Nel 1882 il Conte Alberto De Dion si associa con il meccanico Georges Bouton per la costruzione di veicoli a vapore. Nel 1889 i due soci iniziano la progettazione di motori a combustione interna di piccola potenza, e nel 1893 brevettano un nuovo sistema, tutt’ora valido, di trasmissione cardanica, chiamato “ponte posteriore De Dion”. Nel 1900, De Dion-Bouton è il maggiore fabbricante d’automobili del mondo. Nel 1910 inizia la lunga serie di modelli a 8 cilindri a V, che avranno notevole successo. Nel dopoguerra però l‘azienda non riesce a mantenere lo stesso livello innovativo dei suoi anni migliori, e il mercato la punisce. La De Dion Bouton non regge la crisi economica del 1929 e nel 1933 chiude definitivamente i battenti.

Nel 1882 il Conte Alberto De Dion crea, con il meccanico Georges Bouton e il cognato di quest’ultimo Charles Trepardoux, una società allo scopo di progettare e costruire veicoli a vapore. La ragione sociale è in un primo tempo Trepardoux & Cie, più tardi si trasforma in De Dion Bouton & Trepardoux, con sede a Parigi.
Nel 1883 inizia la produzione dei veicoli. Il primo è un quadriciclo a ruote anteriori indipendenti (sistema Bollée) ciascuna azionata da un motore, trasmissione a cinghia, ruote posteriori direttrici. Un veicolo perfezionato, La Marquise, viene fabbricato nel 1884 con trazione anteriore, ruote posteriori sterzanti e posti per quattro persone. Sempre nel 1884 l’officina si trasferisce nei più ampi locali di Rue des Pavillons a Puteaux.

Nel 1889 De Dion e Bouton iniziano esperimenti nel campo del motore a scoppio, nonostante l’ostilità di Trepardoux, vaporista convinto. A settembre dello stesso anno è presentato il primo brevetto di motore a scoppio. Si tratta di un propulsore stellare a 4 cilindri; è seguito da un secondo esemplare sempre a stella ma a 8 cilindri.

Di importanza cruciale è il brevetto del 20 marzo 1893 per un nuovo sistema di trasmissione cardanico, sistema tuttora valido e universalmente conosciuto sotto la denominazione di “ponte posteriore De Dion”.
Nel 1900, De Dion-Bouton è il maggiore fabbricante d’automobili del mondo. Quell’anno produce 400 auto e 3200 motori. La società presto inizia a produrre motori e concessioni per altre compagnie automobilistiche: si stima che siano state 150. Una filiale De Dion viene aperta anche a Brooklyn, New York, nel 1900.
Modelli multi-cilindro si aggiungono nel 1903 con il due cilindri 1728 cc Tipo S, seguito nel 1904 dal quattro cilindri 2545 cc Tipo AD. I modelli De Dion Bouotn acquistano via via un aspetto più convenzionale, col radiatore posto sul davanti del motore e la frizione non più a leva bensì a pedale. La società è anche la prima a fabbricare in serie un motore V8 da 35 CV da sei litri tipo CJ nel 1910 e un tre litri e mezzo tipo CN l’anno dopo.

Nel 1907 le officine di Puteaux coprono una superficie di 50.000 mq con un organico di 3000 dipendenti. La produzione si indirizza verso modelli di lusso e di grandi dimensioni, e la gamma si fa sempre più completa, comprendendo vetture con potenze variabili da 6 a 35 CV e motori da 2 a 8 cilindri.

Forse però è proprio questo a causare l’inizio della fine. Nonostante le affermazioni sportive, il gran numero di modelli in catalogo e la notevole diffusione dei modelli 8V, la De Dion Bouton inizia fin dal 1912 la parabola discendente della sua popolarità. Lo spirito innovativo e pionieristico che ha creato la fama della casa viene gradualmente meno con l’introduzione dei modelli di lusso.

Interni stabilimento
Durante la I guerra mondiale la fabbrica, come la maggior parte delle fabbriche automobilistiche dell’epoca, limita la sua produzione alle forniture militari.
Alla fine del conflitto riprende la produzione di autovetture, ma a ritmo ridotto, riproponendo sostanzialmente i modelli anteguerra, che incontrano scarso favore da parte del pubblico. Nel 1927, la fabbrica è riorganizzata, nell’estremo tentativo di risollevarne le sorti, e si mette sul mercato una nuova vettura con motore ad otto cilindri in linea, di due litri e mezzo di cilindrata. Ma il mercato è ormai orientato verso modelli economici e di impiego utilitaristico. Nel campo delle vetture di lusso, invece, la concorrenza diventa insostenibile per la marca francese, schiacciata da altre aziende come la Hispano Suiza o la Voisin. Cessa definitivamente la sua attività nel 1933.