È la “fidanzata d’Italia”: moderna, veloce, filante, figlia della grande scuola sportiva Alfa Romeo e della matita di Franco Scaglione, che per Bertone affina un’idea nata fra i carrozzieri del Portello. Per la concorrenza è inarrivabile e per la Casa milanese è la definitiva trasformazione in grande industria automobilistica. Con il suo “bialbero” in lega leggera, l’impostazione meccanica e l’inconfondibile comportamento stradale, sarà la capostipite di una nuova generazione. Al Museo viene donata, insieme ad un mascherone in legno, proprio da Nuccio Bertone.