Storia, tecnica e stile PHOENIX II elettrosolare

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Vettura elettrosolare progettata e costruita nel 1987 dall’ingegnere Andrea Pesaresi (Osimo, AN). La vettura è spinta da un motore elettrico di 3,4 kW in corrente continua, alimentato da un pacco batterie costituito da 40 elementi Nichel-Cadmio; l’energia immagazzinabile è pari a 1,9 kWh. I 18 pannelli fotovoltaici, montati sull’ala ad incidenza nulla, forniscono l’energia per le batterie e sono del tipo monocristallino ad alto rendimento; la loro potenza  è di 0,6 kW, variabile con l’insolazione. L’elettronica di controllo sovraintende sia alla ricarica delle batterie che all’alimentazione del motore, modulando la potenza secondo la richiesta del pilota. Il telaio ha una struttura a traliccio con tubi di piccola sezione di acciaio ad alta resistenza. La carrozzeria, in fibra di vetro e carbonio, ha anche una funzione strutturale. Questa vettura ha debuttato al Gran Premio 4E di Milano nel 1988 e ha preso parte a competizioni per veicoli elettrosolari fino al 1991.

 

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Dono di Andrea Pesaresi, Osimo (Ancona)

 

La Phoenix II è un veicolo prototipo elettrico a reintegro solare, sviluppato per le competizioni. Il debutto è avvenuto nel 1988 al G.P. 4E organizzato a Milano dalla rivista “Quattroruote”. La competizione, prima in Italia, era riservata esclusivamente a veicoli elettrici, suddivisi in varie categorie.

La vettura è stata progettata e costruita dall’ingegnere Andrea Pesaresi di Osimo nel 1987.

 

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La versione (Phoenix I) schierata alla prima gara del 1988 era diversa avendo una struttura del telaio a geometria variabile. Pur avendo ottenuto un risultato confortante (3°) venne subito modificata con lo scopo di aumentare la superficie del pannello solare. Le parti fondamentali del telaio, il sistema di sterzatura e la carrozzeria rimasero inalterati. La nuova configurazione (Phoenix II) debuttò alla 2ª edizione del G.P. 4E svoltasi a Torino nel 1989 e corse fino al 1991 senza ulteriori modifiche.

 

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A Torino al Gran Premio 4E nel 1989

 

Risultati sportivi

  • 1° G.P. 4E Milano 22 /05/1988 (3º classificato)
  • 2° G.P. 4E Torino 11/06/1989 (4º classificato)
  • 3° G.P. 4E Roma 20/05/1990 (4º classificato)
  • G.P. Formula E Torino 02/09/1990 (2º classificato)
  • 4° G.P. 4E Bologna 19/05/1991 (4º classificato)
  • Cronoscalata Bolzano – P. Mendola 30/06/1991 (4º classificato)

 

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A Roma al Gran Premio 4E 1990

 

 

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A Torino al Gran Premio 4E 1990

 

 

La vettura è stata condotta in gara da Maurizio Scansani.

 

Le sue caratteristiche principali sono:

  • configurazione a 3 ruote, una anteriore sterzante, due motrici posteriori;
  • motore elettrico in corrente continua, con campo statorico in serie, potenza nominale 3.4Kw 48v.  ;
  • elettronica di controllo realizzata con un convertitore DC-DC miniaturizzato tecnologia Mosfet;
  • pacco batterie è formato da 40 elementi ni-Cd 1,2 V 40Ah;
  • pannello fotovoltaico composto da 18 moduli monocristallini con potenza massima di 0.6 Kw
  • telaio con struttura a traliccio in tubi di acciaio cromo di piccola sezione saldati ;
  • sospensione posteriore a ponte rigido (traliccio) con elementi elastici di gomma, vincolato trasversalmente con meccanismo di Watt ;
  • sospensione anteriore a forcella rigida;
  • freni posteriori a disco idraulici, quello anteriore a tamburo meccanico;
  • carrozzeria in materiale sintetico composito (vetro-carbonio-epoxy) con il semiguscio inferiore avente funzione portante.

 

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A Roma nel 1990

 

Il nome deriva da una circostanza curiosa: a pochi giorni dal debutto in gara, durante una fase di collaudo, la vettura ha subito un incidente con grave danneggiamento del telaio. Dopo un primo sconforto e la seguente volontà di abbandonare l’impresa, la macchina è stata riparata e modificata per renderne meno critica la guida. Questa entusiastica resurrezione ha ispirato il nome mitologico PHOENIX.

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