Clipper è una proposta di vettura per il mondo e le città di domani: è un monovolume sportivo dall’anima tecnologica e dal cuore ecologico.
Grazie alla versatile piattaforma modulare MQB sviluppata dal Gruppo Volkswagen può ospitare fino a 6 persone, disposte su tre file di due sedili; ha un powertrain elettrico composto da due motori da 110 kW ciascuno, alloggiati uno anterioremente e uno posteriormente, in grado di garantire un’autonomia di 540 km. La trazione è integrale a ruote indipendenti. Le batterie sono collocate nel pavimento, progettato appositamente in modo da garantire la massima protezione contro gli urti accidentali della marcia su strada.
Nel 2014 – racconta Giorgetto Giugiaro – abbiamo voluto concentrare le nostre ricerche stilistiche ed ingegneristiche su un progetto per un’auto volutamente non avveniristica. L’unica concessione esotica, a livello stilistico, è data dai meccanismi di apertura delle portiere, a “farfalla” per quelle anteriori e ad “ali di gabbiano” per quelle posteriori.
Ci siamo focalizzati nell’immaginare una soluzione architettonica che soddisfasse le esigenze di comfort e abitabilità interne, sfruttando anche ai vantaggi della tecnologia che abbiamo a disposizione oggi.
Un esempio è dato dal pavimento piatto, tipico delle vetture elettriche, e dai moduli mobili e modificabili dell’interno, con i comandi e le plance sviluppati secondo la filosofia “touch feeling” che fanno sì che l’abitacolo si adatti alle esigenze di guidatore e passeggeri. Come sempre il nome richiama le caratteristiche del veicolo: il “clipper” era infatti un’imbarcazione, diffusa nella seconda metà del’Ottocento, silenziosa e filante adibita al trasporto di merci preziose come le spezie