HOT PANDA

1/10/2025 –  19/10/2025

In concomitanza dell’opening della mostra ispirata a RITORNO AL FUTURO e all’iconica DeLorean disegnata da Giorgetto Giugiaro, il Museo Nazionale dell’Automobile presenta Hot Panda, il progetto che il fotografo Bin Jia ha dedicato a un altro capolavoro progettato dal designer piemontese, la Panda.

In questo lavoro del fotografo cinese Bin Jia, la Panda si trasforma da automobile simbolo dell’idea stessa di utilitaria in una macchina per vedere. Il soggetto di questo sguardo è l’Italia contemporanea. Immancabilmente collocate al centro dell’inquadratura, secondo un principio rigoroso e ripetitivo che rimanda alla produzione in serie, le vetture riprese da Bin Jia non lasciano emergere solo le innumerevoli varianti di modello e colore realizzate nel corso del tempo, ma anche (soprattutto) l’ambiente urbano e naturale che le circonda, le strade, le architetture, le città. La Panda è un cannocchiale. Ma anche una macchina del tempo: le sue forme spigolose si scontrano con i segni della più recente attualità disseminati nel paesaggio, innescando una sorta di paradosso temporale. Fiat Panda = DeLorean DMC-12. 

Hot Panda è un elogio alla lentezza, al lavoro, alla semplicità (la Panda è un’icona di tutto questo) in un momento di fondamentale cambiamento per gli attori principali di questo progetto. Si stanno trasformando le automobili, seguendo le nuove sfide della mobilità, le urgenze ecologiche, i nuovi modelli urbanistici, l’evoluzione tecnologica, la disponibilità di materiali e componenti, la geopolitica. Ma allo stesso tempo si sta modificando radicalmente anche la fotografia, sempre meno attraversata da quel surplus di oggettività che ne aveva decretato il successo prima dell’avvento del digitale e dell’IA. Hot Panda è un nuovo viaggio in Italia. Nell’originale, d’altra parte, Goethe aveva scritto: “Lo scopo di questo mio magnifico viaggio non è quello d’illudermi, bensì di conoscere me stesso nel rapporto con gli oggetti”.

(Francesco Zanot)

Ritorno al Futuro

Protagonista della prima parte di esposizione è l’iconica DeLoreanDMC-12 del 1981 disegnata da Giorgietto Giugiaro, corredata da figurini e lucidi – provenienti dall’Archivio Italdesign – selezionati per raccontare il processo il creativo dietro alla vettura che ha segnato la storia di cinema e del design. La vettura – caratterizzata da superfici piane, spigoli vivi, carrozzeria in acciaio inossidabile non verniciato e spettacolari porte ad ali di gabbiano – incarna la visione di una vettura sportiva futuribile, diventata l’espressione estetica di un’epoca, cui continuano a fare riferimento i car designer di oggi per la sua modernità senza tempo.

Oltre alla automobile e ai suoi disegni, la mostra omaggia il capolavoro pop con una serie di oggetti di scena originali dalla lavorazione del film, provenienti dalla collezione straordinaria di Bill e Patrick: il tastierino numerico TRW e l’interruttore dei circuiti temporali, entrambi appartenenti alla “Macchina del tempo”.

Prototipi di tempo

Nella seconda parte, sono esposte dodici opere della serie Suspended dell’artista Anri Sala, tra le voci più rilevanti del panorama contemporaneo. Presentate per la prima volta insieme in una sede museale, le opere – dodici come il numero di ore del quadrante di un orologio – offrono una potente riflessione sulla sospensione e fluidità del tempo: disegni digitali di straordinaria bellezza che riflettono sulla relazione tra eidos e cronos, tra tempo e spazio, tra il visibile e l’impalpabile passaggio delle ore e dei minuti, la sola cosa che – pur non dando prova certa di esistenza, aldilà della misura matematica – lascia tracce indelebili sulle nostre vite.

Hot Panda

1 ottobre – 26 ottobre 2025

In concomitanza dell’opening della mostra ispirata a RITORNO AL FUTURO e all’iconica DeLorean disegnata da Giorgetto Giugiaro, il Museo Nazionale dell’Automobile presenta Hot Panda, il progetto che il fotografo Bin Jia ha dedicato a un altro capolavoro progettato dal designer piemontese, la Panda.

“In questo lavoro del fotografo cinese Bin Jia, la Panda si trasforma da automobile simbolo dell’idea stessa di utilitaria in una macchina per vedere. Il soggetto di questo sguardo è l’Italia contemporanea. Immancabilmente collocate al centro dell’inquadratura, secondo un principio rigoroso e ripetitivo che rimanda alla produzione in serie, le vetture riprese da Bin Jia non lasciano emergere solo le innumerevoli varianti di modello e colore realizzate nel corso del tempo, ma anche (soprattutto) l’ambiente urbano e naturale che le circonda, le strade, le architetture, le città. La Panda è un cannocchiale

Ma anche una macchina del tempo: le sue forme spigolose si scontrano con i segni della più recente attualità disseminati nel paesaggio, innescando una sorta di paradosso temporale. Fiat Panda = DeLorean DMC-12. Hot Panda è un elogio alla lentezza, al lavoro, alla semplicità (la Panda è un’icona di tutto questo) in un momento di fondamentale cambiamento per gli attori principali di questo progetto. Si stanno trasformando le automobili, seguendo le nuove sfide della mobilità, le urgenze ecologiche, i nuovi modelli urbanistici, l’evoluzione tecnologica, la disponibilità di materiali e componenti, la geopolitica. Ma allo stesso tempo si sta modificando radicalmente anche la fotografia, sempre meno attraversata da quel surplus di oggettività che ne aveva decretato il successo prima dell’avvento del digitale e dell’IA. Hot Panda è un nuovo viaggio in Italia. Nell’originale, d’altra parte, Goethe aveva scritto: “Lo scopo di questo mio magnifico viaggio non è quello d’illudermi, bensì di conoscere me stesso nel rapporto con gli oggetti”. (Francesco Zanot)

Ricostruzione sonora del motore Monaco - Trossi

L’installazione restituisce il suono del motore della leggendaria Monaco–Trossi, mai più ascoltato dal 1935, attraverso una sofisticata ricostruzione audio basata su tecniche avanzate di sintesi neurale. Il processo algoritmico di sonificazione, ideato e sviluppato da MuseeX, si fonda su un approccio scientifico e creativo che integra fonti storiche, dati ingegneristici e modelli generativi. Il risultato è un modello sonoro immersivo e realistico, capace di evocare la voce autentica di un’auto perduta nel tempo. Far rivivere il passato attraverso il suono è al centro della ricerca di MuseeX: ogni progetto riporta in superficie ciò che è stato dimenticato, nascosto o disperso, restituendolo come paesaggio sonoro che dà voce alla memoria.

Ringraziamenti

CARLO FELICE TROSSI. Eroe incompiuto

A cura di  Giordano Bruno Guerri
Con Francesco Foppiano, Davide Lorenzone, Ilaria Pani
Direttore artistico Maurizio Cilli

Il Museo Nazionale dell’Automobile ringrazia tutti i prestatori: Andrea Ghisalberti, Collezione Lopresto, Alex von Mòzer, STELLANTIS Europe SPA | HERITAGE (Museo Alfa Romeo), Mercedes-Benz Classic, Collezione Maserati Umberto Panini APS, Museo Scooter&Lambretta, GAVS – Gruppo Amici Velivoli Storici – Sezione di Torino, R.E. San Giorgi, Yacht Club Italiano

Crediti fotografici: Fondazione Sella, Fotografia dall’Archivio, Zagari © The Spitzley Archive, Varagine.it Archivio Storico Fotografico sulla Città di Varazze

Contenuti video: Archivio Luce Cinecittà

Si ringrazia Maurizio Fracassi per il prezioso supporto e la generosa donazione, grazie alla quale l’archivio Carlo Felice Trossi è entrato a far parte della collezione del Centro di Documentazione del MAUTO.

Un ringraziamento speciale a Gianluigi Ricuperati.

Project partner: Banca Generali Private, MuseeX

Carlo Felice Trossi. Eroe Incompiuto (Skira editore)

 

La monografia dedicata a Carlo Felice Trossi costituisce un viaggio tra mito e materia attraverso la figura di un pilota, progettista, aviatore e spirito libero del suo tempo. Moderno e visionario, raffinato e anticonvenzionale, Trossi emerge tra tracce intime, progetti audaci e dettagli di stile. Giordano Bruno Guerri ne ricostruisce la complessità, intrecciando vita pubblica e tensioni private, restituendo il ritratto di un eroe fuori dal tempo, sospeso tra coraggio, tecnica e bellezza.

A cura di 
Giordano Bruno Guerri

Con
Francesco Foppiano
Davide Lorenzone
Ilaria Pani

Direttore artistico
Maurizio Cilli

Partner

Con il patrocinio di:

Con il sostegno di:

Project Partner:

L’iniziativa fa parte del programma:

Public Program

A completare l’offerta formativa, un palinsesto di incontri divulgativi con focus tematici, aperti al pubblico e ai professionisti del settore, per promuovere il confronto tra competenze, esperienze e visioni. Ricerca, imprese e istituzioni si confrontano su temi di grande attualità, come la città a neutralità carbonica, la sicurezza stradale e il ruolo dell’intelligenza artificiale nella mobilità. Gli appuntamenti sono pensati per stimolare il dibattito su questioni concrete dando spazio a diversi punti di vista.

Mostre

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA/ I NEMICI DEL DRAKE

da giovedì 18 a lunedì 22 giugno, Cinema Massimo

LE PROIEZIONI AL CINEMA MASSIMO

Una rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema racconta il mondo delle competizioni sportive attraverso cinque indimenticabili pellicole: Linea rossa 7000 (1965) di Howard Hawks, Grand Prix (1966) di John Frankenheimer, Le 24 ore di Le Mans (1971) di Lee H. Katzin, Rush (2013) di Ron Howard e Le Mans ’66 – La grande sfida (2019) di James Mangold.

PROGRAMMA DELLE PROIEZIONI AL CINEMA MASSIMO

John Frankenheimer
Grand Prix
(Usa 1966, 175’, Hd, col., v.o. sott. it.)
Dopo una spettacolare collisione tra il pilota americano Pete Aron e l’inglese Scott Stoddard, al Gran Premio di Formula Uno di Montecarlo, la lotta per il titolo mondiale si consuma tra Pete, l’italiano Barlini e il francese Sarti. Frankenheimer utilizzò tecniche di assoluto rilievo per l’epoca, come lo split screen e con le macchine da presa posizionate a bordo delle vetture per intensificare il pathos.
Gio 18, h. 20.00/ Introduzione a cura di Carlo Cavicchi e Mario Donnini
Sab 20, h. 17.45

 

James Mangold
Le Mans ’66 – La grande sfida
(Usa 2019, 152’, Hd, col., v.o. sott. it.)
Carroll Shelby (Matt Damon) è il pilota che nel ’59 ha vinto la 24 ore di Le Mans, la più ardua delle gare automobilistiche. Quando scopre di non poter più correre per una grave patologia cardiaca si dedica a progettare e vendere automobili. Con lui c’è il suo fedele amico e collaudatore Ken Miles (Christian Bale), dotato di uno spiccato talento per la guida, ma anche di un carattere complicato.
Ven 19, h. 15.30/ Dom 21, h. 15.30

 

Lee H. Katzin
Le 24 ore di Le Mans (Le Mans)
(Usa 1971, 106’, Hd, col., v.o. sott. it.)
Michael Delaney (Steve McQueen) giunge a Le Mans per partecipare alla “24 ore”, una delle più massacranti e insidiose corse automobilistiche del mondo. La sua ansia interiore è accresciuta dalla presenza tra gli spettatori della vedova di Belgetti, un pilota morto l’anno precedente su quello stesso circuito in un incidente nel quale rimase coinvolto. Girato sul circuito di Le Mans, fra incidenti automobilistici mozzafiato e momenti da batticuore.
Ven 19, h. 18.30/Dom 21, h. 20.45

 

Howard Hawks
Linea rossa 7000
(Usa 1965, 110’, Hd, col., v.o. sott.it.)
Presso il circuito automobilistico di Daytona, la vita del pilota James Marsh (James Caan) procede tra incidenti, coraggio, innamoramenti e paura della morte. Terz’ultimo film di Howard Hawks, sorta di auto-remake de L’urlo della folla (1932), è un gelido e realistico apologo sul mondo delle corse automobilistiche, dove il rischio di morire in un incidente fatale è una possibilità accettata.
Sab 20, h. 15.30/Lun 22, h. 18.00

 

Ron Howard
Rush
(Usa 2013, 123’, Hd, col., v.o. sott. it.)
Nel 1976 due tra i migliori piloti di Formula 1, Hunt (Chris Hemsworth) e il più schivo e professionale Lauda (Daniel Brühl), si trovano più volte l’uno di fronte all’altro durante il campionato mondiale. Lauda in Germania rimane vittima di un terribile incidente ma questo non basta per fermarlo. La sfida per la vittoria, dunque, combacerà con l’ultimo Gran Premio, in Giappone.
Dom 21, h. 18.15/Lun 22, h. 15.30

 

Arte

TALK/ CONVERSIONE DELL’OGGETTO

venerdì 12 giugno, ore 18 - Fondazione Merz

Capolavori di Torino, dalla fabbrica al museo.

Al centro dell’incontro, il processo attraverso cui Nicola Nunziata, ideatore e direttore creativo di Capolavori di Torino, ha riletto i “capolavori”, gli oggetti realizzati dagli allievi Fiat e Lancia per certificare le competenze acquisite durante il percorso formativo, esponendoli come sculture in ambiente museale attraverso un processo di risemantizzazione. In dialogo con Vincenzo Estremo autore del testo Capolavoro per il volume di prossima pubblicazione con Quodlibet.

Evento realizzato nell’ambito del progetto Capolavori di Torino. Immagini, oggetti e documenti dalle scuole allievi Fiat e Lancia sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

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