È in arrivo un fuoriclasse

da settembre 2026

La matricola più promettente della storia della Piston Cup è pronta a fare il suo ingresso al MAUTO. 

Attraverso una selezione di 23 vetture iconiche – 22 monoposto di Formula 1 e la mitica Mini Morris – la mostra, sviluppata sugli oltre 2000mq dello spazio espositivo al piano terra, racconta una stagione di sperimentazione tecnica e libertà formale, tra rischi estremi, forti rivalità e decise identità visive che hanno disegnato nuovi immaginari culturali. Un universo di tecnologia, stile e spirito pionieristico, in cui le monoposto diventano simboli di una rivoluzione industriale e culturale capace di ridefinire l’immaginario del mondo delle corse.

Enzo Ferrari li chiamava, con un po’ di supponenza, “i garagisti”: erano le squadre inglesi che – tra gli anni Sessanta e Ottanta – misero in discussione il dominio della Ferrari, fino ad allora protagonista incontrastata della Formula 1.

Con strutture leggere, telai rivoluzionari e una straordinaria rapidità di sperimentazione, questi team indipendenti trasformarono piccoli atelier tecnici in avversari temibili, capaci di battere Maranello in pista e cambiare per sempre gli equilibri del campionato.

Una rivoluzione, quella inglese, che attraversava la musica, la moda, la fotografia e il cinema, definendo un periodo di grande vivacità e ottimismo, caratterizzato da un’esplosione di creatività: un’energia travolgente che la mostra restituisce con forza, trasformando l’allestimento in un racconto immersivo capace di rendere tangibile lo spirito di un’epoca che ha cambiato per sempre non solo il linguaggio della velocità, ma l’immaginario collettivo.

Una rivoluzione tecnologica e progettuale

Dalla svolta epocale della Ferrari 246 e della Cooper T51, fino all’affermazione del nuovo corso con Brabham BT20 e Cooper T81-Maserati, passando per l’innovazione radicale di Lotus 72, Lotus 56B e March 701, e per l’apice tecnico rappresentato da Tyrrell 006, McLaren M23 e Shadow DN1; una stagione di sperimentazione senza precedenti che trova espressione nelle visionarie March 761, March 2-4-0 e Brabham BT45, fino all’evoluzione verso nuove filosofie progettuali con Theodore TR1, Arrows A2 e Williams FW07, per arrivare alle soluzioni più estreme e controverse della Lotus 88B e alla potenza dell’era turbo incarnata dalla Brabham BMW BT54. Il percorso chiude idealmente con la modernità della McLaren MP4/5 e con la svolta tecnologica introdotta dalla Ferrari 640, che segna a suo modo la resa di Ferrari che la farà progettare in Inghilterra.

La Ferrari 640 sarà esposta fino all’8 settembre alla mostra Monaco et l’Automobile, de 1893 à nos jours al Grimaldi Forum di Monte Carlo.

In esposizione anche 28 caschi, 4 tute – indossate rispettivamente da Jim Clark nel 1965, da Jackie Stewart e da Vittorio Brambilla nel 1972 e da Riccardo Patrese nel 1978  -, i programmi delle gare – uno per anno dal 1958 al 1988, ognuno dei quali arriva da un Gran Premio differente nei 5 continenti – e il motore Ford Cosworth DFV, definito “una rivoluzione con le candele accese”: progettato nel 1967 da Keith Duckworth e Mike Costin con il sostegno lungimirante della Ford Motor Company, debuttò sulla Lotus 49 voluta da Colin Chapman.

In un racconto che attraversa tre decenni di rivoluzione tecnica e culturale, le vetture – espressione quasi totale dell’ingegno britannico, con le sole eccezioni firmate Ferrari –testimoniano come il Regno Unito sia stato il motore di una trasformazione capace di cambiare per sempre la Formula 1 e influenzare l’intera industria automobilistica mondiale.

Un’epoca di creatività culturale

L’allestimento restituisce il contesto culturale e sociale della Gran Bretagna del tempo, quello della Swinging London: un periodo di straordinaria vivacità e ottimismo, caratterizzato da un’esplosione di creatività nella musica, nella moda, nella fotografia, nel cinema e, naturalmente, nello sport. Con l’obiettivo di restituire l’atmosfera di un’epoca, la mostra intreccia la storia dell’automobilismo con quella delle sue icone, attraversando le tendenze culturali e stilistiche del tempo e raccontandole in specifiche sezioni. Affondi sui primi esperimenti di ripresa televisiva con le rudimentali camera-car e sul ruolo delle donne nei circuiti – quando l’accesso al paddock era ancora loro precluso – rappresentano ulteriori spunti di approfondimento, svelando come la passione per la velocità fosse lo specchio di un mondo in rapido cambiamento.

Rainer W. Schlegelmilch

Completa l’esposizione una selezione di 34 fotografie di Rainer W. Schlegelmilch, noto come “RWS”, considerato uno dei più grandi fotografi della Formula 1. Le sue immagini sono celebri per la straordinaria qualità e per l’intensità emotiva che riescono a trasmettere. L’attenzione per l’inquadratura, la sensibilità alla luce e la capacità di cogliere l’istante decisivo fanno di Schlegelmilch un maestro assoluto, capace di trasformare la velocità, la tensione e il rischio delle corse in un racconto visivo potente e senza tempo.

Public program

Il Public program completa l’esperienza della mostra, offrendo al pubblico un’occasione di approfondimento sui temi dell’esposizione. Speciali visite guidate e appuntamenti gratuiti – articolati in conversazioni e incontri con piloti, giornalisti e progettisti – per incontrare i grandi protagonisti dell’epoca che raccontano le storie, le emozioni e le sfide che hanno plasmato un’epoca leggendaria. Una rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema racconta il mondo delle competizioni sportive attraverso cinque film iconici: Linea rossa 7000 (1965) di Howard Hawks, Grand Prix (1966) di John Frankenheimer, Le 24 ore di Le Mans (1971) di Lee H. Katzin, Rush (2013) di Ron Howard e Le Mans ’66 – La grande sfida (2019) di James Mangold.

Visite guidate

Una visita guidata nel cuore di una delle stagioni più rivoluzionarie della storia della Formula 1. Un viaggio tra ingegneria e passione – della durata di circa 1 ora – per scoprire non solo le caratteristiche tecniche delle 23 vetture iconiche esposte, ma anche la straordinaria energia che ha guidato progettisti, piloti e team. Attraverso modelli leggendari, documenti, memorabilia e fotografie, si entra in un’epoca in cui l’ingegneria evolve rapidamente, dando vita a soluzioni innovative e spesso radicali, mentre la competizione spinge a superare ogni limite. Al centro, creatività, intuizione e coraggio.

La visita si sviluppa come un racconto immersivo che restituisce anche il clima della Swinging London, tra motorsport, musica, design e nuove visioni. Dalle rivalità in pista alla rivoluzione dei “garagisti” inglesi, il percorso offre una lettura coinvolgente della mostra, per comprendere come passione e ingegno abbiano ridefinito il linguaggio della velocità.

La sfida e la passione delle corse

Una rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema racconta il mondo delle competizioni sportive attraverso cinque indimenticabili pellicole: Linea rossa 7000 (1965) di Howard Hawks, Grand Prix (1966) di John Frankenheimer, Le 24 ore di Le Mans (1971) di Lee H. Katzin, Rush (2013) di Ron Howard e Le Mans ’66 – La grande sfida (2019) di James Mangold.

Speciale convenzione: i possessori del biglietto di ingresso al cinema per uno dei fil della rassegna avranno diritto al biglietto ridotto del Museo Nazionale dell’Automobile + mostra I nemici del Drake.

Il catalogo

A corredo della mostra è stato realizzato un catalogo, edito da Minerva Edizioni, curato da Carlo Cavicchi e Mario Donnini, con il contributo di Maurizio Cilli. Il libro racconta quella che può essere definita una vera e propria “guerra dei trent’anni” (1958–1988), un periodo in cui la Formula 1 cambia pelle. Ferrari, cresciuto in un mondo di grandi costruttori e vetture potenti, si trova a fronteggiare avversari inattesi: piccoli team inglesi, definiti con ironia “garagisti”, che costruiscono monoposto leggere, agili, spesso assemblate con motori acquistati sul mercato. Una rivoluzione che il Drake inizialmente guarda con diffidenza, ma che finirà per ridefinire per sempre l’equilibrio delle corse nel “Circus”.

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Public Program

A completare l’offerta formativa, un palinsesto di incontri divulgativi con focus tematici, aperti al pubblico e ai professionisti del settore, per promuovere il confronto tra competenze, esperienze e visioni. Ricerca, imprese e istituzioni si confrontano su temi di grande attualità, come la città a neutralità carbonica, la sicurezza stradale e il ruolo dell’intelligenza artificiale nella mobilità. Gli appuntamenti sono pensati per stimolare il dibattito su questioni concrete dando spazio a diversi punti di vista.

Arte

Famiglie / Chitty Chitty Bang Bang

domenica 27 settembre, 16

Auto volanti, macchine pazze e dove trovarle: riscopriamo insieme a Gianluigi Ricuperati, scrittore e catalyst curator del MAUTO, il film cult sceneggiato da Roald Dahl e Ken Hughes, tratto dall’omonimo romanzo di Ian Fleming.

A seguire, una visita interattiva alla collezione esplorerà il legame tra cinema, immaginazione e cultura dell’automobile. Un appuntamento per tutta la famiglia.

Arte

Mostre

Talk / Capolavori di Torino. Il libro

martedì 22 settembre, 18.30

Il talk si svolge al Circolo dei Lettori, Via Giambattista Bogino 9.
Presentazione del volume Capolavori di Torino, progetto di ricerca e riuso d’archivio di Nicola Nunziata. Con l’autore, intervengono:

Maurizio Torchio
Scrittore e responsabile del Centro Storico Fiat

Francesco Zanot
Curatore e critico fotografico

Vincenzo Estremo
Ricercatore e teorico dell’immagine

Roberto Montani
Grafico CH RO MO / Quodlibet

Evento realizzato nell’ambito del progetto Capolavori di Torino. Immagini, oggetti e documenti dalle Scuole Allievi Fiat e Lancia, sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura

Evento realizzato nell’ambito del progetto Capolavori di Torino. Immagini, oggetti e documenti dalle Scuole Allievi Fiat e Lancia, sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

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