Storia della Scat

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Sigla della Società Ceirano Automobili Torino, azienda fondata nel 1906 a Torino, da Giovanni Ceirano che aveva da poco lasciato la Junior. Fu azienda inventiva e dinamica, molte le innovazioni brevettate in anticipo rispetto alla concorrenza, come la messa in moto automatica ad aria compressa  e le ruote smontabili in acciaio. Soffrì anch’essa del pesante clima economico all’indomani del primo conflitto mondiale e nel 1925 il suo capitale venne reintegrato grazie all’apporto del Ceirano, che ne era uscito anni prima. Di quel periodo la 150, di linea ispirata alla Lancia Lambda. Nel 1929 però l’adesione al Conortium Fiat, organismo nato per l’esclusiva produzione di veicoli industriali, troncò la produzione automobilistica. Nel 1932 fu assorbita dalla Spa.

 

Giovanni Ceirano, dopo aver fondato nel 1904 la Giovanni Ceirano Junior, lascia successivamente questa azienda per costituire il 26 luglio 1906 la S.C.A.T. – Società Ceirano Automobili Torino – di cui assume l’incarico di Amministratore Delegato. Lo stabilimento sorge in via Madama Cristina angolo corso Raffaello.

 

Le buone attrezzature tecniche e la florida situazione finanziaria permettono alla Società di superare senza gravi inconvenienti la crisi del 1907, tanto che nello stesso anno il capitale iniziale di 600.000 lire è aumentato a 700.000. Alla fine del primo esercizio sono uscite dalla Fabbrica un centinaio di vetture. Si tratta di modelli a quattro cilindri e 12 e 16 HP costruiti fino al 1909, per un totale complessivo di quasi 500 unità. Caratteristica di rilievo la trasmissione cardanica, che continuerà poi ad essere presente su tutta la produzione Scat.

 

A partire dal 1910 le caratteristiche tecniche si diversificano maggiormente. Ai modelli base si affiancano altri di maggiore cilindrata e sono preparate anche versioni con prestazioni eminentemente sportive. La Casa si aggiudica le edizioni 1911 e 1912 della Targa Florio, piloti rispettivamente Ernesto Ceirano (figlio di Giovanni) e Snipe. Lo stesso Ernesto, sempre su SCAT, vincerà poi nuovamente la Targa Florio 1914 e la Parma – Poggio di Berceto. Dal 1912 al 1915 è anche in produzione un tipo corsa, denominato 60/75 HP, con valvole in testa e asse a camme in testa, che non consegue affermazioni di particolare rilievo, salvo il secondo posto alla Coppa Florio del 1914.

 

In quest’ultimo anno intanto lo stabilimento, risultando oramai insufficienti i locali in via Madama Cristina, è trasferito in corso Francia angolo corso Lecce e dà lavoro a 600 dipendenti. L’anno successivo, con l’entrata in guerra dell’Italia, inizia la produzione di veicoli industriali per impieghi bellici e si intraprendono anche gli studi per la costruzione di motori d’aviazione su licenza Hispano Suiza.

 

La circostanza non è fortuita, poiché nel 1917 Giovanni Ceirano cede il suo pacchetto azionario, e quindi praticamente la conduzione della Società, ad un Gruppo finanziario francese licenziatario dei motori Hispano. Come conseguenza, la produzione automobilistica cessa completamente, ma riprenderà a guerra terminata, quando subentrerà la Banca Nazionale di Sconto come principale azionista. Nel 1918 Giovanni Ceirano lascia la SCAT per fondare nel 1919, insieme al figlio Ernesto, la Giovanni Ceirano che entra in concorrenza con la stessa SCAT, avvantaggiandosi inoltre del fatto che la clientela dimostra di preferire le sue vetture.

 

Successivamente Ceirano riesce a disporre della maggioranza delle azioni SCAT, ciò che gli permette di mirare alla fusione delle due Società. Questo si verifica nell’agosto 1923 e nel dicembre dello stesso anno la Ceirano è posta in liquidazione cedendo il proprio marchio alla SCAT, la cui assemblea sanziona poi questo provvedimento il 30 marzo 1925. Le vetture escono quindi sotto la denominazione SCAT – Marca Ceirano ma vengono più semplicemente chiamate con quest’ultimo nome. Compare il modello 150, denominato Ceiranina, con carrozzeria disegnata da Candido Viberti. Il crollo delle esportazioni, verificatosi nel 1929, rende difficile la vita alla Società tanto da indurla ad aderire al Consortium Fiat per la produzione di veicoli industriali rinunciando a continuare la costruzione delle vetture. La Fiat diviene il principale azionista e, dopo l’uscita di Giovanni Ceirano, avvenuta nel 1931, delibera nel 1932 la messa in liquidazione della SCAT, che è poi assorbita dalla SPA.

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