Storia della Isotta Fraschini

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Automobili prestigiose celebrate nel mondo, motori marini e d’aviazione che hanno permesso imprese eroiche, record sportivi, progettisti geniali sono gli ingredienti della storia di questa gloriosa marca automobilistica italiana di lusso, fondata a Milano nel 1900 da Cesare Isotta insieme ai fratelli Vincenzo, Oreste e Antonio Fraschini.


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Vincenzo Fraschini

 

Ma è una storia che ha conosciuto anche errori tecnici, dissesti finanziari, avidità ed imprevidenza di alcuni personaggi di primo piano, fino ad arrivare al secondo dopoguerra, che ha visto l’Isotta Fraschini, priva di commesse nel settore aeronautico, non riuscire più a sollevarsi dalle conseguenze di una guerra perduta. Oggi l’Isotta Fraschini è un marchio della Finmeccanica.


L’azienda è fondata a Milano nel 1900 da Cesare Isotta in società con i fratelli Vincenzo, Oreste e Antonio Fraschini. Inizialmente vendono automobili Renault su cui sono installati motori De Dion; del 1902 è la prima vettura Isotta Fraschini, con motore Aster, affiancata da una due litri e da un’altra vetturetta con motore De Dion. Nel 1903, infine, la prima Isotta con motore proprio.

 

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Pubblicità del 1903

 

 

Nel 1905 diventa direttore tecnico Giustino Cattaneo, che rimarrà alla Isotta per quasi trent’anni.

 

 

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Giustino Cattaneo all’interno della fabbrica

 

 

La sua impronta progettuale è immediatamente riconoscibile. Uno dei suoi primi progetti è la Tipo D da corsa, di ben 17 litri. Nel 1910 brevetta per primo al mondo un sistema di freni che agisce sulle ruote anteriori, anziché su quelle posteriori; si diffonderà largamente. Cominciano anche ad arrivare i primi risultati sportivi: nel 1908 trionfano alla Targa Florio i piloti Trucco e Maserati (si tratta di Alfieri, uno dei cinque fratelli fondatori dell’omonima casa).

 

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La squadra Isotta Fraschini alla Targa Florio del 1907

 

 

Del 1908 sono anche due vetture di successo: la FE, vettura leggera con motore monoblocco tecnicamente avanzato, e la TM, l’ultimo modello con albero a camme in testa.

 

Nel 1911 l’azienda comincia a produrre motori per aerei e dirigibili, avviando un settore di produzione che si rivelerà tutt’altro che secondario nella sua storia e porterà ad un importante contributo agli armamenti resi necessari dallo scoppio della Grande Guerra. Negli anni della prima guerra mondiale, inoltre, prende rilievo anche la produzione di camion e relativi rimorchi, utilizzati soprattutto per il trasporto delle truppe.

 

La riconversione produttiva imposta dal ristabilirsi della pace portò ad una grave crisi all’interno dell’azienda, soprattutto a causa del ritardato o mancato pagamento delle forniture belliche da parte dello Stato. Diventa così inevitabile allargare la proprietà a nuovi soggetti. La nuova dirigenza aziendale preme perché sia messa sul mercato una vettura di alto livello, capace di imporsi anche ad una clientela internazionale ed elitaria. Nasce così la Tipo 8, capolavoro di Cattaneo, prima automobile dotata di un motore a otto cilindri costruito in serie. Rimane in produzione fino al 1932, espressione di perfezione e di massima eleganza immaginabile. Il solo telaio può anche costare 150.000 lire, dieci volte tanto quello di una automobile normale; ma la 8 non è normale. E’ l’auto dei divi di Hollywood, del jet-set, della vita dorata dello star-system.

 

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Ma le vicende interne dell’azienda sono tutt’altro che tranquille. La morte di Oreste Fraschini porta al ritiro dei suoi fratelli e di Isotta; diviene presidente uno dei nuovi soci, conte Mazzotti, e Cattaneo l’amministratore delegato. Il settore trainante è quello aeronautico, grazie ai motori ASSO, che diventano celebri grazie alle imprese di Italo Balbo.

 

 

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Un motore aeronautico ASSO 750

 

 

La crisi di Wall Street (1929) però scombussola molto l’andamento fino a quel momento positivo delle vendite, perché colpisce soprattutto il mercato americano che per la Isotta è il più importante (quello interno, per vetture come l’Isotta Fraschini, quasi non esisteva). Il capitale sociale è svalutato (1932) e nel 1933 entra in azienda l’ingegner Giovanni Caproni, che decide di cessare la produzione delle 8 e aumentare quella dei motori diesel costruiti su licenza MAN. Anche Cattaneo se n’è andato (1933) ed è sostituito da Merosi. Nel 1935 la proprietà passa nelle mani di Caproni e del suo gruppo industriale. Aumenta sempre più importanza la produzione di autocarri e motori per aeroplani, che diventa esclusiva durante la seconda guerra mondiale. Nel secondo dopoguerra, è l’ingegnere Fabio Luigi Rapi, disegnatore di automobili e progettista, che assume l’incarico di progettare una nuova vettura. Collabora per la parte meccanica Aurelio Lampredi, appena uscito da Ferrari per contrasti con l’ingegner Colombo e destinato a rientrare a Maranello all’inizoi del 1948. Nel breve periodo che trascorre in Isotta Fraschini, Lampredi disegna l’otto cilindri della 8C Monterosa, il nuovo ambizioso progetto automobilistico della casa.

 

Purtroppo è un progetto concepito nel momento peggiore della Casa: le commesse aeronautiche sono inesistenti nonostante una gran quantità di motori già prodotti e la mancanza di nuovi finanziamenti blocca la produzione della nuova vettura. Nel 1949 viene decisa la liquidazione, anche se un tentativo di salvataggio in extremis la incorpora nelle partecipazioni statali. Oggi  la Isotta Fraschini Motori spa è una società della Fincantieri, ha sede a Bari, ed è specializzata nella produzione di motori diesel per uso marino, industriale e di trazione ferroviaria.

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