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« Nessuno ha intenzione di costruire un muro. » |
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(15 giugno 1961, Walter Ulbricht capo di Stato della DDR e Segretario del Partito Socialista Unitario della Germania) |
Il 9 novembre del 1989 cade il muro di Berlino: con la riunificazione, la svolta verso la ricca e moderna società capitalista ha creato per molti cittadini della Germania Est scontento e nostalgia, l’abbandono del proprio passato e delle certezze sul futuro.
La caduta del muro di Berlino sancisce ufficialmente il crollo del comunismo e determina un nuovo equilibrio politico mondiale; la riunificazione delle due Germanie viene ratificata ufficialmente un anno dopo, il 3 ottobre del 1990. La Germania Federale “esporta” il proprio sistema di valori e il proprio modello economico nella Germania dell’Est, la DDR, fino ad allora dominata dal socialismo reale. Ma l’acquisita libertà non porta necessariamente con sé un miglioramento delle condizioni di vita per i cittadini dell’ex DDR: la nostalgia per il modello politico e sociale precedente si diffonde in gran parte della popolazione. Questo attaccamento al passato, alle proprie radici prenderà il nome di ostalghia, nostalgia dell’Est, per l’appunto e si infilerà fra le pieghe di un modo di vivere considerato da molti estraneo. “Sarà anche una questione di abitudine ma posso dire che sono stata delusa dal capitalismo, molto delusa” commenta una cittadina della Germania Est. Ma, nel coro, c’è anche chi si dichiara soddisfatto del cambiamento: “Qualcuno adesso torna su certe idee e rivuole il muro ma si dimentica della Stasi.”
Ma come si è palesato questo pervasivo attaccamento al passato? Qualche anno fa il film dal titolo Good Bye Lenin ha aperto uno squarcio e ha mostrato che forse non tutti i cittadini della ex Germania democratica si sono ritrovati contenti nel mondo capitalistico occidentale.
Erano molti, all’Est a essere convinti che il cambiamento, oltre alla libertà, oltre alla fine della dittatura socialista avrebbe portato con sé tutti gli elementi positivi di una società più moderna e avanzata senza perdere peraltro i vantaggi delle condizioni di esistenza precedenti: la sanità pubblica, la sicurezza sociale, l’ordinamento scolastico, il costo della vita molto basso, La protesta finisce per dilagare solo pochi mesi dopo la riunificazione e questa volta il bersaglio è proprio la Germania federale.: protestano gli operai perché la chiusura delle industrie provocata dal libero mercato ha già portato con sé tre milioni di disoccupati, protestano gli inquilini perché la privatizzazione delle case significa un aumento incontrollabile degli affitti e protestano infine tutti i comuni cittadini perché la liberalizzazione dei prezzi ha scatenato una corsa ai rincari dei generi alimentari e di quelli di largo consumo. La DDR, infine, con il suo sistema dittatoriale e di controllo, portava maggior solidarietà, amicizia e amore fra la gente mentre la concorrenza e la competitività recano con sé un maggior isolamento e una maggiore solitudine.
I dati reali sono, come sempre, contraddittori e soggettivi per loro stessa natura. Quel che è certo che a tutt’oggi la Germania rimane un paese diviso in due. Se il muro è caduto, ne rimane un altro, impalpabile e fortissimo, tanto da non poter essere scalfito né dalla politica né dalla storia.
Il Checkpoint Charlie era un noto punto di passaggio sul confine tra i settori, dal 1961 nel Muro di Berlino. In funzione dal 1945 al 1990, collegava il settore di occupazione sovietico con quello americano. Era situato sulla Friedrichstrasse, all’altezza dell’incrocio con Zimmerstraße. Vi era ammesso il passaggio solo di militari delle forze alleate, di diplomatici e di cittadini stranieri. Dopo la riunificazione il punto di controllo venne abbattuto; la baracca di guardia originale oggi si trova nell’Alliertenmuseum; il 13 agosto 2000 ne venne inaugurata una ricostruzione fedele, divenuta in breve tempo di grande richiamo turistico.
Il Museo del Muro fin dallo stesso inverno 1961/62 si trova a pochi metri dal Checkpoint.
Presso il Checkpoint Charlie ebbero luogo alcune fughe molto spettacolari dalla DDR. Nei pressi, il 17 agosto 1962, fu colpito e lasciato morire dissanguato il diciottenne Peter Fechter, nel suo tentativo di fuga da Berlino Est; direttamente al Checkpoint venne ucciso nel 1974 il giovane poliziotto Burkhard Niering.
La definizione di Checkpoint Charlie deriva dall’alfabeto fonetico NATO. Checkpoint Alpha era il valico autostradale di Helmstedt (fra le due Germanie), Checkpoint Bravo il valico di Dreilinden (fra Berlino Ovest e la Germania Est).
Il Muro di Berlino (in tedesco: Berliner Mauer), il cui nome ufficiale era Barriera di protezione antifascista (in tedesco: antifaschistischer Schutzwall, termine coniato nel 1961 da Horst Sindermann, era una barriera in cemento alta circa tre metri che separava Berlino Est, capitale della Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est), da Berlino Ovest, enclave della Repubblica Federale di Germania (Germania Ovest) circondata dal territorio della Repubblica Democratica Tedesca. È considerato il simbolo della Cortina di Ferro, linea di confine europea tra la zona d’influenza statunitense e quella sovietica durante la guerra fredda.
Eretto dal governo comunista della Germania Est, divise in due la città di Berlino per 28 anni, dalla sua costruzione (iniziata il 13 agosto del 1961) fino al suo crollo, avvenuto il 9 novembre 1989, a causa della sua inutilità, dopo lo smantellamento della cortina di ferro da parte dell’Ungheria (23 agosto 1989) e del successivo esodo (attraverso il paese danubiano) dei tedeschi dall’Est a partire dall’11 settembre dello stesso anno.
Durante questi anni, in accordo con i dati ufficiali, furono uccise dai Vopos, le guardie della DDR, almeno 133 persone mentre cercavano di superare il muro verso Berlino Ovest. Comunque alcuni studiosi sostengono che furono più di 200 le persone uccise mentre cercavano di raggiungere Berlino Ovest o catturate ed in seguito giustiziate.
Il 9 novembre 1989, dopo diverse settimane di disordini pubblici, il Governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio una moltitudine di cittadini dell’Est si arrampicò sul muro e lo superò, per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall’altro lato in un’atmosfera festosa. Durante le settimane successive piccole parti del muro furono portate via dalla folla e dai cercatori di souvenir; in seguito fu usato dell’equipaggiamento industriale per rimuovere quasi tutto quello che era rimasto.Tutt’oggi c’è un grande commercio dei piccoli frammenti, il prezzo può variare a seconda della grandezza di questi.
La caduta del muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione tedesca che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.