Storia della Florentia

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Fondata a Firenze nel 1901 come F.T.A. – Fabbrica Toscana di Automobili – per la costruzione di vetturette con motore Bouchet, si trasforma nel 1903 in Florentia, con capitale di 500.000 lire. Nel 1905 assume la licenza di fabbricazione delle vetture francesi Rochet-Schneider e nel 1906 decide ciò che probabilmente è la causa della sua fine: l’acquisizione dei cantieri SVAN di Venezia. Il settore motonautico, su cui la Casa aveva puntato fin dall’inizio,  non dà i frutti sperati, compromette la stessa produzione automobilistica e nel 1910 porta l’azienda in liquidazione. Esiste solo più un modello di questa Casa, l’esemplare esposto al MAUTO.

 

 

 

marchio

 

 

La Florentia è una delle marche d’automobili più antiche d’Italia, tanto da essere già citata dalla rivista “L’Automobile” del 1901: “La Fabbrica Toscana di Automobili di Firenze sta ultimando un ottimo tipo di vetturella leggera “Florentia”, con un nuovo sistema di raffreddamento a ventilatore. Questo sistema analogo a quello della Mercedes ha l’incomparabile vantaggio di assicurare il perfetto e continuo raffreddamento con una quantità minima di acqua (8 o 9 litri) che serve per oltre 500 km di viaggio”.

 

 

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Dal giorno della sua fondazione al momento della sua dissoluzione, collocabile tra il 1909 e il 1913, soltanto le scarne notizie dei vari Consigli di Amministrazione ci raccontano qualcosa di questa marca a cui, nel 1906, la Regina Margherita di Savoia aveva concesso l’onore di fregiarsi delle insegne reali. Si trattava di un riconoscimento di non poco conto, che andava ad aggiungersi al fatto che una Florentia faceva parte del garage reale, insieme all’Itala, alla Rapid, alla Fiat e a poche altre.

 

regina

 

Del Consiglio di Amministrazione facevano parte i più bei nomi dell’aristocrazia e dell’alta borghesia toscana; tra questi Giuseppe Alberti, a cui era stata conferita la rappresentanza esclusiva della vendita.

 

alberti

 

Fu lui nel 1903 a sostenere interamente i costi di una campagna pubblicitaria sulle riviste del settore dove, oltre alle “Automobili Fiat, De Dion, Aigle ecc. nuove e d’occasione”, presentava le “Automobili Florentia a 2 cilindri 10 HP” descrivendone le caratteristiche principali (“Tonneau smontabile, 4 posti, 3 velocità e marcia indietro, velocità massima 55 km all’ora; superano qualunque salita”). Il motore  era un due cilindri anteriori monoblocco, per una cilindrata di 1400 cc, e una potenza di 10 CV nominali e di 16 effettivi. Una vettura di questo genere, unico esemplare Florentia di cui si conosca l’esistenza, è esposto al MAUTO. Era offerta in vendita anche una versione di potenza doppia, risultante dall’accoppiamento in linea di due di questi motori.

 

 

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Gli affari si incamminano bene. Il 6 febbraio del 1904 apre i battenti l’Esposizione di Automobili a Torino, e la Florentia espone, con il massimo risalto, una vettura da corsa di 20 HP, dalla carrozzeria speciale, bassa e allungata, garanzia di forti velocità. Erano anche presenti i modelli a due e a quattro cilindri, insieme ad una vettura Rochet Schneider. Vi era infatti una grande novità, annunciata proprio in quei giorni: l’acquisto della licenza di fabbricazione delle vetture francesi Rochet –Schneider.

 

 

rochet

 

 

Anche negli anni 1905-1906 la marca partecipa con successo ai Saloni di Torino, di Milano e di Parigi, in modo da presentare l’intera produzione della marca, consistente in tre modelli: il 16 HP, con chassis normale; il 16 HP con chassis allungato; il 35 HP con chassis allungato. Tutti i motori sono a quattro cilindri, accoppiati a due a due nel 16 HP e separati nel 35 HP; i telai sono in acciaio stampato, con ruote montate su cuscinetti a sfere; il raffreddamento avviene per mezzo di un radiatore a nido d’ape; i freni sono tre sul 16 HP (a pedale sul differenziale; tramite leva a mano su ciascuna delle ruote posteriori), e quattro sul 35 HP (due a pedale sul differenziale, e due sulle ruote posteriori a ganasce di bronzo).

 

 

 

35 hp

 

 

La casa fiorentina si amplia e si rafforza. Si era infatti deciso di impiantare una Succursale ed Agenzia di Vendita a Milano: per avere una prestigiosa vetrina di vendita in più, avendo raddoppiato l’estensione degli stabilimenti, che ora coprivano una superficie di circa 7.000 metri quadrati nell’originaria sede di Viale in Curva 15 a Firenze. Ora le officine della Florentia, dirette da un nuovo direttore tecnico, l’ingegnere francese Airault, proveniente dagli stabilimenti Bouchet di Parigi, erano in grado di produrre uno chassis al giorno. La Florentia era anche divenuta una costruttrice navale: era stato acquistato, nel porto militare della Spezia, un cantiere di notevoli dimensioni per la costruzione di “canotti e battelli automobili”, denominati, senza molta fantasia “Florentia I” e “Florentia II”, a cui seguirono, per l’esposizione di Parigi, le versioni aggiornate III e IV, con motori da 100 HP.

 

 

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Lo stand della marca italiana al Salone di Parigi risultò infatti uno dei più belli. Un arco sorretto da quattro colonne recava la scritta “Voitures Canots Florentia”, sormontata da un enorme giglio, simbolo della casa, circondato dall’alloro, e nel mezzo, tra drappeggi e piante verdi, la novità per il 1906, la vettura 18-24 HP. Si trattava del degno coronamento di un anno che era stato prodigo di risultati e riconoscimenti per la marca del giglio: per esempio la partecipazione con le 16 CV alle Grandi Manovre Militari dell’Esercito Italiano in Campania, o la vittoria riportata poco prima dell’apertura del Salone di Parigi nella prova delle vetture da città, organizzata dall’Automobile Club di Francia.

 

 

stand

 

 

E’ dal 1907, però, che le notizie cominciano a diventare scarse. Viene abbandonata la costruzione su licenza Rochet Schneider, forse per concentrarsi maggiormente sulla produzione motonautica. Il 22 marzo 1908 l’Assemblea Generale delibera una drastica riduzione di capitale.

 

Solo l’autorevole periodico parigino “La Vie Automobile” dell’agosto 1908, riporta una notizia sulla marca fiorentina, riguardo l’adozione di una nuova sospensione elastica. Tale sospensione prevedeva l’uso di ruote a gomme piene, cioè senza pneumatici, e rappresentava una sorta di variante della “ruota elastica”. Questo nuovo sistema fu montato su una Florentia da 60 HP e sperimentato lungo le strade di un lunghissimo itinerario che, partendo da Roma, toccò Milano, Torino, Lione, Parigi, Bruxelles, Berlino, Vienna, per poi tornare a Roma via Milano.

 

Però la marca sparisce dai Saloni, e sul mercato non viene presentato né per il 1908 né per il 1909 alcun nuovo modello. La stampa a partire dal 1909 non fornisce più notizie sulla ditta, che sembra svaporare a poco a poco. Un’Assemblea straordinaria del 16 luglio 1910 delibera di porre in liquidazione la Società.

 

Consola poco la consapevolezza che la crisi aveva le sue radici anche e soprattutto in una situazione economica generale tutt’altro che brillante. Già i primi segni di una crisi borsistica si colsero nei primi mesi del 1907; a luglio, i titoli automobilistici persero il 25% del loro valore in un mese. Il crollo in Borsa fece volatilizzare  molte fortune, costrinse alla svendita molte grandi proprietà terriere, ed ebbe pesanti contraccolpi sull’occupazione. Presto cominciarono i primi fallimenti, soprattutto cominciarono a chiudersi le aziende a capitale straniero. La Florentia, presumibilmente, fu travolta da questo andamento borsistico catastrofico, e con lei altre decine di aziende automobilistiche di tutta Italia. Alla società fiorentina, comunque, restò la consolazione di aver evitato la vergogna del fallimento, tanto da continuare a pagare dividendi fino al 25 marzo 1914.

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