del Savio nel 1924

 

 

Nel 1920 ottiene un secondo posto alla Targa Florio alla guida di un’Alfa Romeo, azienda con la quale inizia una collaborazione ventennale.

 

florio

Enzo Ferrari alla Targa Florio del 1921

 

 

Fonda infatti nel 1929 a Modena la Scuderia Ferrari, società sportiva il cui programma è la partecipazione dei soci al maggior numero possibile di corse. Principale fornitrice di vetture è la Alfa Romeo per la quale Ferrari cura lo sviluppo dei modelli da corsa, la partecipazione alle gare, il trasferimento alla produzione di serie delle esperienze accumulate.

 

 

romeo e ferrari

Giorgio Rimini, Nicola Romeo ed Enzo Ferrari a Monza nel 1923

 

 

Ben presto viene creata una squadra ufficiale corse (1931) che si avvale di piloti famosissimi come Nuvolari, Varzi, Campari, Borzacchini e molti altri.

 

 

nuvolari

Scuderia Ferrari, appoggiato alla vettura, in secondo piano, Tazio Nuvolari

 

Sei anni dopo l’Alfa scioglie la Scuderia Ferrari (di cui aveva acquisito la maggioranza delle azioni) a vantaggio di una nuova struttura sportiva denominata Alfa Corse da cui però, per dissapori interni, Enzo Ferrari si distacca due anni dopo. Nel 1940 Ferrari fonda la Auto Avio Costruzioni a Modena e realizza in soli due esemplari la 815, un’originale 8 cilindri di 1500 cc disegnata da Alberto Massimino.

 

pieghevole

Pieghevole Auto Avio Costruzioni Modena Italia sulla 815, 1940 XVIII

 

 

Durante la Seconda guerra mondiale l’officina viene trasferita da Modena a Maranello dove Ferrari mette a punto un inedito motore a 12 cilindri a V che fa da base per la costruzione della 125S, il primo modello che porta il nome Ferrari.

 

125

Ferrari F1 125 scocca

 

 

Questa esordisce nel 1947 sul circuito di Piacenza. E’ la vettura su cui ricompare, per la prima volta dopo la separazione da Alfa Romeo, sia il nome Ferrari sia il famoso cavallino rampante nero, emblema dipinto sulla carlinga degli aerei da caccia usati dall’asso della prima guerra mondiale Francesco Baracca.

 

cavallino

 

Nel 1948 viene progettata la prima monoposto da gran premio della Casa. Nello stesso anno Ferrari esordisce al Salone di Torino con la 166, di cui presenta una coupè Inter e una Mille Miglia barchetta.

 

 

inter

Ferrari 166 Inter

 

 

Entrambe le carrozzerie sono disegnate da Touring Superleggera, che interpreta così bene l’identità stilistica del marchio da condizionare anche gli altri carrozzieri, come Ghia, Allemano, Vignale, chiamati a vestire i modelli successivi. Del 1948 è anche l’affermazione alla Mille Miglia, una gara in cui la Ferrari si rivelerà imbattibile, tanto da vincere anche nel 1950, 1951, 1952, 1956, 1957.

 

Anche in F1 arrivano i primi risultati: al Gran Premio di Silverstone del 1951 la Casa riesce a sconfiggere per la prima volta l’Alfa Romeo. L’anno seguente vede la luce la Tipo 500, prima Ferrari ad adottare un motore 4 cilindri, con cui Alberto Ascari si aggiudica il mondiale piloti nel 1952, bissando il successo nel 1953 con la 500 Mondial.

 

 

vittoria

Ascari vittorioso

 

 

Sul piano dell’evoluzione stilistica inizia una collaborazione tra Ferrari e Scaglietti nel 1951 e tra Ferrari e Pinin Farina nel 1952. Il successo crescente e il favore del mercato consentono di affacciarsi, a metà degli anni Cinquanta, sull’importantissimo mercato degli Stati Uniti.

 

Nasce nel 1954 la 250GT, prodotta fino al 1964 e modello senza tempo, icona delle granturismo anni Cinquanta e Sessanta. Il motore da tre litri viene applicato su due linee di prodotto: da un lato le granturismo realizzate da Pinin Farina, dall’altro le auto da competizione, il cui sviluppo è a cura di Scaglietti. E’ la nascita del mito delle Ferrari “auto da corsa e da strada”, connubio inscindibile che rende diverse le vetture della Casa da tutte le altre.

 

 

250GT

Ferrari 250 GT berlinetta Zagato 1958 in corsa

 

 

Nel frattempo la Ferrari consegue grandi successi alla Mille Miglia e alla 24 Ore di Le Mans, ma anche cocenti delusioni in F1. Neanche l’avventura in America ottiene i risultati sperati: alla 500 Miglia di Indianapolis del 1952 Alberto Ascari è costretto al ritiro.

 

 

ascari 52

Alberto Ascari su Ferrari alla 500 Miglia di Indianapolis 1952

 

 

La situazione cambia nel 1955 quando la Lancia si ritira dalle corse e affida alla Ferrari la nuovissima D50 a 8 cilindri progettata da Vittorio Jano. Con lo stemma del cavallino rampante la vettura vince il mondiale del 1956 con Juan Manuel Fangio.

 

 

lancia

Lancia Ferrari al G.P. di Monaco 1956

 

 

Nel 1960 un ampliamento della fabbrica, unito alla razionalizzazione della catena di montaggio, permettono una produzione annua di 500 unità. E l’anno dopo arriva un grande cambiamento: l’adozione in Formula 1 del motore posteriore (sui modelli stradali il propulsore continua ad essere anteriore). Con la 156 a motore posteriore Phil Hill ottiene nel 1961 il titolo del Mondiale Piloti. Arriva anche il titolo del Mondiale per vetture sport, e nuovamente il Mondiale di F1 (nel 1964, con John Surtees ). Nel 1965 nasce la 166 Dino a motore posteriore, che inaugura una serie di vetture prima a 6 e poi a 8 cilindri.

 

 

surtees

Surtees su Ferrari al Gran Premio d’Italia del 6 settembre 1964

 

 

E proprio in questi anni viene decisa una separazione produttiva: il reparto corse viene diviso dalla produzione granturismo. In F1 la Ferrari corre con le due monoposto 246F1 e 312F1, quest’ultima base di una serie che negli anni successivi porterà alla conquista di tre titoli, con Niki Lauda nel 1975 e 1977 e con Jody Schekter nel 1979. Nel settore “Sport e Sperimentazione” le ricerche sono orientate su due importanti linee di prodotto, la Dino 206S (la linea Dino rappresenta un marchio a sé stante che contraddistingue vetture con propulsori a 6 cilindri e poi a 8) e la 330P3, dove P sta per Prototipo. Nel  settore Granturismo i modelli di punta sono la 365GT e la 308GTB.

 

 

P3

Ferrari 330 P3

 

 

L’organizzazione aziendale nel frattempo muta: nel 1967 viene nominato Direttore Generale in prestito da Fiat l’ing. Pier Ugo Gobbato. E’ il primo passo verso una partecipazione paritetica con Fiat, siglata a giugno del 1969: da una parte Fiat si impegna a sviluppare la produttività della Casa di Maranello, dall’altra Enzo Ferrari, ormai tranquillo sulla sorte della sua azienda, mantiene dominio assoluto della gestione sportiva. Nel 1970 la superficie della fabbrica è raddoppiata, portando la produzione a quasi 1000 vetture l’anno; mentre nel 1971 accanto allo stabilimento viene completata la pista di Fiorano per le prove e i collaudi delle vetture F1 e GT. Quando nel 1978 entra in funzione il moderno reparto di verniciatura scocche, le unità annue prodotte sono più di 2200.

 

 

fiorano

Pista di Fiorano accanto allo stabilimento di Maranello

 

 

Molto ricco di novità è il biennio 1984-1985: nel settore delle fuoriserie sono presentate la 288GTO e la Testarossa, che con il loro grande successo danno un ulteriore consolidamento al mito Ferrari.

 

testarossa

 

 

La vettura del quarantennale, che cade nel 1987, è la F40, un modello di altissimo livello sotto il profilo sia tecnico sia stilistico.

 

 

f40

 

 

L’anno successivo scompare Enzo Ferrari, poco dopo aver compiuto novant’anni. Alla sua morte la società passa per il 90% nelle mani di Fiat. Prende perciò  avvio una nuova epoca con Luca Cordero di Montezemolo come Presidente. Montezemolo rinnova totalmente i prodotti, l’organizzazione commerciale e l’attività produttiva nel settore granturismo e in quello corse. Il lungo digiuno di vittorie nelle competizioni termina con l’arrivo del pilota tedesco Michael Schumacher, vincitore del Campionato Mondiale Piloti di F1 per cinque anni consecutivi, dal 2000 al 2004, e con Kimi Raikkonen, campione mondiale nel 2007. La Ferrari si aggiudica il titolo Costruttori negli stessi anni, oltre che nel 1999 e nel 2008.

 

Nel 1996, per il cinquantennale dell’azienda, debutta la F50, definita “una formula 1 vestita in abito da sera”. Nel 1997 Fiat cede a Ferrari il 50% delle azioni Maserati, che diventeranno il 100% nel 1999: le due case, una volta rivali, si ritrovano riunite. Nel 2005, anno in cui le azioni  Maserati tornano a Fiat Group, il  fatturato consolidato di gruppo raggiunge il miliardo e mezzo di euro.

 

La Ferrari, marca internazionale da sempre, da gennaio 2016 non fa più parte della holding FCA. Vende direttamente in 46 mercati mondiali ed esporta quasi il 90 per cento della sua produzione. I 45 edifici dello stabilimento di Maranello occupano una superficie di 250.000 metri quadrati con più di 3000 lavoratori (900 dei quali per il settore della F1). La Ferrari ha filiali dirette negli Stati Uniti, Germania, Svizzera e in Francia, mentre negli altri paesi si avvale di oltre 200 tra importatori e dealer. I suoi principali mercati sono gli Stati Uniti, la Germania, la Gran Bretagna, l’Italia, la Svizzera , il Giappone, gli Emirati Arabi. E per animare la passione si organizzano anche attività ufficiali grazie agli Owners’ Club che sono oggi in totale 25, con oltre 25mila soci, per la celebrazione di una passione che per molti è quasi una devozione religiosa.

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