Due posti in tandem con il passeggero davanti al pilota, come sugli aeroplani dell’epoca. Bourbeau e Devaux la costuiscono per tre anni, con scocca in legno, “pelle” in lamiera, niente retromarcia e due marce che per essere cambiate richiedono una strana procedura: disinnestato il motore si sposta l’intero assale posteriore per allentare le cinghie e cambiare puleggia. Viene acquistata già nel 1938 da Carlo Biscaretti, per conto del “Comitato Promotore per il Museo Nazionale dell’Automobile in Torino”.