Il debutto in campo automobilistico della Iso, fondata a Bresso da Renzo Rivolta nel 1939, avvenne nel 1953 con la rivoluzionaria Isetta, una utilitaria di ridotte dimensioni e dalle forme originali, mossa da un motore motociclistico di appena 200 CV. Il modello successivo uscì molti anni dopo, nel 1962, ed era un elegante e lussuoso coupé carrozzato da Bertone, la Iso Rivolta GT 300. A quel primo modello fecero seguito altri modelli di lusso come la Fidia, la Grifo, la Lele, tutti dotati di grossi motori Chevrolet. A firmare queste vetture furono personaggi di spicco come Giorgetto Giugiaro, Giotto Bizzarrini, Marcello Gandini. Purtroppo l’azienda, trasformatasi nel 1973 in Iso Motors Company con l’ingresso di un socio americano, dovette chiudere nel 1975.
La storia della Iso ha inizio nel 1939 quando Renzo Rivolta fonda alla periferia di Genova una società, denominata Isothermos, che nel 1941 trasferisce a Bresso, in provincia di Milano, e dal 1948 converte alla produzione di motociclette e scooter con motori a due tempi. Nel 1953 nasce la Iso Automotoveicoli spa, che entra nella produzione di autovetture con la Isetta, un’originale e minuscola autovettura da città dotata di motore di 200 cc, che viene costruita in Italia fino al 1955, quindi concessa in licenza in vari paesi europei e in Brasile.
Nel 1962 la Iso si orienta verso un prodotto completamente diverso rispetto alla piccola Isetta, ossia una granturismo di lusso, la Iso Rivolta GT300, una coupé a 4 posti costruita da Bertone su disegno di Giugiaro e dotata di un motore a 8 cilindri a V di 5,3 litri di cilindrata, con 300 CV di potenza: lo stesso della Chevrolet Corvette. Malgrado sia lunga 4,75 m e pesi ben 1750 kg, la GT300 riesce a raggiungere la velocità di 220 km/h. Ne viene anche allestita una versione da 340 CV, la GT340, che raggiunge i 252 km/h. Ambedue le vetture riscuotono un buon successo di vendita e vengono particolarmente apprezzate negli USA.
AL Salone di Torino del 1963 è la volta di due prototipi dalla linea molto sportiva, costruiti da Bertone su progetto tecnico dell’ing. Giotto Bizzarrini, dotati di motore Chevrolet da 405 CV e capaci di velocità prossime ai 300 km/h. Si tratta della Grifo A3L (L sta per lusso) disegnata da Giugiaro, e della Grifo A3C (C sta per competizione). Quest’ultima viene poi prodotta in serie, con il nome di 5300 GT Strada, dallo stesso Bizzarrini che nel 1965 lascia la Iso per mettersi in proprio.
Nello stesso 1965 la piccola casa di Bresso inizia a produrre l’evoluzione della Grifo A3L, la Grifo L365, dotata di motore depotenziato a 365 CV ma pur sempre in grado di raggiungere i 260 km/h (una Grifo L300 con motore da 300 CV rimane solo brevemente in produzione). Nel 1971, dopo una ristilizzazione di Marcello Gandini, la Grifo L365 sarà dotata di un motore da 5 litri e di una nuova denominazione, Grifo IR8 (IR9 per una versione con motore da 7 litri).
Nel 1973 l’azienda prenderà il nome di Iso Motors Co. e riceverà capitali freschi da un finanziatore statunitense per sviluppare una vettura da F1. L’impresa durerà appena due anni, fino al 1975, quando cesserà qualsiasi produzione automobilistica a marchio Iso.