Storia OM

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Italia
percorso
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La prima vettura a portare il marchio OM (contrazione di Officine Meccaniche) é la S305, lanciata a metà 1918; ma è ancora un progetto della Zust, casa bresciana appena acquistata da OM.

 

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La successiva 465 è invece una vettura concettualmente nuova e dotata di un motore dal quale deriveranno le 4 cilindri della Casa. Con questo modello si inaugura anche l’uso di comporre i nomi delle vetture aggiungendo al numero dei cilindri il valore del rispettivo alesaggio.

Nel 1921 debutta la 467 Sport, dotata di un motore di 1.410 cc che le consente una velocità massima di 95 km/h.

 

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Nello stesso 1921 viene lanciata anche la 469, che rimane in produzione fino al 1934, dando vita a versioni diverse per cilindrata e dimensioni e affermandosi come il modello OM più longevo in assoluto.

 

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OM 469 versione berlina

 

Due anni più tardi esordisce la vettura sicuramente più rappresentativa dell’intera produzione OM, anch’essa destinata a rimanere in listino fino al 1934, una sei cilindri di 45 CV di potenza: la 665. Denominata anche Superba, la 665 è un’automobile prettamente sportiva che viene interpretata dai più abili maestri carrozzieri, ottenendo vetture di rara eleganza. Non sono poche le soddisfazioni che il modello procura alla Casa, aggiudicandosi tra l’altro nel 1927 i primi tre posti alla prima edizione della Mille Miglia, ma anche la Coppa delle Alpi nel 1923 e nel 1924, il circuito del Mugello e la Coppa delle Tre Venezie nel 1924 e innumerevoli altre gare.

Nel 1926 la OM tenta la carta di una vettura destinata esclusivamente alle competizioni. Nasce la 8C Grand Prix, dotata di un potente motore sovralimentato di 1.496 cc che sviluppa 120 CV a 6000 giri/min. Il suo esordio al Gran Premio di Germania dello stesso anno si conclude però con il ritiro. Al Salone dell’Automobile di Milano del 1928 viene presentato un nuovo autotelaio, dotato di un otto cilindri di circa 3 litri, che rimane allo stadio di prototipo malgrado il grande favore con cui viene accolto.

 

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Nello stesso anno, sull’onda del successo riscosso in tutto il mondo, viene decisa la scissione dell’azienda: Società Anonima OM di Milano si concentra nella costruzione di motori per treni e altro materiale ferroviario, mentre OM Fabbrica bresciana di Automobili si dedica solo alla produzione di auto e, dal 1925, anche di veicoli commerciali.

 

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A partire dal 1933, anno in cui OM viene assorbita dalla Fiat, la produzione automobilistica viene via via ridotta. I primi modelli a uscire dal listino sono quelli a 6 cilindri. Nel 1934 fa ancora in tempo ad essere presentato un prototipo, la OMV Alcyone, che monta un motore a 6 cilindri di 2130 cc, con valvole di aspirazione in testa e valvole di scarico laterali. Ma è il canto del cigno, e nel 1937 la produzione cessa del tutto. Da questo momento OM diventa un marchio dedito solo alla produzione di veicoli commerciali.

 

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